Giovani meno seo: perché app, porno online e ai spengono il desiderio

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Giovani meno seo: perché app, porno online e ai spengono il desiderio

Il desiderio attraversa ogni ambito dell’esistenza, assumendo forme che spaziano dal denaro e dagli oggetti fino alla sfera dell’amore, del sesso e del potere. Nel presente, mentre la tecnologia avanza e promette di delegare emozioni e scelte, il desiderio continua a riaffiorare con forza, alimentato da nuove cornici culturali e da trasformazioni sociali. Tra ipotesi, festival, riflessioni psicologiche e racconti che diventano collettivi, emerge un filo conduttore: il desiderio non scompare, si riorganizza.

desiderio: cosa comprende e perché resta centrale

Quando si parla di desiderio, la conversazione tende a includere soldi, oggetti come borse, scarpe, vestiti e orologi, oltre a temi legati al sesso, al potere e al successo. Nello stesso orizzonte compaiono anche l’idea di una vita lunghissima, quasi eterna, e l’insieme di ciò che manca: assenza, crisi, vuoti che attraversano un mondo percepito come svogliato e pronto a delegare alla tecnologia le emozioni umane.

Un esempio evocato riguarda Kano, un’impiegata giapponese di 32 anni che ha sposato Lune Klaus, un fidanzato creato con ChatGPT e presente esclusivamente nello smartphone. Il caso mette in scena la relazione tra desiderio e simulazione: ciò che sembra mancare nella realtà viene compensato da un incontro virtuale, frutto di una costruzione digitale.

tecnologia e desiderio: nuove forme, nuovi dispositivi

Tra le proiezioni citate, compare l’ipotesi che, in 10-15 anni, sia possibile “disegnare” l’“anima gemella perfetta” tramite AI, con voce e strumenti capaci di sussurrare parole dolci. La trasformazione prospettata coinvolge il sesso, immaginato come tecnologia che porta a simulacri e a meccanismi di esperienza in cui conta la soddisfazione, secondo formule richiamate come “soddisfatti o rimborsati”.

Nel quadro sono citati anche scenari più giocosi e seriali: una possibile “sex-roulette”, descritta come una lotteria in cui a ogni scelta corrisponde un incontro a sorpresa, uomo, donna o altro. In parallelo, l’idea di pacchetti “wellsex” in centri dedicati completa la lista di modalità con cui il desiderio viene incanalato dentro servizi e routine organizzate.

festival e dibattiti: desiderio come parola chiave culturale

Il desiderio è al centro dell’attenzione pubblica, con appuntamenti che lo trattano da prospettive diverse. Tra questi compare “Il desiderio e la Legge”, tema della Milanesiana di Elisabetta Sgarbi, fino al 22 luglio. Accanto a questo, a Prato si tiene Seminare idee (5-7 giugno), con l’obiettivo di definire il desiderio nelle sue sfumature.

Lo psicoanalista-star Massimo Recalcati è richiamato come voce interpretativa: il desiderio viene definito una forza capace di rendere viva la vita, distinta dal capriccio e dal godimento immediato. Nel discorso vengono inoltre elencate diverse tipologie: desiderio invidioso, desiderio di riconoscimento, desiderio angosciante, desiderio sessuale e desiderio d’amore.

psicologia e medicina del desiderio: fisiologia e rischi della medicalizzazione

A Prato è citato l’andrologo Nicola Mondaini, noto per il manuale “Wikipene”. Il ruolo attribuito è quello di descrivere la fisiologia del desiderio e, “involontariamente”, anche la sua dimensione psicologica, mettendo in guardia sul rischio di medicalizzare il desiderio. Nel racconto emerge il riferimento a un eccesso di “pillole blu” e l’osservazione che simili dinamiche siano presenti anche tra ragazzi, indicando un tema legato all’uso di soluzioni farmacologiche.

letteratura e riscrittura delle figure: Cleopatra e la strategia del desiderio

La scrittrice Natasha Solomons è citata per la rilettura di Cleopatra, presentata come diversa da come Shakespeare l’ha raccontata. Viene descritta come una seduttrice non più giovane, immersa in dinamiche politiche complesse dell’amore. Nel romanzo “E io sono Cleopatra”, Solomons considera Cleopatra soprattutto una stratega del desiderio, in cui il corpo viene trattato come strumento.

