Mietta attacchi di panico e bulimia dopo vattene amore: ho capito di non essere sbagliata
Mietta torna a farsi ascoltare con “Per avere me”, un EP che mette insieme brani già noti e nuove proposte, alternando energia pop e profondità emotiva. Un ritorno che non riguarda soltanto la musica: emerge anche un percorso personale segnato da traguardi, pressioni e trasformazioni interiori.
Il progetto include l’omonimo brano “Per avere me”, pubblicato lo scorso gennaio, e “Mille bugie”, nuovo singolo lanciato il 5 giugno. A completare la tracklist compaiono anche versioni acustiche, un inedito e reinterpretazioni di pezzi già pubblicati, riorganizzati con arrangiamenti in grado di dare nuova luce ai testi.
ep “per avere me” di mietta: brani, nuove versioni e tracklist
L’EP “Per avere me” raccoglie un mix pensato per soddisfare chi cerca sia continuità sia variazioni di stile. Tra i contenuti presenti figurano:
- “Per avere me”, brano omonimo già pubblicato lo scorso gennaio
- “Mille bugie”, singolo uscito il 5 giugno
- versioni acustiche dei due brani principali
- “Eccitazione”, inedito
- “Dio fa qualcosa”, brano tratto dalla colonna sonora del cartoon Disney “Il Gobbo di Notre Dame”
- nuove reinterpretazioni di brani già pubblicati
Tra i pezzi riarrangiati compaiono anche “Bang” e “Milano è dove mi sono persa”, ricollocati nel progetto con nuovi assetti sonori.
mietta e il ricordo di “vattene amore” a sanremo 1990 con amedeo minghi
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, la cantante rievoca il boom di “Vattene Amore”, duetto con Amedeo Minghi, protagonista della stagione di Sanremo 1990. In quella competizione il brano si è imposto arrivando al terzo posto.
Mietta descrive il rapporto con il collega evidenziando che “Minghi è una persona stupenda” e che continuano a sentirsi. Il racconto mette poi a fuoco la difficoltà nel gestire l’improvvisa popolarità: a vent’anni, secondo la cantante, la gestione dell’attenzione pubblica comporta fatica e contrasto emotivo.
pressione mediatica e cambi di vita durante il successo
Nel periodo successivo all’esplosione del brano, l’artista racconta di aver sperimentato pressione e necessità di protezione. Viveva a Livorno, presso una sistemazione condivisa con il fidanzato Antonello (indicata come persona non più presente), e in quel contesto c’era un mercato. La cantante riferisce che la pressione divenne così alta da portare alla necessità di cambiare casa.
Per affrontare la visibilità ricorda di girare con un cappellino per ridurre la riconoscibilità. Nonostante il peso, il racconto include anche un aspetto positivo legato ai contatti: arrivavano lettere definite meravigliose, conservate anche in un bidoncino pieno presso la casa della madre.
timidezza e “colpo di scena” sulla madre
Tra i dettagli emersi c’è un colpo di scena sul modo in cui la madre viveva la fama della figlia. La cantante afferma che per mamma, timidissima, la situazione rappresentava un incubo. In quel contesto la madre non raccontava in giro di essere la madre di Mietta.
momenti difficili, crescita personale e significato di “per avere me”
Il successo artistico non esaurisce il racconto: nella stessa intervista Mietta affronta anche periodi complessi vissuti nella dimensione privata. La cantante parla di un passaggio attraverso attacchi di panico e bulimia. Per sostenere questo percorso ricorda il supporto di una psicologa sessuologa, presente per sette anni.
La trasformazione passa poi da una diversa consapevolezza legata alla percezione di sé: Mietta indica la conquista della “bellezza interiore” come comprensione del fatto di non essere sbagliata. Nel tempo afferma di aver maturato l’idea che le persone debbano essere sé stesse.
terapia e paura della paura: il senso del brano
La cantante collega direttamente la scrittura a un effetto terapeutico. Spiega che “Per avere me” nasce da ciò che ha provato, definendo come centrale la paura della paura e, in generale, la difficoltà a vivere pienamente. In questa prospettiva, la stesura del brano viene descritta come un momento di terapia e di presa di coscienza.
chi ha aiutato a stare bene e riflessioni sugli altri
Alla domanda su chi abbia davvero contribuito a stare bene, Mietta cita un elemento netto: gli “uomini deficienti” che, dopo di lei, avrebbero fatto scelte considerate opinabili. Il punto del racconto è che, grazie a quella situazione, la cantante avrebbe capito di non essere lei quella sbagliata.
figure citate nel racconto di mietta
Nel racconto compaiono nominativi legati sia alla carriera sia alla sfera personale:
- Amedeo Minghi
- Antonello
- mamma


