Chi costruisce il tuo smartphone uno sguardo dietro le quinte
Acquistare uno smartphone sembra spesso un percorso lineare: marca, qualità delle fotocamere, memoria disponibile e, naturalmente, prezzo. Eppure, soprattutto in Cina, il quadro industriale risulta più complesso: dietro molti dispositivi si muovono aziende specializzate che intervengono su progettazione, componenti, test e anche produzione completa, mentre il marchio visibile in negozio ne racconta solo una parte della storia.
smartphone e marchio in confezione: perché la storia non è mai tutta lì
Nel settore tecnologico è comune collegare il prodotto all’etichetta del produttore. Uno smartphone con logo Samsung viene attribuito a Samsung; lo stesso vale per dispositivi di Xiaomi, Motorola, Honor o Oppo. Questa lettura, però, non restituisce sempre la complessità del processo industriale.
Un marchio può progettare internamente ogni dettaglio, dal disegno della scheda elettronica fino alla messa a punto del reparto fotografico. Allo stesso tempo, nulla impedisce di affidare fasi specifiche a fornitori esterni oppure di coinvolgere un partner che sviluppa gran parte del dispositivo, limitandosi poi a gestire aspetti come posizionamento commerciale, software e distribuzione.
In ogni caso, il produttore finale mantiene responsabilità decisive: definisce caratteristiche, fascia di prezzo, materiali, interfaccia, aggiornamenti, servizi e politiche di assistenza. La differenza si colloca soprattutto prima dell’arrivo sugli scaffali, quando il progetto deve essere trasformato in milioni di esemplari identici.
oem e odm: come cambia la produzione di uno smartphone
Per comprendere l’organizzazione del settore occorre distinguere due sigle ricorrenti: OEM e ODM. La loro differenza riguarda quanto lo sviluppo sia affidato al fornitore e quanto resti invece in mano al cliente.
oem: original equipment manufacturer e costruzione secondo specifiche
Con il modello OEM, cioè Original Equipment Manufacturer, l’azienda riceve un progetto sviluppato dal cliente e si concentra soprattutto sulla costruzione in base alle specifiche richieste. In pratica, il marchio definisce forma, componenti e funzionamento del proprio smartphone, poi delega l’assemblaggio a un partner dotato di stabilimenti adeguati. Il prodotto nasce dalle idee e dalle indicazioni del marchio, anche se l’esecuzione avviene altrove.
odm: original design manufacturer e sviluppo più esteso
Nel caso di ODM, cioè Original Design Manufacturer, il fornitore assume un ruolo più ampio. Non si limita all’assemblaggio: dispone di progetti, piattaforme hardware, ingegneri, laboratori e collegamenti diretti con i produttori dei componenti. Il cliente comunica il tipo di telefono desiderato, la fascia di prezzo, alcune funzioni e i mercati di destinazione; successivamente l’ODM sviluppa una soluzione completa oppure ampiamente personalizzabile.
formule intermedie: sviluppo condiviso e difficile classificazione
Tra questi due estremi esistono molte combinazioni: in alcuni progetti il marchio controlla una parte rilevante dello sviluppo; in altri interviene solo su specifici elementi. Per questo risulta complesso attribuire con precisione ogni singolo modello a una sola categoria.
longcheer: un esempio di produttore poco visibile dietro marchi noti
Nel panorama delle aziende che lavorano prevalentemente dietro le quinte compare Longcheer Technology, società cinese fondata nel 2002. Pur non comparendo normalmente sui packaging, le sue attività includono smartphone, tablet, computer portatili, auricolari, smartwatch, occhiali intelligenti e molti altri prodotti elettronici.
Longcheer opera come supporto industriale per gruppi che vendono grandi volumi di dispositivi ogni anno. La sua crescita viene descritta come una fotografia concreta dell’esternalizzazione divenuta centrale nel mercato mobile. Le analisi di settore indicano che nel primo semestre del 2024 l’azienda avrebbe registrato un aumento delle spedizioni, sostenuto dagli ordini provenienti da marchi cinesi e internazionali.
Il settore risulta inoltre concentrato: poche imprese possiedono la capacità tecnica, finanziaria e logistica per sviluppare e produrre decine di milioni di dispositivi in tempi contenuti.
quanto pesa l’odm a livello globale: quasi un telefono su due
Nel 2024, secondo Counterpoint Research, la progettazione e la produzione affidate agli ODM avrebbero interessato il 44% degli smartphone spediti a livello mondiale. In termini pratici, la quota suggerisce che quasi un telefono su due abbia attraversato, almeno in parte, una struttura esterna al marchio prima di arrivare nei negozi.
perché i grandi produttori affidano parte del lavoro a società esterne
Il motivo principale è economico, ma non coincide soltanto con la riduzione della manodopera. Sviluppare uno smartphone richiede competenze distribuite su molti ambiti: elettronica, antenne, gestione energetica, dissipazione del calore, fotografia, certificazioni, software e controllo della qualità. A ciò si aggiungono le relazioni con i produttori di schermi, memorie, batterie, sensori e processori.
Un ODM possiede infrastrutture e processi già organizzati; può riutilizzare porzioni di lavoro su più prodotti. Ad esempio, una piattaforma basata sullo stesso processore può essere adattata a telefoni differenti modificando schermo, quantità di memoria, fotocamere, batteria e design esterno. La distribuzione dei costi su volumi più ampi rende il modello più sostenibile.
Affidarsi a un partner consente anche di immettere prodotti sul mercato più rapidamente, riducendo il rischio legato a un modello che rimanga in catalogo per pochi mesi. Questo beneficio appare particolarmente rilevante nella fascia economica e media, dove i margini sono più contenuti: un piccolo aumento del costo dei componenti può impattare la convenienza complessiva.
Un’ulteriore possibilità riguarda la copertura simultanea di segmenti differenti. Un’azienda può destinare gli ingegneri ai modelli di punta, quelli che definiscono l’immagine del marchio, mentre un ODM realizza prodotti meno costosi indirizzati a mercati specifici.
perché molti telefoni finiscono per assomigliarsi: piattaforme comuni e personalizzazioni mirate
Nei cataloghi dei principali produttori emergono spesso dispositivi con caratteristiche quasi sovrapponibili: diagonale dello schermo simile, processore appartenente alla stessa famiglia, batteria con capacità comparabile e layout delle fotocamere molto vicino. In alcuni casi cambia soltanto la cornice intorno agli obiettivi.
Le somiglianze non dipendono necessariamente da coincidenze: sul mercato esistono componenti realizzati da un numero limitato di fornitori, mentre gli ODM sviluppano piattaforme pensate per essere modificabili senza ripartire ogni volta da un foglio bianco. Se più marchi scelgono la stessa base, il risultato tende a presentare tratti comuni.
La personalizzazione passa attraverso materiali, colori, configurazione delle memorie e software. Anche l’elaborazione delle fotografie può portare a risultati diversi pur impiegando sensori analoghi: un telefono può puntare su colori più saturi, mentre un altro tende verso immagini più naturali.
L’hardware di partenza pesa in modo importante, ma non definisce da solo l’esperienza finale. Il meccanismo è paragonabile a quanto accade in altri settori con prodotti derivati da basi comuni.
Principali soggetti citati:
- Longcheer Technology
- Samsung
- Xiaomi
- Motorola
- Honor
- Oppo


