Opinioni in tv tra polemiche e critica: gene gnocchi e simona ventura

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Opinioni in tv tra polemiche e critica: gene gnocchi e simona ventura

La televisione contemporanea finisce sotto la lente di Gene Gnocchi, con parole nette su formato, linguaggio e regole del gioco. Dopo anni di esperienza sul piccolo schermo, il comico mette a fuoco ciò che non riconosce più e individua, tra reality e presenza diffusa di opinioni, un cambiamento profondo nel modo di costruire i programmi. Il confronto con volti noti attraversa diversi passaggi: dagli opinionisti ai confessionali, fino alle valutazioni su figure come Simona Ventura, Gian Marco Chiocci, Andrea Pucci e Teo Teocoli.

opinionismo in tv: “malattia” e mancanza di coraggio

Gnocchi definisce l’opinionismo come una vera e propria malattia della tv. Per lui, un punto centrale riguarda anche l’assenza di rischio: la paura di rischiare renderebbe difficile realizzare programmi diversi. Secondo la sua lettura, tra i fattori principali emergono i reality e l’idea del “trionfo dell’uomo comune”. In questo contesto, la presenza di commentatori e figure che esprimono giudizi diventa, ai suoi occhi, un elemento dominante.

Gnocchi parla esplicitamente di un “brulicare” che considera dannoso: “un cancro della televisione”. Per spiegare l’ossessione del format, formula anche un’ironica proposta: la creazione di una scuola per opinionismo, sostenendo che, senza quel profilo, oggi non ti vuole nessuno. Tra gli opinionisti cita solo Selvaggia Lucarelli come esempio positivo, indicandola come qualcuno che ha dimostrato che il ruolo può essere considerato un mestiere vero e proprio.

opinionisti a tempo e cronaca nera: i giudizi che non reggono

Il giudizio resta severo anche sugli altri ospiti del genere. Gnocchi distingue varie categorie: opinionisti “a tempo”, persone presenti in modo continuo su politica, e profili che intervengono su cronaca nera lasciando, nella sua percezione, un effetto poco convincente. L’obiezione più netta riguarda la presunta autorevolezza nell’esprimere valutazioni: se gli venisse chiesto un parere su un caso specifico, afferma di non riuscire a farlo entrando in un gruppo pieno di personaggi che, secondo lui, hanno tutti “un’opinione”.

chi dovrebbe fare idee sulla tv

La conclusione del ragionamento torna su un principio semplice: l’opinionismo dovrebbe essere affidato a chi conosce davvero la televisione e riesce a proporre spunti sviluppati, anche con idee nuove.

simona ventura: confessionali e deriva del grande fratello

Nel mirino di Gnocchi finisce anche la trasformazione del racconto televisivo verso un confessionale permanente. Nel riferire le origini della deriva, richiama gli anni ’90, quando la televisione ha iniziato a raccontare “paturnie, peripezie e malesseri” dell’uomo della strada. In questo quadro, il bersaglio diventa anche un’amica storica, Simona Ventura, con cui ha lavorato in contesti importanti come Quelli che il calcio e Sanremo.

Gnocchi riconosce a Ventura capacità televisive, definendola un’“animale televisivo”. La critica non riguarda il talento, ma la tenuta del progetto: il Grande Fratello sarebbe stato, nel suo racconto, una scommessa persa in partenza, perché non sarebbe stata nemmeno “Vip” ma un insieme di persone considerate “normali”.

Al tempo stesso sottolinea il suo punto personale sul modo di affrontare i programmi: afferma che Ventura si “butta” perché sarebbe generosa e ricorda il periodo in cui, guidando l’eredità di Fazio a Quelli che il calcio, avrebbe portato avanti il lavoro con convinzione e fiducia reciproca. L’ultima parte del giudizio risulta tutt’altro che morbida: vedere Ventura in “baracconate” lo intristirebbe.

telemeloni e direttori dell’informazione: la domanda che nasce

Gnocchi dichiara di aver lavorato a lungo in Mediaset e di aver comunque avuto l’impressione che l’influenza della politica sia sempre stata presente. Alla domanda su TeleMeloni, la risposta collega la questione a un’intervista del direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, in cui avrebbe detto di essere “sempre grato a Giorgia Meloni”.

Per Gnocchi, la dichiarazione di un direttore dell’informazione genererebbe una serie di interrogativi che, nella sua interpretazione, portano naturalmente al concetto di TeleMeloni. Chiarisce inoltre che ha lavorato anche con direttori di rete non schierati politicamente, citando Antonio Marano. Nel suo racconto, la differenza starebbe nella competenza: Marano avrebbe conosciuto la televisione e saputo farla, mentre oggi Gnocchi intravede dirigenti meno esperti che avallerebbero la creazione di programmi non costruiti bene, arrivando a suggerire che sarebbe stato meglio non produrli.

andrea pucci e sanremo: social, polemiche e un’opportunità mancata

Gnocchi affronta anche Andrea Pucci. Riferisce che a febbraio Pucci avrebbe deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle polemiche esplose sui social. Secondo Gnocchi, la partecipazione avrebbe dovuto essere considerata come parte del lavoro: chi fa questo mestiere, afferma, deve mettere in preventivo le offese dai social. Per lui il punto non è ignorare il problema, ma non usare la questione come spiegazione per non partecipare o per dire di essere stato discriminato.

Nel caso di Pucci, Gnocchi sostiene che non sarebbe stata così la situazione: la scelta sarebbe stata di non andare. Pur riconoscendo la possibilità che ciò possa aumentare il pubblico a teatro, lo interpreta come una perdita di un’occasione legata al Festival, anche per far vedere quanto Pucci sarebbe bravo.

teo teocoli: frecciatine, mai screzi e ricordi di mai dire gol

Un ultimo passaggio riguarda Teo Teocoli. Gnocchi racconta che in varie interviste Teocoli non gli avrebbe risparmiato alcune frecciatine. Nel chiarire la propria posizione, Gnocchi precisa di non aver mai avuto screzi con lui. Spiega che, probabilmente, Teo avrebbe preso la sua rinuncia a Mai dire gol, ma ribadisce un giudizio positivo sul collega: lo descrive come un compagno di lavoro meraviglioso e un genio della comicità con un talento definito “smisurato”.

Gnocchi aggiunge che trova divertente, e quasi motivo di sorriso, l’idea che Teo lo consideri inaffidabile; allo stesso tempo afferma che gli fa piacere almeno che Teo ricordi il lavoro fatto insieme. Conclude richiamando la memoria delle gag di Mai dire gol, dicendo di essersi volte rivisto spezzoni delle scene che continuano a farlo ridere.

Personaggi citati: Simone Ventura, Teo Teocoli, Andrea Pucci, Gian Marco Chiocci, Giorgia Meloni, Selveggia Lucarelli, Antonio Marano.

“Gli opininisti sono il cancro della tv. Simona Ventura? Vederla in quelle baracconate mi intristisce. Teo Teocoli dice che sono inaffidabile, mi fa sorridere”: Gene Gnocchi senza filtri
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