Leucemia linfatica cronica acalabrutinib innovazione e risultati nello studio morosini

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Leucemia linfatica cronica acalabrutinib innovazione e risultati nello studio morosini

Un passo rilevante per l’accesso a terapie innovative nel trattamento dei tumori del sistema linfatico arriva con il via libera di Aifa al rimborso di acalabrutinib, in combinazione con venetoclax nella leucemia linfatica cronica (Llc) in prima linea. La disponibilità della terapia apre scenari clinici centrati su efficacia, gestione degli effetti indesiderati e impatto sulla vita dei pazienti, con l’obiettivo di consolidare la continuità terapeutica e ridurre la necessità di trattamenti successivi.

acalabrutinib con venetoclax: efficacia e pause terapeutiche nella llc

Nel contesto dei pazienti con leucemia linfatica cronica, la combinazione acalabrutinib e venetoclax, somministrata per un periodo definito, viene descritta come una strategia in grado di controllare la malattia mantenendo un profilo di gestione ottimizzato. La terapia, strutturata per una durata fissa di 14 cicli corrispondenti a circa 14 mesi, mira a garantire un trattamento efficace e a consentire pause.

In base ai dati richiamati, dopo 36 mesi risulta che 9 pazienti su 10 restano liberi da un secondo trattamento. Questo elemento viene collegato alla possibilità di mantenere il controllo della patologia riducendo la transizione verso ulteriori linee terapeutiche.

terapia orale e rischio cardiovascolare ridotto

La terapia viene presentata come orale, con l’indicazione di effetti collaterali limitati e non gravi. Un punto centrale riguarda anche la riduzione del rischio cardiovascolare, fattore considerato rilevante per la popolazione affetta da questa tipologia di patologie.

rimborso Aifa: estensione anche al linfoma mantellare

Il via libera Aifa al rimborso include non solo l’indicazione nella leucemia linfatica cronica, ma anche l’utilizzo di acalabrutinib nel linfoma mantellare. L’impiego è previsto sia in prima linea con bendamustina rituximab, sia in seconda linea in monoterapia, fino a progressione.

linfoma mantellare: bisogno medico elevato e impatto sulla qualità di vita

Il linfoma mantellare viene descritto come una forma rara e aggressiva di linfoma non-Hodgkin, con origine dai linfociti B nella zona del linfonodo chiamata mantello. La condizione è considerata caratterizzata da un alto medical need, con una prognosi decisamente difficile.

Viene inoltre sottolineata la necessità di opzioni che incidano sulla storia naturale della malattia, associate a un minor rischio di eventi avversi e a una buona qualità di vita. L’obiettivo dichiarato è offrire soluzioni considerate capaci di fare la differenza sia per il paziente sia per chi gli sta vicino.

Paola Morosini e focus sull’innovazione nel trattamento

Paola Morosini, medical affairs head oncology di AstraZeneca, collega il rimborso e l’introduzione della combinazione terapeutica a un valore strategico per l’accesso all’innovazione nel contesto italiano.

  • Paola Morosini
Categorie: SaluteTecnologia

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