F1 allarme caldo estremo: protocollo di sicurezza e sistema di raffreddamento obbligatorio nel Gp d’Austria

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F1 allarme caldo estremo: protocollo di sicurezza e sistema di raffreddamento obbligatorio nel Gp d’Austria

L’ondata di caldo estremo che sta attraversando l’Europa sta coinvolgendo anche la Formula 1. Per il Gran Premio d’Austria in programma al Red Bull Ring, la FIA ha attivato il protocollo Heat Hazard, previsto quando le gare si svolgono con temperature particolarmente elevate. La decisione deriva dalle previsioni che indicano un indice di calore superiore a 31 gradi, soglia stabilita dal regolamento, con l’applicazione delle nuove norme per la prima volta in un evento del calendario europeo.

Nel contesto di giornate molto calde, le misure straordinarie interessano vari ambiti, dallo sport alla gestione della performance in gara. Nella Formula 1, il principio del raffreddamento viene tradotto in una soluzione installata direttamente sull’auto, con l’obiettivo di proteggere il corpo dei piloti durante la competizione, quando lo sforzo fisico e il calore nell’abitacolo diventano particolarmente critici.

protocollo heat hazard formula 1 nel gran premio d’austria

Per il fine settimana a Spielberg, la FIA applica il Heat Hazard in base alle condizioni meteo previste. Il regolamento definisce una soglia operativa: oltre il 31° di indice di calore scatta l’attivazione delle procedure dedicate. Con questa scelta, le disposizioni introdotte lo scorso anno trovano impiego per la prima volta in una gara del calendario europeo.

Il protocollo comporta obblighi specifici per i team, chiamati ad adeguare le monoposto con soluzioni legate al raffreddamento per i piloti. L’intervento interessa la gestione dell’ambiente fisico a bordo, dove le temperature possono risultare sensibilmente più alte rispetto all’aria esterna.

driver cooling system: come funziona il raffreddamento in abitacolo

Il sistema previsto è denominato Driver Cooling System. Il cuore della soluzione è un giubbotto attraversato da una rete di tubicini, all’interno dei quali scorre un liquido refrigerante. I tubicini sono collegati a un sistema di pompaggio installato sulla monoposto.

giubbotto refrigerato e obiettivo termico in gara

La finalità è limitare l’aumento della temperatura corporea durante tutta la gara. Il momento di maggiore criticità coincide con lo sforzo fisico, mentre il calore all’interno dell’abitacolo può salire fino a livelli elevati. L’utilizzo del dispositivo è progettato per intervenire in questa fase.

utilizzo opzionale e vincoli di regolamento

L’adozione del giubbotto non è descritta come obbligatoria: ogni pilota può decidere se indossarlo oppure rinunciare. Rimane però necessario predisporre l’intero impianto previsto dal regolamento. In caso di rinuncia da parte del pilota, non si configura un vantaggio di peso: l’abitacolo dovrà includere una zavorra da mezzo chilo per compensare la differenza.

perché è nato il protocollo heat hazard e cosa cambia nel regolamento

L’introduzione del protocollo Heat Hazard è collegata alle criticità osservate in eventi estremi dal punto di vista fisico. Un riferimento esplicito è il Gran Premio del Qatar del 2023, descritto come una delle competizioni più dure degli ultimi anni sotto il profilo del caldo. In quell’occasione diversi piloti riportarono problemi gravi legati alle alte temperature, con disidratazione, malori e persino episodi di vomito. Da qui la scelta di regole dedicate volte a tutelare la sicurezza dei piloti.

modifiche tecniche durante heat hazard

Quando viene dichiarato l’Heat Hazard, oltre alla predisposizione del sistema di raffreddamento, intervengono variazioni del quadro tecnico. In particolare, la massa minima delle monoposto aumenta di 4 chilogrammi. Inoltre, durante il regime di parco chiuso, è consentito aggiungere o sostituire il liquido refrigerante del sistema senza infrangere le restrizioni previste.

impatto del caldo e attenzione a affidabilità e gestione gara

Spielberg non presenta l’umidità tipica di circuiti come Singapore o lo scenario descritto per il Qatar, eppure la previsione di temperature oltre i 30 gradi rende il caldo un fattore rilevante. L’attenzione non riguarda soltanto la resistenza fisica dei piloti, poiché viene indicata anche la necessità di considerare aspetti di affidabilità.

La gestione complessiva coinvolge componenti e performance in condizioni gravose, con allerta sulla gestione del motore, dei freni e dei pneumatici. In un contesto di temperature elevate, la gestione tecnica assume un ruolo determinante per mantenere efficacia e continuità di funzionamento durante il weekend di gara.

Nominativi citati:

  • Jannik Sinner
Allarme caldo estremo, in F1 scatta il protocollo di sicurezza per il Gp d’Austria: come funziona il “Driver Cooling System”

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