Milano cortina 2026 conti aggiornati il 30 giugno sul disavanzo di 300 milioni
Il bilancio d’esercizio 2025 di Fondazione Milano Cortina 2026 sarà approvato il 30 giugno dal consiglio di amministrazione. Nel frattempo, restano sul tavolo numeri e passaggi amministrativi capaci di delineare l’entità dei debiti maturati dal Comitato organizzatore dei Giochi invernali e le modalità con cui la parte pubblica è intervenuta per sostenere l’impianto complessivo.
Fondazione Milano Cortina 2026: bilancio 2025 e debiti del comitato organizzatore
Al 31 dicembre dell’anno scorso saranno disponibili i dati utili a quantificare i debiti del Comitato organizzatore. Dal 2020 al 2024 i risultati d’esercizio hanno già raggiunto una soglia rilevante, pari a 146,5 milioni di euro, somma ottenuta dai disavanzi annuali:
- 6,3 milioni nel 2020
- 21,2 milioni nel 2021
- 54,8 milioni nel 2022
- 33,7 milioni nel 2023
- 30,5 milioni nel 2024
Le giustificazioni presentate dai vertici delle Olimpiadi fanno riferimento alla necessità di attendere l’epoca delle entrate principali, legate agli incassi (biglietti e sponsor) previsti in coincidenza con lo svolgimento delle gare nel 2026.
disavanzo complessivo oltre 300 milioni: ruolo della mano pubblica e sdoppiamento dei giochi
Nei mesi precedenti è emerso che il disavanzo complessivo supera i 300 milioni di euro. Questo andamento risulta collegato a un innesto economico pari a oltre mezzo miliardo di euro di fondi pubblici, indicati come finanziamento generoso del governo Meloni. La nomina di un commissario straordinario per le Paralimpiadi avrebbe portato allo sdoppiamento dell’amministrazione tra Olimpiadi e Paralimpiadi.
Secondo quanto riportato, pur essendo previsto nel dossier di candidatura che le gare delle due competizioni facessero capo allo stesso comitato organizzatore, cioè la Fondazione presieduta da Giovanni Malagò (divenuto presidente della Figc) con amministratore delegato Andrea Varnier, la gestione si è articolata diversamente. Il racconto dei costi evidenzia anche una discrepanza: invece di 1,4 miliardi stimati per l’organizzazione, si parla di due miliardi spesi, con conseguente necessità di intervento pubblico.
paralimpiadi commissariate e fondi pubblici: 480 milioni, 67,7 milioni e quota fino a 547 milioni
Il commissario straordinario per le Paralimpiadi è Giuseppe Fasiol, ingegnere indicato come nominato nell’agosto 2025, cioè sei anni dopo l’assegnazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici all’Italia. L’avvio operativo è collocato nel settembre successivo, con un focus sul pagamento di Fondazione Milano Cortina, così da alleggerire i debiti e le spese della struttura organizzatrice.
La “contabilità speciale” disponibile per Fasiol è pari a 480 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono 67,7 milioni di euro, descritti come gli unici fondi pubblici previsti nel dossier di candidatura del 2018. Ne deriva un totale di 547 milioni di euro.
Quanto versato risulta articolato: sarebbero già stati trasferiti circa 240 milioni di euro a Fondazione per coprire la quota organizzativa riferita alle Paralimpiadi. Il calcolo complessivo indicato arriva invece a 312,8 milioni per “servizi già acquisiti o in corso di definitiva acquisizione”. A tale importo si aggiungono le spese per il subentro in contratti già avviati da Fondazione Mico, limitati alle gare paralimpiche.
contratti trattati come “privati” e trasparenza contestata: spese da 2 miliardi e confronto con la natura dell’ente
Uno degli aspetti centrali riguarda il modo in cui Fondazione avrebbe acquisito beni e servizi. La ricostruzione fornita indica che la Fondazione abbia operato come se fosse un ente privato, senza sottostare ai vincoli e alla trasparenza tipici dei contratti pubblici. Ne consegue che non sarebbero state rese note, secondo la ricostruzione, le modalità della spesa, attestata a 2 miliardi di euro.
