Occhiali con IA per la vita di tutti i giorni: perché rokid punta su questo futuro

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Occhiali con IA per la vita di tutti i giorni: perché rokid punta su questo futuro

Gli occhiali intelligenti sono rimasti a lungo sospesi tra promessa e realtà: ogni nuova generazione annunciava miglioramenti, ma tornavano sempre gli stessi ostacoli, come peso, autonomia, estetica poco discreta e funzioni difficili da usare fuori da una dimostrazione. La visita alla sede cinese di Rokid restituisce invece un’immagine più concreta: l’attenzione non sembra più concentrata solo sull’effetto di realtà aumentata, bensì sul traguardo di dispositivi capaci di diventare leggeri, utili e normali da indossare ogni giorno. Traduzione, navigazione, trascrizione, fotografia e assistenza tramite intelligenza artificiale vengono trattati come parti di un’esperienza meno spettacolare, ma più credibile.

La sfida dichiarata non è sostituire immediatamente lo smartphone, ma costruire una nuova interfaccia indossabile in grado di intervenire quando serve senza imporre lo sguardo continuo su uno schermo. In quest’ottica, il dispositivo diventa un supporto che si integra nell’uso quotidiano, mantenendo il controllo dell’attenzione in primo piano.

rokid: chi è l’azienda e su cosa lavora

Rokid è un’azienda tecnologica cinese fondata nel 2014. Pur essendo meno conosciuta in Europa al di fuori di addetti ai lavori e appassionati, si occupa dello sviluppo di occhiali intelligenti, realtà aumentata e sistemi di interazione tra persone e computer.

La società progetta sia hardware sia software con l’obiettivo di trasformare gli smart glass in strumenti davvero utilizzabili nella vita di tutti i giorni, nel lavoro e nell’intrattenimento. La gamma include occhiali con display integrato che mostrano traduzioni, indicazioni di navigazione e altre informazioni nel campo visivo, oltre a modelli più leggeri privi di schermo, basati su fotocamera, audio e assistenti vocali.

Nei dispositivi possono essere impiegati servizi di intelligenza artificiale come Gemini e ChatGPT per riconoscere oggetti, tradurre conversazioni, trascrivere il parlato, rispondere alle domande e fornire informazioni contestuali.

occhiali intelligenti: la tecnologia deve quasi scomparire

Il nodo centrale degli smart glass è la contraddizione tra ciò che serva per funzionare e ciò che venga accettato dall’utente. Per operare servono processori, microfoni, altoparlanti, fotocamere e batterie; allo stesso tempo, l’esperienza richiede che il dispositivo risulti il meno tecnologico possibile.

Rokid lavora da oltre dieci anni su questo equilibrio, con una progressione verso prodotti più leggeri e orientati alla portabilità. L’evoluzione include dispositivi di realtà aumentata, prodotti professionali e montature pensate per il grande pubblico, con una riduzione dimensionale nel tempo e un aumento dell’attenzione verso la comodità.

ai glasses style: meno schermo, più portabilità

Tra le soluzioni considerate più interessanti compare il modello AI Glasses Style, caratterizzato dalla presenza di un display assente. Il peso dichiarato è di 38,5 grammi e non vengono proiettati testi o immagini davanti agli occhi.

L’interazione avviene tramite fotocamera, microfoni, altoparlanti e assistenti basati su intelligenza artificiale. Il sistema viene impiegato per tradurre, riconoscere ciò che si trova davanti e rispondere alle richieste vocali.

La rinuncia allo schermo non viene presentata come una scelta accessoria: un display, infatti, comporta consumi, peso e complessità ottica. Eliminandolo, Rokid mira a ottenere una montatura più leggera e più vicina a un paio di occhiali tradizionali. Non viene indicata una soluzione universale, ma una direzione concreta verso un uso quotidiano realistico.

due idee di smart glasses: display e interazione senza schermo

Nel catalogo Rokid convivono due famiglie di prodotti. Da un lato ci sono occhiali con display, pensati per mostrare traduzioni, indicazioni e informazioni direttamente nel campo visivo. Dall’altro esistono modelli come AI Glasses Style, in cui l’interazione passa soprattutto da voce e audio.

Le due categorie rispondono a esigenze differenti. Gli occhiali con display offrono un’esperienza più vicina alla realtà aumentata e possono mostrare, ad esempio, una freccia durante la navigazione, il testo di una conversazione tradotta o appunti mentre si parla in pubblico.

