Mara Venier racconta la sua infanzia e cucina con Patty Pravo le pizzelle napoletane
Mara Venier racconta la propria storia personale con un tono diretto e senza filtri, attraversando memoria, famiglia, scelte di vita e legami che hanno lasciato un segno. Dal passaggio tra Venezia e Mestre fino al ruolo della cartomante, passando per la malattia della madre e la nascita di un amore che diventa famiglia: il racconto mette insieme dettagli concreti e immagini nitide, fino a una curiosità che continua a vivere nella quotidianità.
mara venier tra venezia e mestre: radici e cambi di casa
La conduttrice ricorda un’infanzia legata a Venezia, con uno spostamento avvenuto durante la crescita. “Chi nasce a Venezia ci tiene molto a dire, sono nata a Venezia, poi sono cresciuta a Mestre”, precisa, aggiungendo che l’allontanamento dalla città è maturato quando il padre ha trovato un impiego in ferrovia.
La famiglia riceve la casa dei ferrovieri nel quartiere del Piave, già in via Sernaglia. Nel racconto compare anche il ricordo della prima abitazione: una casetta piano terra con scalette, un giardinetto e la decisione di andare via da Venezia anche per l’affitto, considerato troppo gravoso per i genitori.
Il profilo dei genitori viene delineato attraverso il lavoro: la madre era sarta e il padre prima faceva il fruttivendolo. La trasformazione dei luoghi diventa poi un modo per riavvicinarsi al passato.
mara venier e il ritorno ai luoghi: pace con il passato
Il ricordo non si ferma alla distanza: dopo un periodo segnato da eventi profondi, a Mestre sembra arrivare una nuova lucidità. La conduttrice parla di una fase legata alla malattia della madre, affetta da una forma terminale di Alzheimer, e descrive anche un “blocco” successivo, legato all’esigenza di tornare nei luoghi dell’infanzia.
Nel presente, il ritorno a Mestre si collega a immagini precise: “Rivedo via Piave, piazza Ferretto. Ed è come se improvvisamente facessi pace con il mio passato”. Il legame con quei luoghi torna a essere funzionale, capace di produrre un equilibrio.
mara venier tra confidenze e dettagli personali
Nel racconto rientrano anche aspetti più intimi dell’adolescenza. La conduttrice afferma che da giovane aveva la pelle molto scura e confessa di lavarsi con Ajax, quello delle pentole: “ero olivastra”, racconta, ricordando le reazioni che arrivavano dall’esterno e i commenti sull’appartenenza.
In queste confidenze emergono anche le sensazioni legate al tempo, alla memoria e al modo in cui determinati dettagli sono rimasti impressi.
mara venier e la cartomante: il legame con un incontro decisivo
Un passaggio centrale del racconto riguarda il rapporto con una cartomante, indicata come un elemento che unisce la sua storia a quella di Edwige Fenech. La conduttrice spiega che Edwige Fenech si era lasciata con Montezemolo e che c’era un “trip delle cartomanti”. In quegli anni, la loro routine era scandita da visite quotidiane.
“Tutte le sere andavamo dalla cartomante, settimo piano in via Veneto in una mansarda piena di gatti”. La visione della cartomante viene ricordata con un dettaglio: “vedo uno che ha a che fare con i viaggi e con il mare”. Mara Venier afferma di essersi convinta che quell’indicazione riguardasse un’agenzia di viaggi.
mara venier e nicola carraro: il fidanzamento e il matrimonio
Il racconto collega la previsione a un evento reale e colloca l’incontro nell’anno 2000. A entrare in scena è Nicola Carraro: “Era il 2000, pensavo che questo incontro avrebbe cambiato la mia vita”. La conduttrice descrive l’immagine del momento: un uomo che entra con la giacca blu.
All’inizio, il pensiero è di distanza: “Penso: è un cumenda milanese, non c’entra niente con me”. Poi arriva la frase che diventa svolta: lui le dice di conoscerla bene e di sapere che lei fa una buonissima pasta e fagioli.
Da quel momento i due si fidanzano e successivamente si sposano.
mara venier e la tv: lavoro come medicina
La televisione viene descritta come un amore forte, capace di superare l’insicurezza. “Sono sempre insicura ma si accende la luce rossa e dimentico tutto”. La conduttrice mette in evidenza anche il ruolo del lavoro nella propria vita: “Il lavoro è sempre stata la mia medicina”.
Tra i dettagli finali, emerge una curiosità legata alla cucina: “A Patty Pravo ancora cucino le pizzelle napoletane”.
personaggi citati nel racconto
- mara venier
- luca zaia
- nicola carraro
- edwige fenech
- montezemolo
- patty pravo


