Libri: Ilenia Rossini racconta la vera Marilyn Monroe in Non sono la stupida bionda di nessuno
Una rilettura capace di cambiare prospettiva, restituendo profondità a una figura spesso ridotta a pochi stereotipi. Marilyn Monroe continua a catalizzare l’attenzione del pubblico e, a distanza di decenni, emerge attraverso un nuovo lavoro dedicato alla sua complessità: un volume pensato per allontanare i luoghi comuni e proporre una visione più articolata della diva. Il progetto si collega anche a un traguardo simbolico, i cento anni dalla nascita della celebre attrice.
ilibri e centenario di Marilyn Monroe: perché nasce “Non sono la stupida bionda di nessuno”
Il libro “Non sono la stupida bionda di nessuno. Una storia di Marilyn Monroe”, in libreria con Momo Edizioni, è stato realizzato da Ilenia Rossini, giovane ricercatrice da tempo impegnata nello studio del mito di Marilyn. La pubblicazione si inserisce nel periodo del centenario della nascita dell’attrice, indicata come il 1° giugno 2026, data che funge da occasione per avviare una riflessione mirata sulla sua eredità culturale.
Rossini descrive il volume come un tentativo di restituire complessità alla figura della Monroe, spostandola fuori da una lettura vittimizzante e anche da interpretazioni considerate troppo modernizzate. L’obiettivo dichiarato è superare lo stereotipo della “bionda scema”, uno schema che, secondo quanto riportato, la stessa Marilyn avrebbe contestato per tutta la vita, sostenendolo con scelte concrete e con attività capaci di incidere sul controllo del proprio lavoro cinematografico.
il superamento dello stereotipo della “bionda scema”: scelte e film più complessi
Il libro mette al centro l’idea che l’immagine pubblica della Monroe non coincidesse con la realtà della persona. La narrazione evidenzia come lo stereotipo della “bionda scema” fosse accompagnato da una resistenza costante: Rossini richiama azioni ritenute dirompenti, come la creazione di una casa di produzione indipendente in cui Marilyn risultava anche presidente. L’iniziativa viene presentata come un modo per ottenere i film desiderati, con trame più drammatiche o sceneggiature più complesse.
Nel quadro delineato, la Monroe appare come un personaggio capace di spingersi oltre l’immagine seriale attribuitale dal mondo esterno, orientando la propria traiettoria verso progetti che richiedevano maggiore intensità narrativa.
la copertina e la lettura di “Ulisse”: un’immagine legata a un episodio reale
La scelta iconografica del volume gioca un ruolo centrale. L’immagine di copertina rappresenta Marilyn Monroe mentre legge “Ulisse”, l’opera di James Joyce. Secondo Rossini, si tratta di un riferimento volto a renderle giustizia. Viene spiegato che la fotografia nasce da uno scatto effettuato nell’estate del 1955 da Eve Arnold, descritta come una delle figure più importanti della Magnum.
Pur essendo una foto in posa, la lettura viene presentata come concreta: in quel periodo, la Monroe stava effettivamente leggendo il libro, con attenzione in particolare alle ultime pagine che includono il monologo interiore di Molly Bloom. L’immagine viene collegata anche all’intenzione dell’attrice di prepararsi a ruoli drammatici, non limitandosi a quelli percepiti come comici. Rossini sottolinea l’apparente contraddizione tra l’etichetta “bionda stupida” e la scelta di un testo come Ulisse, affermando che la fotografia è reale.
marilyn monroe e il “#MeToo” ante litteram: l’articolo del 1953 sulle molestie
Nel quadro del volume viene richiamato un episodio specifico legato al modo in cui Marilyn affrontava temi scomodi già prima che diventassero protagonisti del dibattito pubblico. Nel 1953, secondo Rossini, Marilyn pubblicò a suo nome un articolo intitolato “I lupi che ho conosciuto”, realizzato con la collaborazione di una giornalista.
Il contenuto dell’articolo, come riportato, utilizzava l’ironia per denunciare le molestie subite negli anni precedenti, quando non era ancora una celebrità affermata. Il racconto include produttori che avrebbero offerto ruoli in cambio di atti sessuali e uomini che avrebbero tentato approcci più pesanti. La vicinanza di questi temi a una dinamica riconducibile a #MeToo viene indicata come una forma di anticipazione dei tempi.
fbi e fascicolo su marilyn: visto per l’unione sovietica e legami con arthur miller
Il libro amplia ulteriormente il perimetro della biografia raccontando l’interesse delle istituzioni nei confronti della Monroe, non solo da parte dell’industria cinematografica ma anche da parte dell’FBI. Rossini afferma che, nell’estate del 1955, l’FBI aprì un fascicolo a suo nome.
La motivazione indicata riguarda una richiesta di visto per l’Unione Sovietica, nell’ambito di uno scambio culturale. Marilyn, secondo quanto riportato, non arrivò mai in Unione Sovietica, ma il fascicolo continuò ad accumularsi nel tempo fino al 1962, anno in cui morì.
La crescita del fascicolo viene collegata anche al legame personale dell’attrice: diventò compagna e poi moglie di Arthur Miller, indicato come uno tra i più noti drammaturghi statunitensi. Viene ricordato che Miller era sospettato di attività antiamericane per la sua vicinanza ad alcune organizzazioni comuniste. Nel racconto di Rossini si ipotizza inoltre che Marilyn non fosse a conoscenza del fascicolo, in parte ancora secretato.
Il contenuto del fascicolo includeva, infine, l’affermazione secondo cui Marilyn fosse “di sinistra”. L’interpretazione viene collegata alla provenienza dell’attrice dalla working class, con riferimento al fatto che avrebbe lavorato in fabbrica durante la seconda guerra mondiale. La figura viene restituita, dunque, come una protagonista non riducibile a una semplice immagine mediatica: una donna con molte sfaccettature, impegnata a farsi rispettare e a interrogarsi su ciò che si trovava dietro il personaggio richiesto dal mondo.
una marilyn a tutto tondo: complessità, ricerca identitaria e nuove prospettive
Il percorso delineato nel volume presenta Marilyn Monroe come un’attrice che non ha smesso di cercare il proprio spazio e di interrogarsi su chi fosse davvero dietro la maschera imposta dalla notorietà. Rossini descrive l’impegno nel liberare l’immagine pubblica da stereotipi e cliché, proponendo una lettura che mette in evidenza scelte, interessi e aspetti della sua vita spesso non in primo piano.
Personaggi e figure menzionate:
- Marilyn Monroe
- Ilenia Rossini
- Eve Arnold
- James Joyce
- Molly Bloom
- Arthur Miller
- Momo Edizioni