Elettricità fino a 20 volte più del gas: dello studio e cosa significa per i consumatori

• Pubblicato il • 7 min
Elettricità fino a 20 volte più del gas:  dello studio e cosa significa per i consumatori

L’elettrificazione dei consumi viene spesso indicata come una strada più efficiente e conveniente, ma i conti in bolletta raccontano un’altra storia. Uno studio presentato da Ecco, think tank italiano per il clima, evidenzia un sistema fiscale e regolatorio che penalizza l’elettricità rispetto a gas, diesel e benzina, con effetti rilevanti per famiglie, imprese e trasporti. Il risultato è un paradosso economico: la tecnologia elettrica consuma meno energia a parità di servizio, mentre tasse e oneri gravano in modo sproporzionato sui consumi elettrici.

elettricità più penalizzata: tasse e oneri fino a quattro volte sul domestico

Secondo i dati illustrati, le famiglie italiane sostengono sull’elettricità tasse e oneri fino a quattro volte superiori rispetto a quelli applicati al gas. Nei settori industriali, del commercio e dei servizi il divario arriva fino a circa venti volte. Anche nei trasporti, le diverse modalità di ricarica elettrica comportano oneri che possono superare oltre il doppio di quelli che gravano su diesel e benzina.

Il quadro complessivo porta a una conclusione netta: l’elettricità risulta il vettore energetico più penalizzato. Nonostante ciò, l’elettrificazione resta indicata come scelta economicamente più conveniente grazie alla maggiore efficienza delle tecnologie elettriche, capaci di consumare tre-quattro volte meno energia rispetto alla combustione, a parità di servizio reso.

tasse e oneri di sistema: la causa principale del divario tra elettricità e fossili

Lo studio individua negli oneri generali di sistema la principale origine dello squilibrio. Questi costi, nati per finanziare politiche settoriali e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, oggi continuano a gravare quasi esclusivamente sui consumi elettrici. Per gas naturale, diesel e benzina non viene applicato un livello di sostegno comparabile.

costi medi: 31 centesimi al kwh sull’elettricità contro 10 centesimi sul gas

Nel 2024, il costo medio dell’elettricità per i consumatori italiani è stato circa 31 centesimi per kilowattora. Di tale importo, il 49% deriva dal costo della materia prima, il 16% dai servizi di rete e il restante 35% da componenti fiscali, oneri e costi legati al sistema Ets.

Per il gas, invece, il costo medio è stato di circa 10 centesimi per kilowattora, con 50% per la materia prima, 22% per i servizi di rete e 28% per fiscalità e oneri. Lo squilibrio emerge anche in termini sintetici: una media di 12 centesimi per kwh per l’elettrico contro 3 c€/kwh per il gas.

voci che compongono il peso: accise, iva, oneri e ruolo del sistema ets

Il differenziale non viene attribuito al costo dell’energia in sé, ma a scelte politiche e regolatorie. Tra le voci considerate figurano accise, iva, diversi oneri di sistema con finalità ambientali, energetiche, sociali, di ricerca e di competitività, i criteri di ripartizione tra consumatori e i costi collegati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione, indicato come Ets.

Lo studio concentra l’analisi su settore domestico, trasporto privato e industria, commercio e servizi, includendo un’attenzione specifica alle piccole e medie imprese, ritenuti ambiti tra i più facilmente elettrificabili.

paradossi settore per settore: risparmio di efficienza assorbito da tasse e oneri

Analizzando l’impatto su contesti diversi, Ecco rileva una serie di incoerenze. Nel domestico, per ogni kwh consumato, il consumatore paga 8,73 centesimi di tasse e oneri per l’elettricità contro 2,31 centesimi per il gas.

domestico: elettrificare riduce i consumi ma non taglia allo stesso ritmo gli oneri

La sproporzione colpisce in particolare chi adotta pompe di calore e cottura a induzione. Nello scenario di un costo annuale per riscaldare una casa di 100 metri quadrati in classe G a Milano, passando dal gas all’elettrico il consumo energetico annuo in kwh scende del 72% (da 13.737 kwh/anno a 3.886 kwh/anno), mentre il risparmio su tasse e oneri risulta molto più contenuto: si risparmia appena 67 euro.

