Devianza giovanile fara eurispes: perché è un fenomeno complesso e delicato della società

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Devianza giovanile fara eurispes: perché è un fenomeno complesso e delicato della società

La devianza giovanile rappresenta un tema complesso e altamente sensibile, capace di incidere sul clima sociale e sulla percezione della sicurezza nei luoghi di vita. Secondo la visione espressa dal presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, l’intero fenomeno richiede un’analisi capace di integrare più prospettive: attività di contrasto, lettura delle dinamiche e delle tendenze, attenzione alle origini e alle motivazioni. Il quadro non riguarda un’unica categoria di giovani, poiché il mondo giovanile non si presenta come un insieme omogeneo; ciò rende necessario evitare semplificazioni e letture riduttive anche quando emergono episodi legati a devianza e criminalità.

Il disagio può assumere forme differenti: in alcuni casi il futuro viene compromesso da percorsi imposti o deviati, come l’arruolamento da parte della criminalità organizzata o l’esclusione da un regolare cammino scolastico e dal sostegno familiare. In altri contesti, anche dove la situazione appare meno problematica, possono comparire condotte antisociali o criminali, descritte come una devianza “borghese” o “normalizzata”, espressa tramite vandalismo, bullismo e comportamenti autodistruttivi. Per una parte dei ragazzi, la devianza rappresenta il modo con cui emerge il confronto con una società in cui non ci si sente davvero parte né protagonisti.

L’attività di ricerca e analisi conferma l’esistenza di un malessere giovanile diffuso. In alcuni casi si manifesta con una silenziosa esclusione sociale, in altri con comportamenti antisociali e, talvolta, con condotte criminosi.

devianza giovanile e social network: amplificazione e normalizzazione

Nel ragionamento presentato dal presidente dell’Eurispes, un ruolo determinante è riconosciuto anche agli strumenti digitali. I social network vengono descritti come ambienti capaci di amplificare i comportamenti devianti, trasformandoli in modelli appetibili. Questo meccanismo include la diffusione dell’esempio, la disumanizzazione delle vittime e la desensibilizzazione degli autori, contribuendo a rendere normali condotte violente e abusanti.

Un ulteriore elemento del fenomeno riguarda la dimensione “sommersa”: una parte delle manifestazioni rimane nascosta, frenata dalle resistenze delle famiglie e dalla chiusura dei ragazzi stessi. Anche questo aspetto viene considerato una sfida da affrontare con attenzione.

violenza giovanile e sicurezza: percezioni dei cittadini e dati a confronto

L’indagine campionaria realizzata da Eurispes contribuisce a delineare le opinioni prevalenti tra i cittadini italiani, includendo interpretazioni sociali legate alle bande giovanili e rappresentazioni diffuse. L’analisi copre anche i gruppi ritenuti più coinvolti o vulnerabili, la distribuzione territoriale del fenomeno e la valutazione delle strategie ritenute più efficaci per contrastarlo.

Tra gli obiettivi dell’indagine sul territorio c’è anche il confronto tra i dati forniti dalle Forze di Polizia sui giovani denunciati e le opinioni ed esperienze dei cittadini, con l’intento di verificare la corrispondenza tra numeri e percezioni diffuse. Le risposte fornite risultano, nel complesso, allineate con i dati degli ultimi anni e con la relativa evoluzione.

La crescita dei reati compiuti da giovani, soprattutto da minori, in tipologie che generano forte allarme sociale appare coerente con una quota significativa di cittadini che dichiara la località in cui vive come per niente o poco sicura rispetto alla criminalità giovanile. La stessa porzione indica un aumento rispetto al passato di comportamenti devianti o illeciti e dichiara di essere a conoscenza della presenza di bande giovanili nella città o località di riferimento.

Secondo i cittadini, la rappresentazione mediatica del problema sarebbe realistica o, in alcuni casi, meno grave della realtà, portando a escludere un semplice divario tra percezione sociale e realtà. La percezione della sicurezza, in ogni caso, appare distribuita in modo quasi speculare: il 46% valuta positivamente la situazione della città o località in cui vive, mentre il 44,5% esprime un giudizio negativo. Inoltre, secondo il 46,7% dei cittadini, la diffusione di comportamenti devianti o illeciti da parte dei giovani sarebbe aumentata rispetto al passato.

