Depressione e perdita di 14 kg: la confessione di gianmarco pozzoli dopo tre mesi difficili

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Depressione e perdita di 14 kg: la confessione di gianmarco pozzoli dopo tre mesi difficili
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Un crollo personale raccontato senza filtri, con l’intento di trasformare il disagio in un messaggio di prevenzione. Gianmarco Pozzoli, comico milanese noto per The Pozzolis Family, ha condiviso sui propri canali un video diventato rapidamente virale, trasformando la propria esperienza in un richiamo urgente alla salute mentale e all’importanza di agire subito senza rimandare l’intervento di uno specialista.

gianmarco pozzoli e la confessione sulla salute mentale

Punto centrale del racconto è la decisione di ammettere pubblicamente il proprio malessere, entrando nel dibattito senza l’armatura ironica che ha sempre caratterizzato il suo modo di comunicare. Pozzoli, 54 anni, ripercorre la fase più buia della propria vita dopo la fine del matrimonio, legata alla separazione dall’ex moglie alice mangione, annunciata a luglio 2025.

Il video si presenta come una confessione intima ma anche come un appello rivolto alle persone che seguono il suo profilo: la discesa nell’oscurità non viene descritta come un semplice periodo difficile, bensì come un momento in cui la gioia ha smesso di essere accessibile e in cui la leggerezza è risultata irraggiungibile.

crollo emotivo e perdita: i mesi dopo la separazione

Nel racconto emergono conseguenze concrete e immediate. Pozzoli descrive meno di un anno in cui ha perso tutto, indicando tra i punti principali il lavoro e il matrimonio. L’esperienza legata al progetto la pozzolis family viene richiamata come un ricordo, non più come un’attività attiva.

Riferendosi al periodo trascorso a roma, Pozzoli racconta una condizione di totale distacco: “una discesa in un abisso emotivo”, aggravata da un clima storico descritto come angosciante e incerto. La narrazione include dati fisici e sintomi psicologici: 14 kg persi, una sparizione dal web e un indebolimento evidente anche nel rapporto con i figli, di cui si sente la mancanza di energia e presenza.

Al centro della fase più critica c’è una grave depressione, definita come un processo che “mangiava da dentro” e che sarebbe durata tre mesi. Pozzoli spiega di essersi aggirato come uno “zombie” nella città amata, senza riuscire a guardarla davvero, percependo se stesso come “una foglia morta” in movimento tra le strade. Il palco, secondo la sua testimonianza, restituiva solo per poche ore una vitalità apparente, mentre al di fuori di quel contesto restava un vuoto profondo.

il ricovero al san raffaele turro e la svolta

La risalita viene collegata al supporto di una rete di persone presenti in modo attivo e continuativo. Pozzoli indica come determinanti l’insistenza di alcuni conoscenti che lo avrebbero sostenuto e accompagnato fisicamente, citando sarà novarese di nido di ragno e marco rampoldi.

Grazie a questo sostegno, Pozzoli afferma di essersi fatto ricoverare presso il san raffaele turro, a Milano, una struttura a lui descritta come un luogo dedicato alla cura della salute mentale. La degenza viene presentata come un confronto diretto con il dolore altrui: Pozzoli racconta di aver visto persone che, da più tempo e in modo ancora più serio, non riuscivano più a sorridere e a godere della luce del sole, arrivando a perdere la capacità di riconoscere il valore della vita.

La testimonianza include anche un’immagine concreta dell’esperienza in reparto: i letti come “grotte” in cui rifugiarsi. In questo contesto, alcuni pazienti si sarebbero ripresi, mentre altri continuavano la propria battaglia contro la depressione.

l’appello di pozzioli: agire subito contro la depressione

Il messaggio principale del video ruota attorno a un errore che Pozzoli dichiara di aver commesso: durante i tre mesi di sofferenza avrebbe ritardato il contatto con uno specialista. La sua richiesta è netta e immediata: non fare il suo errore e agire subito, avviando rapidamente una terapia.

Nel racconto della ripresa compaiono due elementi: farmaci corretti e intervento specialistico, che lo avrebbero rimesso in sesto. La risalita, descritta come progressiva, porta verso uno stato in cui Pozzoli si definisce più forte, più ottimista e più presente con i figli, oltre a essere più aperto con le persone.

Il monito finale è orientato a evitare la sottovalutazione del malessere mentale: Pozzoli avverte che l’idea di aspettare o rimandare può radicarsi nella mente, distruggendo lentamente l’autostima. Da qui l’invito a intervenire il prima possibile, a farsi aiutare e a farlo per se stessi, per i figli e per chi è vicino.

messaggio di prevenzione e richiesta di intervento tempestivo

Nel video viene ribadita con forza l’urgenza: non perdere tempo perché la felicità merita di essere raggiunta appena possibile, senza trasformare un disagio in una condizione che si consolida giorno dopo giorno.

persone citate nel racconto

  • alice mangione
  • sarà novarese (nido di ragno)
  • marco rampoldi
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