Operata al femore a 104 anni: il giorno dopo è già in piedi, intervento record a reggio emilia

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Operata al femore a 104 anni: il giorno dopo è già in piedi, intervento record a reggio emilia

Un caso di ortogeriatria e intervento mininvasivo racconta come, anche in età molto avanzata, la gestione tempestiva di una frattura possa incidere in modo decisivo sul recupero. All’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, la signora Verina, ultracentenaria, è stata operata al femore dopo una caduta con conseguenze rilevanti, raggiungendo un obiettivo concreto già nelle prime fasi successive all’intervento: tornare in piedi il giorno seguente e avviare la riabilitazione finalizzata al rientro in autonomia.

frattura femorale in età avanzata: rischio elevato e necessità di cura tempestiva

La vicenda riguarda una paziente di 104 anni che, dopo una brutta caduta, ha riportato sia una frattura al braccio sia la rottura del femore. In età avanzata, questa condizione viene indicata come una minaccia per la vita: nei casi citati, la frattura femorale porta fino al 30% dei casi alla morte.

Nel quadro clinico descritto dall’azienda sanitaria, la riuscita della gestione è legata a due elementi centrali: inquadramento diagnostico accurato e stabilizzazione pre e post-operatoria, condotti specialisticamente in ambito geriatrico. Le fasi preparatorie hanno consentito di arrivare in sala operatoria con tempi rapidi, condizione considerata determinante nel percorso.

ortogeriatria e sala operatoria: stabilizzazione e trattamento rapido nel caso Verina

Secondo quanto riportato in una nota dell’azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, la pianificazione clinica è stata condotta dalle specialiste geriatre in servizio nell’area di Ortogeriatria. Il lavoro è stato finalizzato a portare la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi.

La fase operatoria è stata affidata a un’organizzazione multidisciplinare: l’equipe ortogeriatrica, indicata come elemento strategico nella Struttura complessa di ortopedia, è descritta come coordinata da Michele Cappa. L’obiettivo operativo è stato garantire un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa.

intervento di osteosintesi con tecnica mininvasiva

L’intervento di osteosintesi eseguito nel caso specifico prevede l’introduzione di un chiodo endo-midollare con una tecnica definita mininvasiva. La modalità viene descritta come rapida e con basso impatto, pensata per tutelare i soggetti più fragili.

Nel post-operatorio, viene evidenziata la collaborazione di un’équipe coordinata da Sonia Mazzola, infermiera. Il percorso assistenziale ha coinvolto infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, con l’intento di accelerare l’avvio della ripresa funzionale.

Il risultato descritto è immediato: il giorno successivo all’intervento, Verina è riuscita a riprendere a camminare e ad avviare da subito il programma riabilitativo predisposto in vista del rientro a casa.

percorso strutturato: standard di cura per i pazienti con frattura femorale

La ricostruzione della vicenda non viene presentata come evento isolato. Michele Cappa afferma che il caso Verina rappresenta il risultato di un percorso di riferimento sul territorio nazionale definito come integrato, sicuro e costante. Il percorso viene indicato come costruito su misura per i pazienti che, ogni anno, accedono all’Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale.

Nel testo viene riportato che sono oltre 600 pazienti annui. L’organizzazione descritta sottolinea come, nonostante l’elevata richiesta di attività, il reparto mantenga una assistenza di qualità e punti al consolidamento di standard elevati, soprattutto quando la casistica è complessa.

pressione di attività e stagionalità: aumento dei traumi e afflusso in traumatologia

La nota sanitaria indica una dinamica stagionale: primavera e estate vengono segnalate come periodi in cui si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e nel reparto. Le cause principali richiamate sono traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, oltre a infortuni sportivi.

La descrizione cita anche un cambiamento nelle scelte assistenziali: viene riportato che i residenti della provincia tendono sempre più a cercare cure nel territorio provinciale. Questo scenario viene collegato a un trend di crescita pari a 4% annuo dei pazienti che necessitano di interventi ortopedici, con attività che coinvolge ogni fascia d’età.

figure chiave citate nel percorso clinico

Il racconto del caso e dell’organizzazione assistenziale menziona alcune figure professionali e di coordinamento coinvolte nelle diverse fasi, dalla gestione fino alla pianificazione riabilitativa.

  • Verina
  • Michele Cappa
  • Sonia Mazzola
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