Il totale per tasse e oneri passa infatti da 416 euro con l’elettrico a 483 euro con il gas. La disparità di trattamento fiscale e di onori, secondo lo studio, assorbe quasi 300 euro del beneficio dovuto alla maggiore efficienza. Nel complesso, l’esito viene descritto come un’opportunità mancata per le famiglie.

pmI, commercio e servizi: tasse e oneri fino a venti volte rispetto al gas

Per piccole e medie imprese e commercianti, la bolletta elettrica presenta oneri anche fino a venti volte maggiori rispetto a quelli applicati al gas. Per ogni kwh, l’azienda paga 11 centesimi di tasse e oneri per l’elettricità, contro 0,57 centesimi per il gas.

Nel caso di un esempio riferito a processi a calore industriale per una pmi del settore alimentare, passando all’elettrico tasse e oneri quasi triplicano: da quasi 16mila euro a 43.600 euro. Secondo i dati, questa dinamica erode gran parte del risparmio dovuto all’efficienza: l’impresa che elettrifica consuma il 74% in meno, ma in bolletta risparmia solo il 9%.

trasporti privati: oneri più alti, efficienza assorbita dalla disparità di trattamento

Lo studio evidenzia anche differenze nel settore trasporti. Un’auto elettrica sostiene tasse e oneri due volte e mezzo maggiori rispetto a un’auto a benzina. Per ogni kwh consumato, l’elettricità da ricarica pubblica pesa con quasi 22 centesimi di tasse e oneri, contro 8,94 centesimi della benzina.

Nonostante l’efficienza superiore dell’elettrico, indicata come quattro volte rispetto alla controparte termica, la disparità in bolletta assorbe una quota significativa del vantaggio. Per percorrere 15mila chilometri, un’auto elettrica consuma 2.400 kwh contro i 9.271 kwh della benzina, ma l’impatto di tasse e oneri assorbe quasi 500 euro del beneficio economico legato all’efficienza.

Nel dettaglio, il costo medio complessivo risulta circa 1.800 euro con la benzina e 1.753 euro con l’elettrico. A parità di trattamento, lo studio indica un risparmio potenziale di 745 euro.

nuovo equilibrio fiscale: riforma di tasse e oneri per mobilitare investimenti

Lo studio richiama la necessità di una riforma di tasse e oneri sull’energia, finalizzata ad aggiornare la fiscalità in modo coerente con obiettivi energetici, di sicurezza e di competitività. Viene indicato come presupposto l’arrivo a un livello di costo di tasse e oneri almeno pari per contenuto energetico tra elettricità, gas, diesel e benzina.

L’obiettivo dichiarato è mobilitare investimenti privati in elettrificazione e finanziare politiche che oggi risultano sostenute da oneri di sistema, dal meccanismo Ets e da una spesa pubblica non coordinata con la politica energetica.

ridurre la volatilità dei fossili: importazioni e rischio economico

Nel mantenere lo squilibrio attuale, lo studio osserva un’esposizione maggiore dell’economia italiana alla volatilità legata alle fonti fossili. I dati citano che il 95% del gas e l’89% del petrolio consumati sono importati.

Matteo Leonardi e la critica alle distorsioni: incoerenza tra costi e vantaggi

Matteo Leonardi, co-fondatore e direttore esecutivo di Ecco, sostiene che non sia corretto ritenere che il livello di debito pubblico impedisca di correggere le distorsioni in corso. Il punto centrale viene collegato alla necessità di costruire una relazione chiara tra i costi per i consumatori e il finanziamento delle politiche per la transizione. L’analisi afferma che non è ragionevole immaginare un aggiustamento automatico basato sulla sola riduzione degli oneri connessi allo sviluppo delle rinnovabili.

Il nodo, secondo la posizione riportata, riguarda l’incoerenza degli oneri applicati ai vettori energetici rispetto ai vantaggi che il consumatore ottiene grazie all’efficienza.

principi emersi e protagonisti citati

Nel quadro sintetizzato, la questione principale riguarda l’allineamento tra fiscalità e obiettivi di transizione, con l’obiettivo di limitare la penalizzazione dell’elettricità. La proposta si concentra sulla riforma dei costi dovuti a tasse e oneri per contenuto energetico, così da rendere l’elettrificazione più attrattiva.

personaggi, ospiti o membri citati:

  • Matteo Leonardi
Elettricità tassata anche quattro volte più del gas per le famiglie (e per le aziende si arriva a venti). Il paradosso che blocca la transizione
Elettricità fino a 20 volte più del gas:  dello studio e cosa significa per i consumatori
Categorie: Economia

Per te