Ictus e dieci anni di paralisi di mio padre: la storia di Francesco Sarcina senza parlarne

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Ictus e dieci anni di paralisi di mio padre: la storia di Francesco Sarcina senza parlarne

Francesco Sarcina, noto per la carriera con Le Vibrazioni, torna a parlare di musica e di scelte artistiche dopo il rilascio del singolo “Ambiguità (così strafatta di coriandoli)”. Il brano, presentato come risposta alle ipocrisie di chi non sostiene i diritti per tutti, si inseriva in un progetto più ampio collegato all’opera rock “Immensamente Giulia”, la cui programmazione teatrale ha poi subito un arresto.

francesco sarcina e il singolo “ambiguità (così strafatta di coriandoli)”

Il cantante ha spiegato a Today che “Ambiguità (così strafatta di coriandoli)” nasce con l’intento di prendere posizione. Sarcina ha sottolineato il legame tra il brano e una visione più ampia, dichiarando che il pezzo avrebbe dovuto far parte dell’opera rock “Immensamente Giulia”, prevista al Teatro Nazionale di Milano per dieci date.

annullamento delle date al teatro nazionale di milano e mancanza di un piano b

Sarcina ha poi ricostruito l’accaduto: il Teatro Nazionale di Milano ha comunicato l’annullamento di tutte le date. Secondo quanto riferito, la scelta è stata percepita come improvvisa e non accompagnata da un percorso sostenuto da promozione.

Nel racconto dell’artista emergono diversi punti. In primo luogo, viene ribadito che non mancavano le esigenze numeriche: i conti dei biglietti non sarebbero stati scarsi. Inoltre, viene evidenziato che l’eliminazione della programmazione è avvenuta “di punto in bianco”, senza supporti promozionali. Sarcina ha anche indicato una soluzione alternativa, sostenendo che sarebbe stato preferibile un numero minore di rappresentazioni, citando la proposta di tre date.

Un passaggio centrale riguarda la dinamica decisionale: il Teatro, secondo la lettura di Sarcina, avrebbe puntato sull’ipotesi di una spinta legata a Sanremo come elemento di traino. L’artista afferma che il tentativo non ha funzionato e richiama il tema della mancata predisposizione di alternative, riassunto nell’assenza di un “piano B”.

francesco sarcina alle vibrazioni: percorso artistico e ricucitura di un equivoco

Nel suo racconto, Sarcina ha ripercorso anche le tappe principali della fase con Le Vibrazioni. Ha ricordato che il successo legato a “Dedicato a te” arrivò quando il gruppo era percepito come fenomeno pop, pur nascendo come gruppo rock. L’artista ha spiegato di essersi dovuto imporre per realizzare brani con una presenza più marcata di più chitarre, precisando che solo da poco sarebbe stata ricucita una misconcezione durata nel tempo.

Secondo la ricostruzione fornita, prima dell’affermazione di massa l’attività si svolgeva nei locali, con un coinvolgimento diretto nelle opportunità artistiche: Sarcina ha dichiarato di organizzare anche appostamenti legati all’attenzione delle discografiche, con l’obiettivo di ottenere spazio e possibilità. Il racconto si chiude con l’idea che, alla fine, i passaggi si siano “mosso tutto insieme”.

una parte difficile del successo: la malattia del padre e la rinuncia a parlarne

Accanto alla traiettoria artistica, Sarcina ha descritto un periodo personale complesso. Il successo ottenuto con la band, afferma, non sarebbe stato pienamente vissuto, perché in parallelo il padre aveva avuto un ictus e sarebbe rimasto paralizzato per dieci anni.

Dal racconto emerge una sofferenza mantenuta a lungo in silenzio: Sarcina riferisce di soffrire senza parlarne. Ha inoltre richiamato un tema più generale, riferendosi a ciò che accade oggi quando si tende a esibire i problemi. Nel descrivere la propria esperienza, ha indicato un’adolescenza definita terribile in periferia a Milano e ha sostenuto che chi vive davvero difficoltà spesso impiega anni prima di parlarne.

Il momento ritenuto più intenso arriva quando, dopo un lungo percorso, viene raccontata la possibilità di portare il padre a un concerto. Sarcina ha affermato che quel giorno è stato il momento più bello della carriera, ricordando l’sguardo dal palco e il pianto condiviso.

“Non mi sono goduto il successo, mio padre ebbe un ictus ed è rimasto dieci anni paralizzato. Soffrivo, ma non ne parlavo”: così Francesco Sarcina de Le Vibrazioni
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