La natura giuridica dell’ente è richiamata anche sul piano della Corte Costituzionale: l’interrogativo riguarda se Fondazione Mico debba considerarsi privata o pubblica, data la composizione dell’organismo costituito da soli soggetti pubblici e il ricorso a un finanziamento massiccio da parte del governo italiano.
Un secondo nodo riguarda la metodologia che avrebbe definito la quota-parte versata dal commissario per le Paralimpiadi. L’impostazione descritta indica che sarebbe stata la Fondazione a predisporre l’elenco delle spese, chiedendo poi al commissario di intervenire con i finanziamenti. La critica sostanziale riportata riguarda il fatto che i soldi pubblici avrebbero coperto spese di un ente che si dichiara privato, senza poter incidere sui criteri con cui la spesa era stata effettuata.
corte dei conti e criteri della quota paralimpica: decreto del 29 dicembre 2025 e richiesta di chiarimenti
La determinazione del pagamento, descritta come superiore a 300 milioni di euro, risulterebbe oggetto di attenzione anche da parte della Corte dei Conti a fine dicembre 2025. In tale contesto viene richiamato il 29 dicembre dell’anno precedente, data di registrazione del decreto di approvazione del Primo Programma dettagliato degli interventi del commissario Fasiol.
Secondo la segnalazione dei giudici contabili, il documento non avrebbe indicato “i criteri in base ai quali” gli enti coinvolti avrebbero stimato il costo dei beni e servizi da acquisire e rendicontare nella fase attuativa. Da qui l’esigenza: Fasiol avrebbe chiesto a Fondazione di illustrare come fosse stata individuata la “Quota Paralimpica”.
La spiegazione si sarebbe svolta l’8 gennaio tramite videoconferenza. Nel resoconto, Matteo Coradini, responsabile finanziario di Fondazione Mico, avrebbe riferito che, in alcune circostanze, la quota paralimpica sarebbe stata già fissata nei contratti, mentre in altri casi sarebbe derivata da un calcolo basato su KPI, ossia indicatori chiave di prestazione.
quota paralimpica con KPI e algoritmo: percentuali su workforce, giorni di competizione e venues
La quota-paralimpica sarebbe stata determinata mediante l’applicazione di tre percentuali collegate a KPI. La verifica risulta difficile perché, secondo quanto riportato, né Fondazione Milano Cortina né il Commissario Paralimpico avrebbero fornito i documenti esplicativi, i contratti o altri elementi, richiamando clausole di riservatezza verso “operatori economici terzi” e obblighi imposti dal Comitato Olimpico Internazionale.
Le tre componenti indicate sono:
- Workforce accreditata: lavoratori impiegati per le Olimpiadi pari a 90mila e per le Paralimpiadi pari a 25mila, con valore ponderale delle Paralimpiadi pari al 22%.
- Giorni di competizione: 19 per le Olimpiadi e 10 per le Paralimpiadi, con peso complessivo delle Paralimpiadi del 34%.
- Venues di gara: 13 venues per le Olimpiadi e 5 per le Paralimpiadi, con incidenza del 28% per le Paralimpiadi.
La ricostruzione evidenzia inoltre l’assenza di tracce, nei materiali disponibili, su elementi come la differenza tra il numero di atleti (665 paralimpici e 2.900 olimpici), il numero di gare (79 contro 116) e le diversità logistiche tra sedi di gara. La verifica sulla congruità della spesa pubblica viene fatta dipendere da documenti mantenuti riservati dal Comitato organizzatore e dal Comitato Olimpico Internazionale.
personaggi e ruoli citati
- Giovanni Malagò (presidente della Fondazione citata)
- Andrea Varnier (amministratore delegato)
- Giuseppe Fasiol (commissario straordinario per le Paralimpiadi)
- Matteo Coradini (responsabile finanziario di Fondazione Mico)
