Ingegneri clinici: competenze per una professione tra tecnologia e medicina

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Ingegneri clinici: competenze per una professione tra tecnologia e medicina

Il Convegno nazionale dell’Associazione italiana ingegneri clinici ha aperto a Torino una riflessione strutturata sulle nuove sfide dell’ingegneria clinica, centrata sul governo delle tecnologie per la salute, sulla spinta all’innovazione e sulla necessità di collegare sviluppo industriale e sostenibilità. Le giornate di lavoro, in programma fino al 13 giugno presso le Officine grandi riparazioni, hanno dato spazio a momenti dedicati a formazione e competenze, insieme a confronti con stakeholder e rappresentanti istituzionali.

innovazione sanitaria e governo delle tecnologie per la salute

Al centro del confronto emerge una visione in cui l’ingegnere clinico non è soltanto chiamato a garantire l’uso sicuro dei dispositivi, ma deve incidere in modo diretto sui processi e sul loro impiego. La trasformazione della professione viene letta come un’evoluzione concreta: dalla gestione della manutenzione delle tecnologie alla valutazione del prodotto, fino a una responsabilità sempre più orientata all’ottimizzazione.

innovazione e formazione: competenze, responsabilità e programmazione

La giornata di apertura ha messo in evidenza come la formazione non possa limitarsi all’aggiornamento tecnico. Nel corso dell’evento “Touchpoint ingegneria clinica”, rivolto a scuole, università e agenzie della formazione avanzata, è stato sottolineato il valore di un approccio formativo che sappia mantenere un elemento umano anche in un contesto di intelligenza artificiale e cambiamenti rapidi della tecnologia.

Nel medesimo perimetro, sono state richiamate le trasformazioni attese per la professione: la responsabilità dell’ingegnere clinico risulta oggi più ampia rispetto al passato e include competenze che riguardano anche la capacità di incidere sulla gestione operativa. È stato evidenziato che non è sufficiente progettare una sala operatoria e dotarla di tecnologia, poiché diventa decisivo saper valutare quanti pazienti possano essere trattati e come organizzare il sistema per produrre più salute, attraverso lo studio dei processi produttivi dell’azienda sanitaria.

professione ponte e integrazione tra tecnologia e flussi clinici

Una parte rilevante del dibattito ha introdotto il concetto di “professione ponte”, connesso all’idea che l’ingegnere clinico si colloca tra chi sviluppa e produce la tecnologia e chi la utilizza per risolvere problemi. La richiesta rivolta a questa figura riguarda l’integrazione della tecnologia nei flussi clinici, diagnostici o terapeutici necessari per offrire un servizio adeguato al cittadino. È stato inoltre richiamato come, in ambito medico e della salute, le innovazioni vengano assorbite e integrate rapidamente grazie al loro potenziale nel favorire diagnosi più precoci e cure migliori, con valore misurabile in termini di salute.

Nel passaggio dedicato alla valutazione delle nuove tecnologie, è stata ribadita l’importanza di considerare ciò che i dispositivi possono realmente fare e il valore che possono apportare nell’ecosistema assistenziale.

impresa sanità e innovazione: connessioni tra istituzioni e mondo produttivo

La seconda sessione ha raccolto il dialogo tra esigenze di salute, tecnologie avanzate e sviluppo del settore produttivo. Nella cornice dell’incontro “Connessioni di Valore: impresa sanità e innovazione”, è stata posta attenzione sulla necessità di programmazione, visione e collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, università e mondo produttivo. Il contesto regionale viene descritto come favorevole a un ruolo di primo piano grazie a eccellenze universitarie, centri di ricerca di livello internazionale, un tessuto industriale innovativo e competenze professionali di alto livello.

Il ruolo degli ingegneri clinici viene indicato come strategico perché crea un collegamento tra innovazione tecnologica e bisogni assistenziali, tra ricerca e applicazione concreta. Il punto di equilibrio individuato mette in relazione competenze, ricerca, tecnologia e formazione come leve per costruire la sanità del futuro.

governance stabile e visione condivisa per le tecnologie per la salute

Nel confronto sono state esplicitate anche indicazioni relative alla governance. È emersa la necessità di costruire una visione condivisa che metta in connessione ospedali, università, centri di ricerca, imprese e istituzioni. L’healthtech viene presentato come ambito in cui tali azioni possono generare significativo valore economico e sociale, con gli ingegneri clinici descritti come punto di incontro tra bisogni di cura, innovazione tecnologica e capacità organizzativa.

sostenibilità, resilienza e investimenti in ricerca e sviluppo

Dal lato del mondo produttivo è stato richiamato un quadro di complessità legato a payback, pressione fiscale e diverse crisi, incluse quelle derivanti dai conflitti in corso. In questo scenario, il tema della resilienza è stato affiancato dalla richiesta di sostenere un mercato sempre più esigente, capace di chiedere innovazione continua.

È stato evidenziato che la progettazione e l’introduzione nel mercato di nuove tecnologie devono radicarsi in un ambiente sostenibile, altrimenti si rende più difficile continuare a inserire investimenti in ricerca e sviluppo e portarli in un mercato sempre più complesso.

Nel corso della sessione sono stati richiamati, insieme alle difficoltà, anche elementi di opportunità: la dinamicità di alcuni settori imprenditoriali e la capacità del mondo dei provveditori di interpretare l’innovazione in termini di procurement, con un focus particolare su pmi e startup.

nuovo modello di sanità, tavoli di confronto e collaborazione strutturata

In chiusura è stata proposta l’esigenza di sviluppare un nuovo modello di sanità, poiché quello attuale rischia di non risultare più sostenibile. È stato chiarito che tale modello non nasce “a tavolino”, ma partendo dalle competenze reali e dal coinvolgimento strategico di professionisti capaci di offrire già una prima risposta concreta.

Nello stesso perimetro, è stata avanzata l’idea di realizzare tavoli di confronto tra professioni, istituzioni, mondo della sanità e mondo produttivo. L’obiettivo indicato riguarda lo sviluppo di forme di collaborazione più avanzate tra i protagonisti del comparto delle tecnologie healthcare. La proposta è stata ripresa con favore, come ulteriore conferma della funzione degli ingegneri clinici quale ponte tra professioni, ambiti strategici e tra presente e futuro.

figure coinvolte nel confronto

  • Lorenzo Leogrande
  • Paola Freda
  • Giovanni Poggialini
  • Filippo Molinari
  • Daniela Cameroni
  • Andrea Tronzano
  • Alessandro Preziosa
  • Cesare Mangone
  • Gennario Broya de Lucia
  • Alberta Pasquero
  • Adriano Leli
  • Mario Alparone
  • Umberto Nocco
  • Alessio Rebola
Categorie: SaluteTecnologia

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