Cuba approva 176 riforme e chiede di allentare l embargo mentre l ue vota nuove sanzioni
Nel pieno di una crisi umanitaria e energetica, con proteste nelle notti rese difficili dall’assenza di elettricità e dal caldo, Cuba continua il percorso di riforme economiche e sociali. Le trasformazioni avviate negli anni recenti sono state molte, ma le misure più recenti si distinguono per l’attenzione a due direttrici: apertura agli investimenti stranieri in settori ritenuti strategici e liberalizzazioni in ambiti sociali, con un impianto pensato per rafforzare la sostenibilità del modello in un contesto segnato dall’embargo.
riforme cubane: investimenti stranieri e liberalizzazioni sociali
Il pacchetto di interventi prosegue la modernizzazione del sistema economico, concentrandosi sull’ingresso di capitali esteri in comparti chiave quali energia, agricoltura, edilizia, turismo e commercio estero. Parallelamente, le riforme introducono un percorso di profondi cambiamenti anche in ambiti sociali, con misure pensate per ricalibrare strumenti di tutela e gestione di beni essenziali.
abolizione della scala salariale nazionale e revisione dell’accesso ai beni essenziali
Tra le novità più rilevanti rientrano due interventi di impatto immediato. Il primo riguarda l’abolizione della scala salariale nazionale, che storicamente conteneva differenze retributive tra lavoratori. Il secondo prevede il superamento della tessera annonaria, che garantiva a ogni residente l’accesso a un paniere di beni essenziali: la tessera sarà ora destinata alle categorie più vulnerabili, indicate come pensionati e malati cronici.
pacchetto di 176 riforme: iter approvativo e resistenze
In un arco di tre giorni, il pacchetto composto da 176 riforme viene prima approvato dal comitato centrale del partito comunista di cuba e successivamente dall’assemblea nazionale del potere popolare. Il percorso non è stato privo di resistenze, elemento che si riflette anche nella cornice politica con cui viene difesa l’operazione di cambiamento.
díaz-canel e il quadro politico delle riforme: consenso e socialismo
Per sostenere il pacchetto, il presidente di Cuba Díaz-Canel ha collegato le misure alla prosecuzione della costruzione del socialismo. L’argomentazione si inserisce nel contesto delle pressioni esterne dovute all’embargo, definito “più lungo, criminale, perverso e ingiusto della storia”. Le riforme vengono presentate come necessarie per proseguire l’aggiornamento del modello economico, facendo riferimento al dibattito pubblico e alle linee già delineate nel processo di aggiornamento avviato dal congresso del pcc nel 2011.
un dibattito acceso da anni e trasformazioni con andamento discontinuo
Il tema delle riforme è descritto come oggetto di confronto persistente. L’andamento discontinuo delle trasformazioni economiche a partire dagli anni Novanta viene ricondotto sia alle difficoltà e alle opportunità incontrate dal Paese, sia alla necessità di costruire consenso all’interno del partito e della società. Nel racconto delle dinamiche interne, viene anche richiamato che proposte di mercato più radicali, inclusa la graduale eliminazione della tessera annonaria prevista dal PCC nel 2011, avrebbero incontrato forte resistenza durante le consultazioni popolari promosse dallo stesso partito.
marco rubio e la centralità del consenso interno nella transizione
La ricerca del consenso, secondo quanto riportato, emerge anche indirettamente in un’osservazione del segretario di Stato statunitense Marco Rubio. Nel corso dell’audizione della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti il 3 giugno, Rubio risponde a una domanda della deputata repubblicana anticastrista María Elvira Salazar sul futuro di Cuba, affermando che gli Stati Uniti non identificano interlocutori in grado di guidare una transizione economica e politica sull’isola. L’elemento decisivo, secondo quanto dichiarato, è che una parte rilevante di tali capacità dipende dalla costruzione di un consenso interno, indicata come condizione necessaria per realizzare cambiamenti di sistema.
sanzioni, embargo e ricadute sugli investimenti: fattori esterni decisivi
Le nuove aperture verso il mercato, nel quadro delineato, vengono considerate difficili da tradurre in opportunità di investimento se l’embargo statunitense non verrà allentato. L’ipotesi riguarda sia il comportamento degli Stati Uniti, sia l’adozione di misure da parte di paesi terzi, in particolare Europa e Canada, per proteggere le imprese dagli effetti extraterritoriali delle sanzioni americane.
risoluzione del parlamento europeo: nuove sanzioni e sospensione di accordi
In parallelo, il giorno in cui l’Assemblea Nazionale cubana approva il pacchetto di riforme, il parlamento europeo, con una maggioranza formata dal ppe e dalle destre, adotta una risoluzione che chiede nuove sanzioni contro i vertici politici dell’isola e prospetta la sospensione degli accordi di cooperazione.
critiche per l’attribuzione della crisi al governo cubano
La risoluzione viene descritta come problematica per l’attribuzione dell’attuale crisi umanitaria al governo e al sistema cubano, senza considerare l’impatto dell’inasprito embargo statunitense e del recente blocco alle forniture energetiche. La ricostruzione della posizione europea viene presentata come allineata ai messaggi più controversi associati a Rubio, mentre vengono richiamate le condanne dell’embargo da parte dell’ONU e gli appelli dell’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, Volker Türk, che ha chiesto la revoca delle sanzioni per il loro impatto sulla popolazione.
solidarietà e dialogo: iniziative associative e carovana istituzionale
Nel perimetro delle risposte volte a mantenere spazi di dialogo e cooperazione, viene evidenziato il ruolo di associazioni e organizzazioni sindacali. In questo contesto, si parla di adesioni alla Carovana istituzionale di solidarietà con Cuba, programmata a partire il 21 settembre 2026.
figure citate nelle ricostruzioni delle posizioni
- Díaz-Canel
- Marco Rubio
- María Elvira Salazar
- Volker Türk
