Italia rilancia crescita, investimenti, produttività e fiducia
L’economia italiana si muove in un contesto segnato da instabilità internazionale, costi dell’energia e rallentamento del commercio mondiale. In un quadro simile, diventa centrale il tema della risposta: non limitarsi a subire gli shock, ma definire con chiarezza l’idea di sviluppo da perseguire e il significato concreto di una scelta orientata alla crescita.
crescita moderata, fragile e altamente esposta
Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha evidenziato come l’Italia continui a operare dentro una dinamica di crescita moderata, caratterizzata da fragilità e da forte esposizione all’incertezza globale. Tra i fattori citati rientrano la prudenza di consumi e investimenti e gli effetti derivanti dalla nuova fase di instabilità.
Secondo le previsioni europee richiamate, un’economia come quella italiana risulta tra le più esposte agli impatti della situazione internazionale in corso.
scegliere la crescita: investimenti, produttività e fiducia
Ballarè ha posto l’accento sul fatto che, davanti a scenari complessi, un Paese debba decidere come reagire. Il punto di scelta viene delineato tra due alternative: difendere l’esistente, gestire la scarsità e rincorrere le emergenze, oppure puntare a un rilancio basato su crescita, investimenti, produttività e fiducia.
La direzione ritenuta necessaria è il ritorno verso una crescita perseguita con più decisione, non intesa come crescita generica. La crescita indicata si fonda su produttività, innovazione, investimenti, competenze, apertura ai mercati e sulla capacità di creare più valore aggiunto.
dal dibattito sull’emergenza alla costruzione di futuro
Nel quadro descritto, viene sottolineata la tendenza del dibattito pubblico italiano a oscillare tra emergenza e gestione dell’esistente. La richiesta centrale è spostare l’attenzione verso uno sviluppo più netto, perché senza un orientamento deciso il rischio prospettato è quello di restare legati a una crescita troppo debole per sostenere obiettivi come salari, investimenti, qualità del lavoro, coesione sociale e prospettive per le nuove generazioni.
La scelta della crescita passa anche dal modo in cui vengono impiegate le risorse. Non è sufficiente discutere soltanto della quantità o della distribuzione: occorre valutare come le risorse vengono utilizzate, quale impatto producano e se siano realmente indirizzate verso ciò che genera sviluppo, tra cui produttività, competenze, innovazione e qualità del lavoro. In questa prospettiva, la differenza tra spesa e investimento si misura nella capacità di costruire futuro.
terziario avanzato: valore e funzione strategica
Secondo Ballarè l’Italia sottovaluta troppo spesso il terziario. La motivazione addotta riguarda un duplice ruolo: il terziario contribuisce in modo rilevante al valore aggiunto e svolge anche una funzione strategica più ampia, perché sostiene la competitività complessiva del sistema economico, accompagna l’innovazione e rende possibile la crescita delle filiere. Inoltre abilita qualità ed evoluzione anche di altri settori produttivi.
integrazione tra manifattura e servizi
Viene esplicitamente esclusa una contrapposizione tra manifattura e servizi. Il quadro descritto parla di una integrazione sempre più stretta, con la manifattura che richiede sempre più i servizi come componente essenziale del proprio valore.
La competitività, nella lettura proposta, si costruisce non solo nel prodotto, ma nell’insieme di elementi che lo accompagnano e lo rendono distintivo, lo connettono ai mercati e alle persone. Tra gli ambiti richiamati rientrano la capacità progettuale, la tecnologia, i dati, la consulenza, la finanza, la comunicazione, l’ICT, la ricerca e la relazione con il cliente, insieme alla qualità dell’esperienza e alla capacità di leggere e organizzare la complessità.
terziario come leva strategica della crescita italiana
Nel passaggio conclusivo, il presidente di Manageritalia ribadisce che è proprio nel terziario avanzato che si genera valore attraverso conoscenza, organizzazione, innovazione e connessione. Questa capacità, secondo la visione espressa, consente anche alla manifattura italiana di mantenere forza competitiva nei mercati internazionali.
Per questo il terziario non può essere considerato una dimensione secondaria delle politiche economiche: viene definito una leva strategica per la crescita italiana.
Personaggi citati:
- Marco Ballarè