Fabrizio de Andrè racconta i forti dolori durante le prove del tour e la diagnosi choc
Dori Ghezzi racconta una storia fatta di canzoni, amicizie, incontri e dettagli minuti che riportano agli anni in cui la sua vita artistica e affettiva si intrecciò con Fabrizio De André. Le rare interviste in cui compare sono piene di ricordi concreti: decisioni prese in fretta, collaborazioni nate tra sguardi e parole, e momenti quotidiani come quelli trascorsi in casa tra inviti, pasti e conversazioni condivise.
le interviste di dori ghezzi e i ricordi legati alla musica
Tra gli aneddoti, emerge il passaggio in cui le fu proposto di cantare “La ragazza del Casatschok”. La richiesta arrivò con urgenza: venne sottolineato che era già pronta “la Goggi”, elemento che rende immediatamente l’idea di quanto i tempi fossero serrati. Un altro filone di memoria riguarda la coppia artistica con Wess, il flirt con Mal e un episodio di vita quotidiana legato a Lucio Battisti.
Nel racconto, Battisti è descritto come un vicino di casa a cui la coppia artistica si rivolgeva con naturalezza. Le venivano preparati anche piatti come il risotto allo zafferano, e viene ricordato che la cassœula veniva preparata dalla madre. Gli inviti erano frequenti e coinvolgevano nomi noti, con la presenza di Dalla, Paoli e Vanoni. Il dettaglio più marcato riguarda la permanenza notturna: l’unico a non restare mai a dormire era Fabrizio, e per un periodo si specifica che la vita si svolgeva tra quelle stanze e quel “residence”.
dori ghezzi e il rapporto con de andré: amicizie, scambi e presentazioni
Alla domanda su quanto De André piacesse alla madre di Ghezzi, la risposta è articolata e concreta. La preoccupazione era legata al fatto che fosse sposato e con un figlio di 12 anni. La distanza personale dipendeva proprio dalla mancanza di conoscenza diretta: non conoscendo sua moglie, Ghezzi afferma che non avrebbe preso parte alla situazione, e solo dopo maturò un’amicizia.
Nel ricordo viene riportata anche una dichiarazione attribuita da un’intervista: “Non sono mai andata tanto d’accordo con Fabrizio come da quando c’è Dori”. Da qui si costruisce un quadro di relazioni in cui il tempo cambia gli equilibri, favorendo anche legami al di fuori del rapporto principale.
amicizie musicali e sguardi sul sanremo
Le conoscenze descritte includono Mia Martini, con la quale Ghezzi ricorda un carattere severo e un dolore legato alle cattiverie dette alle sue spalle. Nella memoria, Martini raccontava e sfogava chiamando in lacrime, e Ghezzi le rispondeva chiedendo di non chiamarla quando soffrivano in due. Un altro riferimento è Ornella Vanoni, con l’abitudine di guardare insieme Sanremo, coinvolgendo anche Fabrizio. Nel racconto, si sottolinea un ruolo critico: Ghezzi e Vanoni erano le più critiche, mentre Fabrizio le difendeva; emerge anche che lui non ci sarebbe mai andato personalmente.
cristiano malgioglio e l’incipit dell’intesa
Al centro del racconto compare Cristiano Malgioglio, che viene indicato come figura capace di presentare Ghezzi a De André. Il momento descritto è immediato e simbolico: Fabrizio stava registrando “Valzer per un amore”, e nel rivolgersi a lei le cantò alcuni versi guardandola “negli occhi”. Successivamente avviene lo scambio dei numeri e, già il giorno dopo, un contatto telefonico che viene paragonato a un’intesa conosciuta da tempo.
amore, rassicurazioni e dettagli dei ricordi con lucio battisti e altri ospiti
Il racconto di Ghezzi mette in evidenza il ruolo delle persone attorno alla relazione. Da una parte, gli amici avvisavano che De André l’avrebbe fatta soffrire. Dall’altra, Lucio Battisti sarebbe intervenuto con una rassicurazione: non si sarebbe trattato di un colpo improvviso, definito come “non sarà una botta e via”.
