Innovazione wmf 2026 conferma bologna come gate internazionale dell’ia
Lo We Make Future 2026 entra nel vivo a BolognaFiere con un’edizione che rafforza il ruolo della città come punto di riferimento per innovazione e intelligenza artificiale. A margine dell’evento, Rosa Grimaldi, docente dell’Università di Bologna, vicepresidente di BolognaFiere e delegata del sindaco all’innovazione, descrive la manifestazione come un’occasione strategica capace di generare ricadute sul territorio e di consolidare collegamenti internazionali.
we make future 2026 e bologna: indotto, innovazione e intelligenza artificiale
Secondo Grimaldi, per Bologna l’appuntamento rappresenta una circostanza eccezionale, perché produce indotto di energia su un territorio che si sta affermando come uno dei principali gate internazionali nel settore dell’innovazione e dell’Intelligenza Artificiale. La crescita del posizionamento locale viene collegata anche alla presenza a Bologna del Tecnopolo, definito un hub di ricerca su big data e IA.
il festival come occasione per il comune e per il territorio metropolitano
Dal punto di vista del Comune, l’evento viene indicato come uno spazio utile per far conoscere progettualità e strategia della sfera metropolitana a supporto dell’innovazione. Il valore della manifestazione viene messo in relazione con la grande energia che riesce a sprigionare, insieme alla natura di gathering di persone, più o meno giovani, provenienti da tutta Italia e anche da diversi Paesi.
Il filo conduttore di questi incontri viene individuato nell’essere orientati a innovazione, dialogo e confronto sul futuro.
start up day all’università di bologna: dalla ricerca al progetto imprenditoriale
Nel programma dell’edizione 2026 emerge una novità rilevante: per la prima volta il festival accoglie l’Università di Bologna attraverso lo Start Up Day. La presenza dell’ateneo viene interpretata come un passaggio che consente alla ricerca di diventare progetto imprenditoriale, ottenendo un’occasione di visibilità e comunicazione.
start up day: visibilità e comunicazione della ricerca
La formula dello Start Up Day viene collegata alla volontà di trasformare la dimensione accademica in un percorso orientato allo sviluppo di idee e iniziative con una veste imprenditoriale, mantenendo al centro l’obiettivo di valorizzare i contenuti e di renderli riconoscibili all’interno del contesto del festival.
partecipazione e protagonisti del we make future 2026
Le parole di Rosa Grimaldi definiscono la cornice del festival come un punto di incontro ampio, con un afflusso nazionale e internazionale e un comune denominatore centrato sull’innovazione. All’interno di questo scenario, l’ingresso dell’Università di Bologna tramite lo Start Up Day aggiunge un ulteriore elemento di connessione tra ricerca e progettualità.
Persone citate nel contenuto:
- Rosa Grimaldi