Lancio millennium g8: cosa prevede la bozza e le novità principali

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Lancio millennium g8: cosa prevede la bozza e le novità principali

Genova, luglio 2001: una sequenza che resta impressa tra zona rossa, blocco nero e guerriglia urbana. Tra l’uccisione di Carlo Giuliani, il sanguinoso blitz alla scuola Diaz e le denunce di abusi sui manifestanti nella caserma di Bolzaneto, emergono anche i meccanismi di una presunta strategia della tensione attribuita ai servizi segreti, insieme alle ricadute giudiziarie di quegli eventi. A distanza di 25 anni, MillenniuM riapre il dossier per ricostruire quei giorni e il loro peso sulla storia recente, senza limitarsi al racconto del “solo” G8.

g8 di genova 2001: ricostruzione di un’estate di scontri

Il numero di giugno di MillenniuM, mensile diretto da Peter Gomez, è in libreria dal 12 giugno e propone una ricostruzione ampia delle giornate del G8 del 2001. La narrazione, firmata da Mario Portanova, attraversa non soltanto le ore della protesta e della repressione, ma anche ciò che precede e ciò che segue: dal boom mediatico del movimento, fino alle sentenze definitive dei principali procedimenti penali legati a quei fatti.

Il quadro include anche il contesto internazionale che aveva accompagnato le contestazioni contro la globalizzazione neoliberista, richiamando l’episodio di Seattle del 1999 contro l’Organizzazione mondiale del commercio.

processi e conflitti giudiziari: agenti e dirigenti al centro dei procedimenti

La ricostruzione si concentra anche sulle conseguenze giudiziarie, con processi faticosi e osteggiati contro agenti, funzionari e dirigenti della pubblica sicurezza. Il racconto richiama, inoltre, l’idea di un’ampia autoassoluzione della politica in relazione alle responsabilità emerse durante e dopo gli eventi.

globalizzazione a 25 anni dal g8: “chi aveva ragione” tra mercati e contestazione

MillenniuM non si limita al ricordo: riprende la grande domanda che attraversa quel periodo, chiedendosi chi avesse ragione tra i promotori dei “grandi” orientati a più benessere e democrazia tramite il libero mercato globale e il movimento che contestava quella traiettoria fuori dai confini imposti dalla zona rossa.

Nel numero sono presenti otto schede dedicate ai leader politici delle principali economie mondiali convenuti a Genova, con uno sguardo anche su ciò che è accaduto successivamente.

otto leader a genova e il loro percorso politico: riferimenti alle cronache recenti

All’interno delle schede, vengono richiamati diversi nomi collegati alle cronache successive. Tra questi figura Tony Blair, indicato come protagonista di un tavolo per la pace a Gaza promosso da Donald Trump. È citato anche Gerhard Schroeder, ricordato per il ruolo evocato come possibile mediatore nella guerra tra Russia e Ucraina e per l’approdo a incarichi legati all’industria del gas russa, fino al passaggio nel consiglio di amministrazione di Gazprom. Il racconto include infine Vladimir Putin, presentato come l’unico ancora in sella tra gli otto “grandi”.

crisi della globalizzazione: istituzioni sotto pressione e nuovi equilibri

La questione viene affrontata da Salvatore Cannavò attraverso la ricostruzione della crisi della globalizzazione, partendo dalle istituzioni che erano oggetto delle proteste dei “no global”. Tra i riferimenti principali compare la Organizzazione mondiale del commercio, messa sotto urto da crisi finanziarie, guerre, nuovi equilibri geopolitici e pandemia.

disuguaglianze e distribuzione della ricchezza: i numeri al centro

Chiara Brusini riporta l’andamento delle disuguaglianze nell’arco di quarto di secolo, sostenendo che gli “sconfitti della globalizzazione” siano le classi medie occidentali, e in particolare in Italia, insieme ai poveri che risultano sempre più poveri. Nel periodo tra 2000 e 2024, viene indicato che l’1% più ricco si sarebbe accaparrato il 41% della nuova ricchezza creata, pari a 240mila miliardi di dollari, mentre al 50% più povero sarebbe andato solo l’1% della torta.

autocritica e cambiamento di rotta: parole attribuite a mario draghi

Il quadro include anche una recente autocritica: Roberto Casalini racconta la posizione attribuita a Mario Draghi. Le dichiarazioni riportate sostengono che, contrariamente alle aspettative iniziali, la globalizzazione non avrebbe diffuso i valori liberali e, in parallelo, avrebbe indebolito proprio nei paesi che li sostenevano. Il riferimento temporale è 2024, con un intervento a Washington alla National Association for Business Economics.

Nel racconto compaiono anche alcune conversioni politiche: viene richiamato il caso di Giorgia Meloni, descritta come una figura che in passato bollava i contestatori come “privi di idee” e che oggi ammetterebbe che “la globalizzazione non ha funzionato”.

protagonisti di ieri e prospettive contemporanee: “un altro mondo possibile”

Il confronto tra ieri e oggi include anche voci che, negli anni, hanno continuato a perseguire l’idea di “un altro mondo possibile”. Tra i nominativi citati figurano Vittorio Agnoletto, Monica Di Sisto e Claudio Jampaglia.

Un’ulteriore parte del racconto è dedicata a Luca Casarini, indicato come leader dei Disobbedienti all’epoca del G8 e oggi attivista sul fronte dei migranti. Nella lunga intervista a Tommaso Rodano, viene riportata l’affermazione secondo cui oggi si vivrebbe dentro “democrazie morenti” e nel pieno dell’irresponsabilità dei vertici dei governi mondiali.

temi oltre il focus: psichedelici, natura, cambiamenti climatici e infrastrutture

Il numero amplia il perimetro tematico con contenuti che escono dal tema di copertina. È presente una conversazione di Paolo Soraci con David Quammen, giornalista statunitense noto anche per Spillover durante la pandemia. Nel libro Il cuore selvaggio della natura, Quammen parla di una guerra sconosciuta combattuta in diversi Paesi dell’Africa per difendere i parchi naturali da milizie, bracconieri e approfittatori.

Il fotografo Nicola Zolin conduce anche una narrazione da Joshimath, capitale turistica dell’Himalaya, descritta come una località che sta lentamente sprofondando, anche per effetto del cambiamento climatico e di grandi opere infrastrutturali.

La rubrica Strangers do it better fa il punto sulle cure psichedeliche, come psilocibina e Mdma, riportando che in diversi Paesi del mondo vengono legalizzate e regolamentate. Nel contesto italiano, viene indicato che la maggioranza meloniana ostacolerebbe anche la cannabis light.

voci e firme del numero

Le firme presenti includono una selezione di autori e contributi, elencati con chiarezza. Sono riportate le seguenti presenze:

  • Vittorio Agnoletto
  • Chiara Brusini
  • Salvatore Cannavò
  • Roberto Casalini
  • Monica Di Sisto
  • Peter Gomez
  • Daniele Luttazzi
  • Antonio Padellaro
  • Valentina Petrini
  • Mario Portanova
  • Marco Travaglio
  • Nicola Zolin
G8 di Genova, 25 anni dopo tutti “no global”. Su Millennium la cronaca di quei giorni e le promesse mancate dei “grandi”

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