contraddizioni contemporanee: poca proibizione, più solitudine

Il desiderio viene collocato dentro una contraddizione storica. Da una parte, è richiamata l’idea che oggi esista “quasi niente di proibito”: si citano comuni poliandriche, sentimenti romantici verso l’intelligenza artificiale dello smartphone, maratone di sesso promiscuo con molti partner in pochi anni e pratiche considerate “kinky”. Dall’altra, viene indicata una crescita della solitudine, descritta come al massimo storico.

Per spiegare il fenomeno è richiamato David Baker, divulgatore di antropologia e biologia evolutiva. Sono citati dati: uno studio avrebbe rilevato una riduzione del 14% della frequenza di sesso occasionale tra il 2007 e il 2017 e, nello stesso periodo, un quasi raddoppio della quota di under 30 che dichiarano di non aver fatto sesso nell’anno precedente. Le ragioni avanzate nel racconto includono l’uso massiccio dei social media, che riduce le occasioni in cui può accendersi spontaneamente il desiderio, e un cambiamento dei corteggiamenti: selettività maggiore quando si valuta una foto su un’app rispetto a rimorchiare in discoteca. Nel quadro, il porno online viene indicato come sostituto della realtà.

desiderare senza fine: narrativa, fragranze e linguaggi della mancanza

Il testo collega il desiderio alla sua forma narrativa e ripetitiva. I cinque romanzi della saga “After” di Anna Todd, diventati anche film, vengono descritti come un percorso dell’“odissea” del voglio-non posso-non devo, trasformati in un set di fragranze con nomi come “Sin” e “Secret”. In parallelo, la ricerca del desiderio viene ancora presentata come pulsione che continua a muovere le scelte e a generare nuove rappresentazioni.

Giulia Savarese viene citata per la creazione di Almoud, associato a mandorla affumicata, fiori bianchi e oud, descritta come una sintesi chimica del desiderio. L’idea richiama anche il riferimento al romanzo “Il Profumo” di Patrick Süskind: la ricerca di una fragranza perfetta dell’amore, con un percorso estremo e simbolico legato alla sintesi.

Savarese collega l’idea a una linea chiamata UAHIQUE, con indicazione di un progetto descritto come “Uniamo anime uniche”. Nel racconto compare anche il filosofo Maurizio Ferraris, che sostiene che non si desideri meno, ma che cambiano i codici. Viene ricordata l’affermazione che l’intelligenza artificiale possa calcolare, ottimizzare e riprodurre schemi, mentre non prova sofferenza per la distanza tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. La saturazione digitale delle attese con risposte immediate non elimine il desiderio: lo riorganizza.

musica e poesia: il desiderio nelle forme del canto e dell’immagine

Le canzoni vengono richiamate come terreno in cui il desiderio appare spesso come motore creativo, sia nel passato sia nel presente. Il critico musicale Gino Castaldo è citato nel collegamento a esempi: Judy Garland con “Over the rainbow”, i Pink Floyd con “Wish you were”. In aggiunta, il testo menziona Sanremo e “Per sempre sì”, oltre all’uso del desiderio nelle canzoni napoletane e nelle serenate.

Viene citato anche “Imagine” di John Lennon come “gigantesco inno al desiderio”, con un riferimento alla richiesta di un mondo liberato. La chiusura richiama un atteggiamento che evita un eccesso di distanza poetica, citando “Non chiederci la parola” e l’idea di ciò che non si è e ciò che non si vuole.

personaggi e voci citate nel racconto

  • Kano
  • Lune Klaus
  • Laura Berman
  • Massimo Recalcati
  • Nicola Mondaini
  • Natasha Solomons
  • Umberto Eco
  • Byung-Chul Han
  • David Baker
  • Giulia Savarese
  • Patrick Süskind
  • Maurizio Ferraris
  • Gino Castaldo
  • Carlo Verdone
  • Elisabetta Sgarbi
  • John Lennon
  • Anna Todd
  • Judy Garland
  • Eugenio Montale
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