Crisi del calcio italiano: la soluzione di zazzaroni e le idee per vincere domani
L’ultimo libro di Ivan Zazzaroni, intitolato “Per vincere domani”, affronta la crisi del calcio italiano con un approccio diretto e orientato alle cause. Il punto di partenza è una sequenza negativa legata alla terza mancata qualificazione consecutiva al mondiale, ma l’analisi supera l’orizzonte degli episodi: la Nazionale viene descritta come non il problema, bensì il sintomo di un sistema più ampio, costruito su scelte e priorità che hanno finito per indebolire le fondamenta.
per vincere domani: il calcio come sistema da ripensare
Il ragionamento sviluppato nel volume parte dal rifiuto delle spiegazioni immediate: attribuire il fallimento a un rigore mancato o a un capriccio della sorte viene considerato un errore. Secondo l’impostazione dell’autore, la squadra rappresenta il punto finale di una filiera che, nel tempo, ha scelto di “curare le foglie” invece di intervenire sulle radici. Il cuore della tesi è che il calcio, nato storicamente come veicolo di mobilità sociale, si sia trasformato in qualcosa di diverso, ridisegnato intorno a criteri economici.
ivan zazzaroni: il problema non è la nazionale, è la filiera
Nel quadro descritto, il fallimento viene letto come conseguenza di un’intera catena decisionale. La riflessione mette in evidenza una contraddizione: mentre l’organizzazione si espande e si moltiplicano figure dirigenziali, si riduce lo spazio dedicato ai talenti. Il risultato è un modello in cui l’accesso alle opportunità sportive viene sempre più filtrato da barriere economiche, rendendo più difficile l’ingresso di chi non dispone di risorse sufficienti.
giocano solo i ricchi: selezione economica e accesso al campo
Al centro della denuncia compare l’affermazione “giocano solo i ricchi”. Non viene presentata come una provocazione, ma come una constatazione di un paradosso: se un sistema aumenta il numero di dirigenti e riduce i talenti disponibili, l’accesso al campo finisce per dipendere da condizioni economiche. In questa cornice, l’autore descrive una trasformazione radicale dell’ambiente calcistico: le opportunità non si aprono più per merito o per meraviglia del gioco, ma per capacità di sostenere costi che diventano insormontabili per molte famiglie.
da scuole calcio in franchising alle quote annuali
La critica entra nel dettaglio delle dinamiche alla base della pratica sportiva. Vengono citati i cambiamenti che hanno investito le scuole calcio, indicate come sempre più orientate a logiche di franchising. A queste si aggiungono quote annuali che incidono sui bilanci familiari in modo simile a un peso fisso ricorrente, impedendo a molti ragazzi di proseguire o di avvicinarsi al calcio. Il risultato, secondo la ricostruzione proposta, è la progressiva perdita di quei percorsi che un tempo coinvolgevano oratori e periferie.
modelli europei e bisogno di tempo per il talento
Un’altra sezione del ragionamento passa dal confronto con esperienze europee. L’autore richiama, tra gli esempi, la coerenza tecnica della cantera spagnola e la programmazione metodica della Germania. Nel confronto emerge l’idea che la costruzione del talento richieda continuità, metodo e una gestione capace di proteggere i giovani, evitando di “bruciare le tappe”. L’attenzione viene posta su come l’interesse verso i giovani venga talvolta subordinato a esigenze di tipo economico e amministrativo, trattandoli come strumenti di bilancio.
fame di gioco, spazio libero ed errore
La visione del libro collega lo sviluppo del talento a condizioni concrete: il talento, secondo la riflessione proposta, necessita di tempo e di protezione. Viene indicata come fondamentale anche quella “fame” che nasce nello spazio libero del gioco, un ambiente in cui il bambino può misurarsi, provare e imparare. Il diritto all’errore e il divertimento non vengono descritti come accessori, ma come elementi necessari per far crescere davvero le competenze sportive e la motivazione.
restituire al calcio il ruolo di bene pubblico
“Per vincere domani” non si limita a un’accusa: viene presentato come una riflessione urgente sulla necessità di riportare il calcio alla sua dimensione di bene pubblico. Il percorso auspicato ruota attorno a scelte operative legate alla base: abbattere le barriere che escludono troppi ragazzi e restituire ai bambini la possibilità di vivere il gioco senza blocchi economici. L’obiettivo sintetizzato è chiaro: ripartire oggi con azioni capaci di creare le condizioni per “vincere domani”.
personaggi citati
- Ivan Zazzaroni