Ghezzi riprende poi una dinamica di identità e cura: afferma di non essere una persona “come tante” e di sentirsi come colei che avrebbe potuto salvare Fabrizio. Nel testo riportato, la confessione attribuita a De André richiama l’idea di una dipendenza e di un rischio personale: senza di lei avrebbe scelto una condizione descritta come morte in una soffitta da alcolizzato.
inviti, pasti e presenze nel “residence ghezzi”
Il quadro domestico è completato dal ricordo degli incontri e delle presenze. Lucio Battisti viene associato a cene e inviti, mentre viene ribadito che le persone arrivavano da contesti diversi e che, almeno in una parte della vita quotidiana, si ritrovavano in casa. Nel racconto, il punto di riferimento resta la madre che preparava cibi e la rete di amicizie che passava di lì, con momenti che diventano veri e propri capitoli di memoria.
rapimento nell’agosto 1979: cucina, rispetto e taglio delle unghie
Un passaggio di grande intensità riguarda il racconto di un episodio di rapimento avvenuto nell’agosto 1979. Ghezzi descrive che vennero portati due cappucci con una feritoia per permettere di vedere attraverso la bocca. Ogni tanto i cappucci venivano tolti e rimessi dai rapitori.
Nel ricordo compaiono dettagli operativi: venne procurata una bombola e un fornello per consentire di cucinare, segnalando un rischio. Il pasto condiviso avveniva insieme: si mangiava in compagnia, e Ghezzi racconta anche un comportamento di gestione personale. Gli accompagnamenti avvenivano quando le necessità lo richiedevano, ma viene ribadito che veniva sempre rispettata e che la chiamavano signora.
Tra i dettagli più specifici c’è il taglio delle unghie: Ghezzi dice di avere avuto unghie lunghissime e riferisce che le vennero accorciate con la pattadese, indicata come il tradizionale coltello a serramanico sardo. Il risultato sarebbe stato perfetto.
malattia di fabrizio de andré: controlli, dolore improvviso e prognosi
La memoria include anche la parte relativa alla malattia di Fabrizio De André. Il racconto evidenzia un controllo periodico: si sottolinea che si facevano controlli ogni anno, ma la situazione peggiorò nel periodo in cui era impegnato in tour. Durante le prove a Saint-Vincent, Fabrizio avrebbe avvertito dolori forti, fino a non riuscire a suonare la chitarra, posandola a terra.
In seguito, venne portato all’ospedale di Aosta. L’esito comunicato ai presenti è descritto senza ambiguità: “Le restano tre mesi di vita”. La causa viene indicata come un male partito dai polmoni, ormai diffuso ovunque.
amarezza e abitudini: fumo, bere e difficoltà di smettere
La fase finale del racconto mette a fuoco un elemento di amarezza legato alle abitudini. Ghezzi racconta che Fabrizio fumava tre pacchetti al giorno, una sigaretta dopo l’altra, arrivando a bruciare un numero elevato di mobili. La narrazione specifica anche che il padre gli aveva chiesto di smettere di bere e che lui aveva accettato, ma la richiesta non aveva riguardato il fumo.
Il nodo finale riguarda proprio questa differenza: il padre avrebbe chiesto di non bere, ottenendo un cambiamento, mentre non avrebbe chiesto di smettere di fumare.
personaggi citati nei ricordi di dori ghezzi
La narrazione richiama numerose figure legate a momenti privati e contesti artistici:
- Dori Ghezzi
- Fabrizio De André
- Lucio Battisti
- Goggi
- Wess
- Mal
- Mia Martini
- Ornella Vanoni
- Cristiano Malgioglio
- Fabrizio (citato anche nell’ambito dei ricordi di relazioni e interviste)
- Dalla
- Paoli
- Vanoni