cause della devianza giovanile secondo i cittadini

fattori principali: famiglia, legalità e opportunità

Per i cittadini, il fattore più rilevante nella diffusione della criminalità giovanile è l’inadeguatezza della famiglia, indicata dal 19%. A seguire compaiono la mancanza di una cultura della legalità (18,9%) e la carenza di opportunità lavorative (13%). Seguono il disagio economico (12,2%), l’influenza attribuita al mondo del Web (9,4%), la limitata presenza delle Istituzioni statali nei territori (6,6%) e il potere delle organizzazioni criminali (6,4%). Con quote più basse emergono anche la mancata integrazione sociale (5,3%) e l’inadeguatezza del sistema scolastico (3,6%).

condizioni che favoriscono comportamenti violenti

I fattori ritenuti più incisivi nel favorire comportamenti violenti includono l’assenza o la distrazione della famiglia, giudicate influenti nell’85,5% dei casi. Seguono il contesto sociale degradato (77,4%), un’educazione troppo permissiva (75,3%), la mancanza di autorevolezza delle Istituzioni (73,1%), l’esclusione sociale (70,9%) e il fallimento educativo della scuola (69,2%).

Il desiderio di ribellione giovanile risulta indicato come elemento con quota più contenuta di attribuzioni di responsabilità, pari al 60,1%.

modelli e influenza: cattivi esempi e contenuti digitali

Rispetto ai fattori che contribuiscono alla devianza, intesa come insorgenza di comportamenti illeciti o violenti, emergono variazioni tra le diverse forme di influenza. Il cattivo esempio di amici o conoscenti raccoglie la quota più alta di giudizi di incidenza medio-alta, pari all’85,5%. Seguono il cattivo esempio di genitori, fratelli o altri familiari (79,5%) e modelli negativi trasmessi da influencer o celebrità (65,5%). Rientrano poi i contenuti veicolati da serie, film o videogiochi (63,2%). In misura minore è considerata rilevante anche la musica (53,8%).

microcriminalità, criminalità organizzata e bande giovanili: livelli di minaccia percepiti

Sul piano della sicurezza, il 36,9% dei cittadini dichiara di sentirsi minacciato dalla microcriminalità. La criminalità organizzata, inclusa la mafia, è indicata come seconda fonte di minaccia più rilevante nel 26,1% dei casi, mentre le gang giovanili sono menzionate dal 17,4%.

presenza di bande giovanili: consapevolezza diretta e indiretta

I dati raccolti descrivono il grado di consapevolezza dichiarata rispetto alla presenza di bande giovanili nei contesti locali. Il 52% dei cittadini afferma di non avere alcuna informazione in merito. Il 33,5% riferisce di aver appreso l’esistenza delle bande in modo indiretto, tramite racconti di parenti, amici o conoscenti. Il restante 14,5% dichiara invece di conoscere il fenomeno per esperienza diretta, avendolo vissuto personalmente o tramite un contatto concreto.

bande giovanili nelle diverse aree geografiche

Analizzando le risposte per area geografica, il Nord-Ovest registra una quota del 33,6% per la conoscenza tramite conoscenti e un 14,2% per l’esperienza personale. Nel Nord-Est la quota sale al 36,9% per la conoscenza indiretta e scende al 14% per l’esperienza diretta. Anche nel Centro e nel Sud si osservano valori distinti: nel Centro la conoscenza indiretta è indicata dal 34,9%, mentre l’esperienza diretta dal 17,9%; nel Sud la conoscenza indiretta risulta al 29,9% e quella diretta al 13,1%. Nelle Isole il 32% degli abitanti riferisce racconti di terzi e il 12,8% segnala un’esperienza personale.

condotte associate alle bande giovanili: insulti, vandalismo e reati minori

Tra le condotte più frequentemente associate alle bande giovanili figurano gli episodi di insulti e derisione, indicati dal 68,5%, e gli atti di vandalismo con il 67,3%. Seguono le minacce (60,8%) e le aggressioni fisiche (46,8%).

Percentuali rilevanti riguardano anche reati minori: il 43,4% dei cittadini segnala scippi e borseggi e il 42,6% cita furti di automobili o motorini. Meno frequente ma comunque presente è l’associazione con episodi di molestie o violenza sessuale, indicati seppur con incidenza inferiore rispetto ad altre condotte.

presidente eurispes e cornice interpretativa del fenomeno

Il quadro complessivo sulla devianza giovanile e sulle sue forme di manifestazione è inquadrato da Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, con un’impostazione che collega cause, dinamiche sociali e impatto dei canali di comunicazione contemporanei.

Personaggi menzionati: Gian Maria Fara

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