Gianmarco Pozzoli: in un anno ho perso moglie, lavoro e 14 chili, il racconto della depressione
Il racconto di Gianmarco Pozzoli si apre con una confessione netta e diretta: un periodo di vita segnato da vuoto, smarrimento e sensazione di essere arrivato a fine percorso. Il comico milanese, 54 anni, ha descritto l’ultimo anno come “il più buio della mia vita”, raccontando una caduta personale che ha coinvolto lavoro, famiglia e persino il corpo, con una perdita di 14 chili. La testimonianza, condivisa tramite un lungo sfogo sui social, ha avuto al centro l’esperienza successiva alla fine del matrimonio con Alice Mangione, evento che ha contribuito a far precipitare la sua quotidianità in un tunnel difficile da reggere.
gianmarco pozzoli: “il più buio della mia vita”
Nel racconto, Pozzoli mette in evidenza il peso emotivo di quei mesi, sottolineando come la sua condizione fosse caratterizzata da una mancanza totale di energia e di lucidità. Il periodo, collocato subito dopo il termine della relazione, viene associato all’avvicinarsi del Natale: mentre il mondo si preparava, lui dichiarava di muoversi per Roma come se non fosse davvero presente in ciò che lo circondava. La città, da lui definita profondamente amata, in quel momento risultava quasi invisibile, al punto da non riuscire né a vederla né a viverla.
La metafora scelta rende immediata la percezione di fragilità: “Ero una foglia morta che rotolava per le strade”. All’interno di questa immagine, il palco diventa l’unico elemento capace di restituire, per poche ore, un’apparente vitalità. Al di fuori di quel contesto, secondo la sua descrizione, restava una condizione di svuotamento, smarrimento e finitezza.
la battaglia contro la depressione e la durata della crisi
Il comico ha parlato della sua lotta contro la depressione, durata tre mesi. In quel lasso di tempo, la percezione della gioia risultava assente: racconta di essere diventato indifferente a ciò che avrebbe dovuto sollevare lo spirito. Anche la leggerezza, nella sua ricostruzione, non era più recuperabile: la sensazione dominante era di non appartenere più a nessun luogo e a nessuna persona.
Nel descrivere l’impatto della crisi sulla sfera familiare, Pozzoli ha aggiunto un dettaglio significativo: per i figli era diventato “la brutta copia indebolita del loro padre”. Un’immagine che mette al centro il divario tra la funzione genitoriale e la condizione reale vissuta durante il periodo più difficile.
la svolta: lo specialista e il ricovero al san raffaele turro
Secondo la testimonianza del comico, la svolta è arrivata quando ha scelto di rivolgersi a uno specialista. Il passaggio decisivo è stato il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano, descritto come un momento di recupero concreto. Pozzoli afferma che lo specialista lo ha rimesso in sesto, rendendolo più ottimista e anche più forte rispetto a prima.
l’appello di gianmarco pozzoli: intervenire presto
Al termine della ricostruzione, Pozzoli ha lanciato un appello chiaro, concentrato sulla necessità di non sottovalutare un malessere mentale. Il messaggio insiste sull’idea che un disagio, se trascurato, può radicarsi nella mente e lavorare progressivamente sull’autostima, compromettendo il benessere nel tempo. Il consiglio centrale è di intervenire il prima possibile e di farsi aiutare, con l’obiettivo di tornare a volersi bene.
Nel suo invito, la motivazione non resta solo personale: la richiesta di attenzione viene estesa anche a figli e amici. Pozzoli conclude posizionando il supporto come scelta per proteggere la propria vita emotiva e la qualità dei legami.
persone citate nella testimonianza
- Gianmarco Pozzoli
- Alice Mangione