Cormorani protetti: dieci paesi ue vogliono eliminarli e perché non possono
La gestione dei cormorani accende il confronto tra Paesi europei e istituzioni comunitarie. Dieci Stati membri dell’Unione europea hanno chiesto l’inserimento del volatile tra le specie cacciabili, sostenendo che l’impatto sugli allevamenti ittici e sulla pesca sarebbe diventato troppo significativo. La richiesta, formalizzata con una lettera inviata alla Commissione, mira a muovere i quadri normativi europei e a riaprire il dibattito su strumenti di controllo sempre più mirati.
richiesta dei paesi ue: cormorano tra le specie cacciabili
La posizione alla base della richiesta è stata resa nota da Politico. In totale, 16 ministri tra le aree Agricoltura e Ambiente hanno firmato una lettera indirizzata alla commissaria all’Ambiente, Jessika Roswall, e al commissario per la Pesca, Costas Kadis. L’obiettivo è inserire il cormorano nell’elenco delle specie cacciabili.
La modifica, secondo i firmatari, richiederebbe un intervento dell’Ue sulla Direttiva Uccelli. La richiesta viene però collegata anche ad altri vincoli: il cormorano è infatti tutelato dalla Convenzione di Berna e dalle legislazioni nazionali dei singoli Paesi.
danni a pesca e acquacoltura: la stima presentata dai firmatari
I dieci Paesi che hanno sostenuto la richiesta indicano che i cormorani sarebbero responsabili di danni a pesca e acquacoltura per circa 350 milioni di euro ogni anno. L’argomento centrale è che l’aumento della presenza della specie avrebbe amplificato l’impatto economico sugli allevamenti di pesci e sulle attività collegate.
evoluzione della specie in europa: dal declino alla crescita
Nel corso del tempo, in Europa, la specie era arrivata a essere quasi estinta a causa dei cacciatori e dell’uso di pesticidi. La traiettoria si è poi modificata nel 1979, quando il cormorano è stato inserito nella Direttiva Uccelli. Da quel momento la popolazione si è riprodotta in modo significativo.
Secondo quanto riportato, oggi il cormorano conta circa 1,5 e 2 milioni di esemplari, descritti come una popolazione in salute.
posizione della commissione ue: priorità ai metodi non letali
La Commissione europea, fino a questo momento, non avrebbe accolto le richieste. In base alle informazioni disponibili, la Svezia aveva già presentato una richiesta simile nel 2024.
La risposta istituzionale sottolinea che le norme esistenti consentirebbero ai Paesi membri di affrontare i danni legati alla presenza dei cormorani. L’indicazione della Commissione è orientata, in prima battuta, verso il ricorso a metodi non letali, da adottare prima di passare a soluzioni alternative.
caso italia e sardegna: controllo con abbattimento in deroga
In Italia, la disciplina regionale prevede la possibilità di intervenire sul controllo della specie tramite abbattimento in deroga. L’attuazione avviene attraverso piani gestionali specifici, che devono essere approvati da Ispra e dalla Regione competente.
In Sardegna, all’inizio dell’anno, è stato dato il via libera in provincia di Oristano. I pescatori potranno usare il fucile a partire da novembre e fino al marzo 2027. La procedura stabilisce che prima sia previsto lo sparo in aria; solo in caso di necessità, dopo questa fase, sarà possibile colpire il cormorano.
Il contesto europeo viene descritto come in evoluzione: viene indicato che da quest’anno sarebbe consentita anche l’uccisione dei lupi. In questo quadro, le attenzioni si sarebbero spostate sui cormorani.
paesi firmatari e referenti istituzionali
- Croazia
- Estonia
- Finlandia
- Lettonia
- Lituania
- Polonia
- Repubblica Ceca
- Romania
- Slovacchia
- Svezia
La lettera è stata indirizzata alla commissaria all’Ambiente Jessika Roswall e al commissario per la Pesca Costas Kadis.
