Europa deve tornare attrattiva regole chiare e tecnici per realizzare le opere

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Europa deve tornare attrattiva regole chiare e tecnici per realizzare le opere

L’Arabia Saudita si sta affermando come uno dei mercati più dinamici per investimenti, infrastrutture e trasformazione industriale. Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, descrive l’evoluzione del Regno e il modello di sviluppo del Golfo a partire dall’esperienza diretta del gruppo nel Paese, inserendo l’osservazione nel contesto internazionale emerso durante uno speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma.

arabia saudita: la trasformazione del regno tra visione e cantieri

Secondo Salini, il confronto tra la Riad di oggi e quella di dieci anni fa rende evidente la velocità del cambiamento. Al centro c’è, innanzitutto, la visione: la capacità di definire con chiarezza ciò che il Regno intende diventare e in che direzione muoversi. A questa visione si affianca la seconda componente decisiva, cioè la capacità di realizzare, trasformando le scelte in cantieri, opere e in programmi industriali e infrastrutturali.

Il punto non riguarda soltanto la disponibilità di capitali, che nel Golfo non manca e che spesso cerca opportunità anche in Europa. La sfida principale, per Salini, è mantenere la fiducia nel futuro e negli investitori, continuando ad attrarre le migliori aziende e preservando la capacità di esecuzione. Senza imprese in grado di costruire e portare a termine i progetti, anche le strategie più ambiziose rischiano di rimanere sulla carta.

golfo: fiducia nel futuro e attrazione degli investitori globali

La tenuta del progetto di sviluppo, nel ragionamento di Salini, dipende da fattori che vanno oltre la presenza di risorse economiche. Restano centrali la costanza dell’impegno verso il futuro e la capacità di creare un contesto in cui gli investitori possano considerare credibile il percorso di crescita.

In questa logica, la fiducia si costruisce anche attraverso la capacità di far lavorare insieme imprese, filiere operative e sistemi di esecuzione. Il modello del Golfo viene quindi descritto come un insieme in cui scelte e realizzazione procedono in modo coerente, con un’attenzione costante a non spezzare la catena che porta dalle strategie ai cantieri.

europa: attrattività come necessità e housing come priorità

Guardando all’Europa, Salini identifica un passaggio considerato obbligato: tornare a essere attrattiva. Non vengono indicate alternative, perché i bisogni delle popolazioni richiedono investimenti ingenti. Tra gli esempi citati emerge l’housing, presentato come un ambito immediato in cui la mancanza di case per famiglie e giovani può diventare un terreno decisivo per l’impiego dei capitali.

Per attrarre investitori, secondo Salini, non è sufficiente puntare sulle “location”, anche se l’Europa mantiene territori e città molto appetibili. La competizione tra mercati passa attraverso elementi più strutturali e misurabili.

regole e processi in europa: stabilità, ritorni e sistema giuridico

Gli investitori, nella lettura di Salini, cercano soprattutto stabilità delle regole, certezza dei ritorni e un sistema giuridico affidabile. Un ulteriore elemento riguarda processi decisionali prevedibili, inclusa la gestione delle controversie.

Salini sottolinea che l’Europa, in passato, è stata attrattiva proprio grazie a questi presupposti e invita a evitare il rischio di perdere tale vantaggio. La differenza viene quindi descritta come un equilibrio tra quadro normativo e capacità di trasformare decisioni in esiti operativi.

regole semplici e tecnici: la lezione dei grandi sviluppi

La lezione dei Paesi che hanno realizzato grandi sviluppi viene indicata come piuttosto chiara: servono regole semplici da capire, funzionanti e stabili nel tempo. A ciò si aggiunge un nodo ritenuto particolarmente evidente anche in Italia: la mancanza di tecnici.

Webuild, secondo quanto riportato da Salini, ha creato academy interne per formare le competenze necessarie. Resta però centrale il ruolo della formazione pubblica, considerata più efficace e più ampia. Per attirare capitali stranieri, conclude il quadro, occorre fornire non solo un regolatorio chiaro, ma anche un sistema capace di realizzare rapidamente ciò che gli investitori vengono a cercare.

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