Hormuz riapre con cautela: mine, pedaggi e nucleare iraniano

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Hormuz riapre con cautela: mine, pedaggi e nucleare iraniano

Lo Stretto di Hormuz torna a vedere un incremento dei transiti marittimi dopo l’entrata in vigore dell’accordo che ha posto fine alle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Il riavvio delle attività, sostenuto da procedure accelerate e dalla revoca di misure che per mesi avevano limitato la circolazione, riaccende l’attenzione dei mercati energetici. La ripartenza, però, non coincide con una normalizzazione immediata: restano vincoli operativi legati alla bonifica di aree sensibili, regole di passaggio e questioni economiche connesse ai servizi nel quadrante tra Iran e Oman.

stretto di hormuz: ripresa dei transiti dopo l’accordo usa-iran

Dopo l’avvio dell’intesa tra Washington e Teheran, le prime petroliere hanno ripreso a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. La ripartenza avviene mentre i negoziati successivi sono rinviati a data da destinarsi. Da parte iraniana sono state annunciate procedure accelerate affidate all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, finalizzate al rilascio delle autorizzazioni di passaggio e all’avvio delle operazioni di sminamento. Sul versante statunitense, è stato revocato il blocco navale che aveva limitato a lungo la circolazione delle navi iraniane nel principale collo di bottiglia energetico mondiale.

flussi marittimi tracciati ais e differenze nei volumi

Il traffico monitorato tramite AIS risulta dominato da navi mercantili e petroliere con bandiera iraniana, oltre a unità battenti bandiere delle Comore e di Panama. La stima indicata è di circa trenta transiti al giorno, pur in presenza di ulteriori imbarcazioni che viaggiano con sistemi di tracciamento disattivati oppure sotto false bandiere. Nel frattempo, il movimento di piccole imbarcazioni veloci lungo entrambi i percorsi di accesso si mantiene al di sotto della media di giugno, attestandosi intorno a 140 unità al giorno.

impatti su mercati e prezzi del greggio

La riapertura dei transiti era attesa dai mercati energetici. Attraverso lo Stretto transita una quota compresa tra il 20% e il 30% del petrolio trasportato via mare a livello globale, insieme a volumi rilevanti di gas naturale liquefatto provenienti soprattutto dal Qatar. Pur non essendo esplosa ai massimi livelli come temuto nella fase bellica, la quotazione del greggio è salita in modo significativo e non risulta ancora ricondotta alla piena normalità: il WTI si colloca sopra 77 dollari al barile, mentre il Brent oscilla intorno a 80 dollari.

Nel corso della seduta, le quotazioni pur rimanendo sotto i picchi della crisi più acuta, risultano in lieve crescita dopo la notizia della cancellazione dei colloqui previsti in Svizzera.

bonifica e condizioni operative non ancora in normalità

La ripresa dei transiti non equivale a un ritorno immediato allo scenario precedente al conflitto. Secondo quanto comunicato da autorità iraniane e operatori marittimi, una parte delle rotte principali resta coinvolta nelle operazioni di bonifica. Si prevedono diverse decine di mine da rimuovere prima della piena riapertura del canale centrale. Nel frattempo, il traffico viene temporaneamente indirizzato su percorsi alternativi nelle acque iraniane e omanite.

presidio militare e regole di passaggio

Lo Stretto continua a essere presidiato militarmente. Le autorità iraniane hanno precisato che il transito dovrà avvenire rispettando procedure e orari stabiliti. A incidere sulle operazioni vi è anche il nodo relativo al pagamento dei servizi offerti da Iran e Oman. Nel memorandum in 14 punti è previsto che l’Iran avvii un dialogo con il Sultanato dell’Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in confronto con altri Stati costieri del Golfo Persico, in linea con il diritto internazionale e con i diritti sovrani degli Stati costieri.

capacità dello stretto e tempi per lo smaltimento dei blocchi

Per effetto dei vincoli ancora presenti, la capacità complessiva dello Stretto resta inferiore ai livelli antecedenti al conflitto. Le compagnie di navigazione stanno tornando a usare la rotta in modo graduale, mentre gli analisti indicano che serviranno settimane, se non mesi, per rimuovere l’accumulo di navi rimaste ferme nel Golfo Persico e ripristinare condizioni operative ordinarie. Secondo le stime degli operatori, centinaia di mercantili e petroliere attendono ancora di completare il transito.

incertezze sull’accordo provvisorio e quadro sanzionatorio

A sostenere i prezzi contribuisce anche l’incertezza sulle prospettive dell’accordo negoziale. L’intesa attuale costituisce soltanto una cornice provvisoria: le parti dispongono di sessanta giorni per negoziare un’intesa più ampia sul programma nucleare iraniano e sui futuri rapporti bilaterali. Restano divergenze tra Stati Uniti, Iran, Israele e alleati occidentali su questioni nucleari e sicurezza regionale.

Anche l’Unione europea, pur registrando positivamente la riduzione delle tensioni, non ha ancora modificato il regime sanzionatorio verso la Repubblica islamica.

Ripresa lenta del traffico di petroliere attraverso Hormuz. I dubbi su sminamento e pedaggio: Teheran vuole il controllo

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