Foto di mia figlia usata senza consenso: i limiti oltre i social e l’amarezza di Giulia De Lellis
Giulia De Lellis ha espresso un commento durissimo in merito alla pubblicazione di una fotografia apparsa su Chi che raffigura la piccola Priscilla in spiaggia, insieme a lei e al padre, Tony Effe (Nicolò Rapisarsa). Le parole dell’influencer, cariche di amarezza e indignazione, ruotano attorno all’idea che l’esposizione mediatica di minori senza adeguate garanzie di tutela costituisca un limite non più oltrepassabile.
giulia de lellis: protesta per la foto con priscilla in spiaggia
De Lellis scrive che la vicenda rappresenta un punto oltre il quale non dovrebbe mai essere possibile andare, concentrandosi sull’aspetto fondamentale della volontà dei genitori. Nel suo messaggio afferma di essere colpita soprattutto dalla scelta di rendere pubblica l’immagine di una bambina contro il volere dei genitori, sottolineando come i minori non debbano diventare materia di consumo mediatico.
Secondo il racconto di De Lellis, il volto della bambina nella foto non risulta realmente oscurato in modo efficace. L’influencer ribadisce che, anche in presenza di elementi come sfocatura o pixel, la protezione risulterebbe insufficiente se la minore resta comunque identificabile dal contesto o da altre caratteristiche riconducibili.
minori e consenso: il punto centrale sollevato da de lellis
Giulia De Lellis afferma che i profili giuridici saranno affrontati nelle sedi competenti, ma il nodo principale resta, per lei, la mancanza di sensibilità, rispetto ed etica verso chi dovrebbe essere tutelato in misura maggiore rispetto al resto. Il focus del messaggio è la richiesta di non utilizzare immagini di minori senza il consenso dei genitori e di non oltrepassare confini che, nella sua visione, non dovrebbero essere superati.
oltre la censura: riconoscibilità e tutela effettiva
La protesta si estende anche al tema della riconoscibilità. De Lellis evidenzia che, pur intervenendo con modalità di mascheramento, permangono elementi capaci di rendere identificabile la bambina, rendendo la tutela incompleta. La sua posizione mette quindi al centro non la presenza formale di un espediente grafico, ma l’efficacia reale della protezione.
reazioni e responsabilità: “chi diffonde il materiale”
Chiude il suo intervento con una dichiarazione emotiva netta, definendo la situazione come motivo di arrabbiatura, delusione e disgusto. Nell’ultima parte del messaggio introduce anche un tema di responsabilità, indicando che chiunque decida di diffondere, pubblicare o ricondividere quel materiale, assumerebbe ogni responsabilità per l’ulteriore circolazione dell’immagine.
persone citate nella vicenda
- Giulia De Lellis
- Priscilla
- Tony Effe (Nicolò Rapisarsa)

