Film horror classico perfetto per del toro dopo frankenstein
Il successo di Frankenstein ha ribadito, ancora una volta, una delle doti distintive di Guillermo del Toro: la capacità di far emergere umanità anche dentro creature tra le più spaventose. Pur essendo un racconto legato a un romanzo già adattato innumerevoli volte, la sua lettura personale porta la Creatura interpretata da Jacob Elordi su un terreno insieme inquietante e profondamente tragico. Proprio questa sensibilità verso l’orrore, centrato sulle sfumature emotive, fa pensare a una nuova possibilità per il genere: Hellraiser, una saga horror che potrebbe beneficiare in modo significativo della sua visione.
guillermo del toro e hellraiser: un interesse radicato nel tempo
Del Toro ha sempre mostrato un legame profondo con l’immaginario nato dalla penna di Clive Barker. Nel corso degli anni ha raccolto materiale legato al franchise e, nel 2025, durante un’asta organizzata dopo gli incendi che colpirono la California, ha messo in vendita anche alcune rare illustrazioni di Hellraiser realizzate da Mike Mignola. Le opere erano collegate ai fumetti ispirati all’universo creato da Barker.
La connessione appare ancora più coerente se si considera una condivisione di prospettive artistiche: Barker e del Toro costruiscono molte delle loro storie attorno a figure che sfuggono alla divisione netta tra bene e male. Attraverso creature percepite come mostruose, l’attenzione si sposta sulle sfumature più complesse dell’animo umano, trasformando l’orrore in uno strumento di comprensione.
hellraiser ha bisogno di un autore: perché del toro potrebbe fare la differenza
Negli ultimi decenni il percorso cinematografico di Hellraiser non ha seguito una traiettoria lineare. Dopo il film originale del 1987, la saga ha conosciuto un’espansione con numerosi sequel che, in più occasioni, non hanno mantenuto il livello qualitativo delle origini. In diversi casi si è trattato di progetti che, nati con un’identità differente, sono stati poi adattati per conservare i diritti sul marchio.
Nel 2022 il reboot diretto da David Bruckner ha tentato di rimettere la serie sulla strada giusta: non sono mancati spunti interessanti, ma non sono stati in grado di sfruttare fino in fondo il potenziale della mitologia sviluppata da Barker. Eppure, il franchise resta un contenitore ricco di possibilità narrative: ciò che serve è un autore capace di interpretarne le radici con profondità, senza limitarsi a riproporre quanto già realizzato.
cenobiti e mitologia: l’angolo più adatto alla sensibilità di del toro
I Cenobiti costituiscono uno dei punti più affascinanti attorno a cui costruire una nuova direzione. Dietro l’aspetto terrificante si trovano individui che, in origine, erano esseri umani. Le loro storie li conducono a una trasformazione irreversibile a causa dell’ossessione per il piacere, la conoscenza o il desiderio. La saga offre esempi già riconoscibili, come Pinhead, in passato noto come capitano Elliot Spencer, e Deep Throat, figure che portano con sé vicende tragiche e oscure spesso lasciate in secondo piano.
Nel complesso, ad eccezione di Hellraiser II, pochi capitoli hanno davvero approfondito la dimensione drammatica di questi personaggi. Del Toro, invece, ha costruito gran parte della sua carriera sull’idea che anche i mostri possano essere compresi, rendendo il loro universo un luogo in cui emozioni e traumi si intrecciano all’orrore.
dolore, desiderio e piacere: la componente sensuale di hellraiser
Un ulteriore elemento rende Hellraiser particolarmente compatibile con la sensibilità del regista messicano: la presenza di una componente sensuale che attraversa l’intera saga. Fin dal primo film, Clive Barker ha costruito un universo in cui dolore, desiderio e piacere convivono in modo inseparabile. Anche l’estetica dei Cenobiti, ispirata alla cultura BDSM osservata dall’autore nei club londinesi dell’epoca, rappresenta una parte integrante dell’identità del franchise.
La vicenda di Frank e Julia ruota proprio attorno a un’attrazione perversa e autodistruttiva. Frank si mostra disposto a spingersi oltre ogni limite pur di inseguire nuove sensazioni, mentre Julia viene consumata da una passione talmente intensa da condurla a compiere azioni estreme pur di riportarlo in vita. È in queste zone grigie che del Toro ha modo di esprimere al meglio la propria narrazione, costruendo una rappresentazione della lussuria attraverso una miscela di orrore, stranezza e tragedia.
riferimenti e figure chiave legate all’universo dei film
La mitologia di Hellraiser richiama una serie di figure centrali la cui identità è intrecciata al loro passato umano e alle loro trasformazioni. Il franchise include personaggi che, oltre a imporsi per l’aspetto, portano con sé traumi e motivazioni capaci di rendere la storia più complessa e drammatica.
Personaggi e figure menzionate:
- Guillermo del Toro
- Jacob Elordi
- Clive Barker
- Mike Mignola
- David Bruckner
- Pinhead
- Elliot Spencer
- Deep Throat
- Frank
- Julia


