I 5 peggiori tentativi di universi condivisi nel : cosa non ha funzionato

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I 5 peggiori tentativi di universi condivisi nel : cosa non ha funzionato

Negli ultimi anni l’industria cinematografica ha provato più volte a replicare il modello dei grandi universi condivisi, trasformando personaggi e mondi in catene di film, sequel e spin-off. Il risultato, però, non è stato uniforme: quando la pianificazione corre troppo davanti al pubblico o la coerenza narrativa non regge, i progetti possono spegnersi rapidamente. Le seguenti cinque iniziative mostrano tentativi particolarmente eclatanti, ciascuno con un’idea di partenza ambiziosa e un epilogo legato a riscontri insufficienti.

progetti falliti: cinque tentativi di universi cinematografici condivisi

Una parte rilevante dei tentativi è nata con la promessa di costruire continuità, espandere i personaggi e preparare un futuro “corale” anche su più capitoli. In diversi casi, però, la spinta iniziale non è riuscita a superare le fasi preliminari oppure è stata interrotta dopo i primi risultati commerciali e di pubblico.

robin hood, un franchise mai nato

Tra le idee più curiose emerse negli ultimi quindici anni compare quella di dare vita a un vero universo cinematografico legato alla leggenda di Robin Hood. Nel 2014 Sony avrebbe valutato un progetto particolarmente ambizioso: non solo un nuovo film dedicato al celebre fuorilegge di Sherwood, ma anche una serie di spin-off costruiti intorno a personaggi secondari.

L’impostazione prevedeva di raccontare le avventure di figure come Little John e Frate Tuck, per poi far confluire quelle storie in un grande film corale. Il piano richiamava chiaramente la logica delle strategie adottate nei prodotti cinecomic, ma non raggiunse mai la fase operativa: il progetto sparì senza lasciare tracce.

re artù e una saga destinata a durare anni

Nel 2017 Guy Ritchie tentò di rilanciare il mito di Re Artù con King Arthur: Il Potere della Spada. L’operazione si presentava con uno stile visivo moderno e un’azione pensata per risultare spettacolare, con intenzioni dello studio definite ambiziose.

La componente meno nota riguardava la natura del film rispetto al progetto complessivo: non era concepito come opera autonoma. Dietro le quinte era presente un’architettura più ampia, articolata in capitoli dedicati ai Cavalieri della Tavola Rotonda, con spazio per ogni personaggio prima di un grande evento conclusivo capace di unificare le storie.

Il punto critico fu il riscontro del pubblico. Gli incassi risultarono inferiori alle aspettative e il disegno venne accantonato in tempi rapidi, offrendo un esempio di quanto sia rischioso programmare una saga intera senza prima verificare la tenuta del primo capitolo.

la torre nera e il sogno di un universo firmato stephen king

Quando fu annunciato l’adattamento cinematografico de La Torre Nera, l’idea di partenza suggeriva la possibilità di creare qualcosa di molto esteso. La saga letteraria di Stephen King gode di una posizione particolare nella sua bibliografia, perché collega indirettamente numerose opere attraverso il concetto di multiverso.

Gli studios immaginavano un’espansione capace di coinvolgere sia il cinema sia la televisione, creando una rete narrativa in grado di unire diversi racconti legati alle opere dell’autore. Sulla carta, la proposta appariva solida.

Il film del 2017 non riuscì però a convincere critica e pubblico, lasciando l’impressione di un’occasione mancata. In poco tempo i progetti collegati vennero cancellati e l’idea di un grande universo condiviso ispirato alle opere di King fu definitivamente abbandonata.

dark universe della universal: mostri classici e continuità narrativa

Il Dark Universe della Universal rappresenta uno dei tentativi più noti. Il concetto era semplice e in apparenza efficace: riportare sullo schermo i mostri classici dello studio e collegarli in una stessa continuità cinematografica.

La lista dei personaggi evocati comprendeva Dracula, Frankenstein, l’Uomo Invisibile, la Mummia e altri volti storici. Lo studio mostrò una notevole fiducia nell’impianto, annunciando in anticipo diversi film e coinvolgendo anche parte del cast.

Il cambio di rotta arrivò con l’uscita de La Mummia nel 2017. Nonostante la presenza di Tom Cruise, il film non generò l’entusiasmo necessario a sostenere l’intera operazione. Nel giro di pochi mesi, il Dark Universe cessò praticamente di esistere.

l’universo di spider-man senza spider-man: sony e i limiti degli spin-off

Il caso più emblematico riguarda l’impianto costruito da Sony attorno ai personaggi collegati all’universo di Spider-Man. L’idea di sviluppare film dedicati a comprimari, antieroi e villain non era priva di logica: il nodo si rivelò nella progressiva emersione di limiti sempre più evidenti.

Titoli come Morbius, Madame Web e Kraven the Hunter ottennero un’accoglienza piuttosto tiepida. Nel frattempo, numerosi altri spin-off furono annunciati e in seguito cancellati. Tra le eccezioni, la serie di Venom riuscì a ritagliarsi uno spazio più concreto al botteghino.

Alla base del problema venne indicata la mancanza di una direzione chiara. La percezione più diffusa fu quella di assistere a un universo creato soprattutto per esigenze commerciali, più che per necessità narrative coerenti nel tempo.

personaggi e figure citate nei progetti

  • Robin Hood
  • Little John
  • Frate Tuck
  • Guy Ritchie
  • Re Artù
  • Stephen King
  • Tom Cruise
  • Dracula
  • Frankenstein
  • l’Uomo Invisibile
  • Morbius
  • Madame Web
  • Kraven the Hunter
  • Venom
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Categorie: TV e Spettacolo

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