I modelli senza schermo risultano meno scenografici ma più semplici da indossare. Possono registrare fotografie e video, riprodurre musica, fornire istruzioni vocali e usare la fotocamera per comprendere ciò che si trova davanti. La tecnologia rimane presente, ma agisce in modo più discreto. Il mercato non ha ancora definito quale approccio diventerà dominante, e l’idea proposta è che le due strade possano continuare a coesistere, come avviene oggi tra smartwatch essenziali e orologi sportivi più complessi.

intelligenza artificiale su più sistemi: niente ecosistema unico

Un elemento centrale della strategia Rokid riguarda la possibilità di usare diversi modelli di intelligenza artificiale. Gli AI Glasses Style possono sfruttare servizi come ChatGPT e Gemini e collegarsi agli assistenti disponibili sullo smartphone. L’obiettivo espresso è evitare che gli occhiali restino vincolati a un singolo ecosistema.

In base al mercato, alla lingua e alla tipologia di operazione richiesta, un dispositivo indossabile può quindi usare strumenti differenti. Nei prodotti distribuiti in Asia risultano presenti anche sistemi come Qwen e DeepSeek.

gemini flash 3.5: interazioni più rapide e contestuali

Rokid ha inoltre annunciato l’intenzione di portare Gemini Flash 3.5 sui propri dispositivi. Il fine è rendere le interazioni più rapide e contestuali, permettendo agli occhiali di gestire richieste articolate senza limitarsi a rispondere a singole domande. L’aspettativa descritta è un assistente capace di comprendere meglio la situazione e di accompagnare un’attività nel tempo, trasformando la conversazione in una sequenza di istruzioni collegate tra loro, oltre al semplice “che cosa si sta guardando?”.

agenti personalizzati: dal singolo comando a flussi concatenati

Rokid sta sviluppando anche un sistema di agenti e flussi personalizzati. Tramite la piattaforma Rizon, già diffusa in Asia, sviluppatori e utenti possono creare piccole automazioni da eseguire usando gli occhiali.

Un agente può, ad esempio, registrare una nota, tradurre il contenuto, riassumerlo e inviarlo a un’applicazione. Un altro può riconoscere un prodotto, recuperare le informazioni principali e restituirle tramite audio. Il valore viene descritto non tanto nella singola funzione, quanto nella possibilità di concatenare più operazioni.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, sono stati presentati oltre 3.000 flussi, con più di 400 già approvati e pubblicati nel Rokid Agent Store. La piattaforma dovrebbe arrivare progressivamente anche su mercati internazionali. L’approccio modifica il ruolo degli occhiali: da accessorio collegato allo smartphone diventano una piattaforma modificabile, capace di adattarsi ad attività personali e professionali.

La differenza rispetto alle tradizionali applicazioni mobili riguarda il tipo di interazione. Non si apre un’app e non si naviga in menu: l’esecuzione può partire da un comando pronunciato, da un gesto oppure da ciò che la fotocamera sta osservando.

traduzione in tempo reale: funzione più immediata

Tra le funzioni disponibili, la traduzione in tempo reale è quella più semplice da comprendere. Una conversazione viene ascoltata dai microfoni e tradotta attraverso gli altoparlanti oppure visualizzata sul telefono, nel caso dei modelli senza display.

Rokid dichiara il supporto a 89 lingue. In un’indagine realizzata dall’azienda su oltre 9.600 partecipanti, più del 70% ha indicato la traduzione bidirezionale come la funzione più desiderata negli occhiali intelligenti.

Questo dato viene usato per evidenziare lo spostamento dell’interesse dalle dimostrazioni futuristiche verso applicazioni più pratiche. In viaggio, durante un incontro internazionale o in ambito lavorativo, seguire il senso di una conversazione senza tenere il telefono in mano può cambiare il modo in cui la tecnologia si inserisce nella quotidianità. Restano i limiti tipici della traduzione automatica legati a rumori, accenti marcati e terminologia tecnica.

principi e risultati: verso un uso più quotidiano

L’orientamento Rokid mette al centro la realizzazione di occhiali capaci di integrare funzioni come traduzione, riconoscimento e assistenza vocale, mantenendo un ingombro contenuto e una presenza visiva meno invasiva. La scelta di includere sia prodotti con display sia modelli senza schermo sostiene la possibilità di adattare l’esperienza a contesti diversi: in alcuni casi l’informazione si visualizza nel campo visivo, in altri si affida all’audio e alla comprensione tramite fotocamera.

In parallelo, l’apertura a più sistemi di intelligenza artificiale e l’uso di agenti con flussi concatenati mirano a rendere l’interazione più utile e continua, senza vincolare gli occhiali a un singolo ecosistema. Con la traduzione bidirezionale come funzione più richiesta, la direzione complessiva punta a trasformare la tecnologia indossabile in uno strumento realmente impiegabile nella routine.

Personaggi, ospiti o membri del cast citati: nessuno presente nel contenuto fornito.

Rokid: la strategia per rendere di uso quotidiano gli occhiali smart
Categorie: Tecnologia

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