Chef a 77 anni e 60 ristoranti nel mondo dopo un incendio: la storia che parla di coraggio e colazione salata con uova

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Chef a 77 anni e 60 ristoranti nel mondo dopo un incendio: la storia che parla di coraggio e colazione salata con uova

Per anni, a Milano, sushi è stato quasi sinonimo di Nobu, insieme a pochi altri indirizzi capaci di raccontare l’alta cucina giapponese con un’identità riconoscibile. Al centro di quel legame c’è Nobu Matsuhisa, oggi noto come uno degli chef più influenti al mondo, e il racconto del rapporto con la città e con chi ne ha sostenuto la nascita—tra incontri, scelte concrete e dettagli—restituisce l’immagine di un percorso costruito con metodo e determinazione.

nobu matsuhisa a milano: il punto di partenza dal 2000

Secondo quanto ricordato dallo chef, il ristorante milanese nasce con una data precisa: 2000, quasi 26 anni fa. In quel periodo Giorgio Armani, legato al progetto e presente nella quotidianità del locale, avrebbe assunto un ruolo di riferimento nei momenti di contatto diretto: lo chef descrive come, ogni volta che veniva a Milano, Armani scendesse a salutarlo tra le 5 e le 6. Oggi quel confronto non c’è più e lo chef afferma di sentirne la mancanza.

Il racconto aggiunge un elemento centrale: l’attenzione maniacale al dettaglio attribuita ad Armani. L’insegnamento viene tradotto in una pratica quotidiana: cercare la perfezione e migliorare sempre, anche su aspetti più piccoli. Nel percorso di Nobu compare anche un episodio legato a una sfilata, con la richiesta di vedere l’attività di cucina in un teatro progettato da Tadao Ando, presso l’area dell’ex fabbrica della Nestlé in via Bergognone, indicata oggi come sede aziendale.

la sfilata e il rapporto costruito sui momenti condivisi

Lo chef rievoca un passaggio preciso: durante la sfilata, Nobu avrebbe avuto modo di salutare rapidamente e poi di continuare a lavorare. Non gli venne proposto di fermarsi o di dedicarsi a una sistemazione personale, ma Armani coglie il momento e dopo lo chef racconta di aver guardato la sfilata insieme. Il loro rapporto viene presentato come fatto più di intesa che di grandi parole, citando anche la proposta di vietare il fumo nel locale di Milano, anticipando l’entrata in vigore di una legge di settore di cinque anni.

nobu a milano: dal “locale senza fumo” alla diffusione del sushi in italia

Il legame tra l’ambiente milanese e l’identità del ristorante passa anche attraverso una scelta operativa: il locale senza fumo, indicato come cinque anni prima rispetto all’introduzione della normativa. In parallelo, lo chef sottolinea il ruolo del ristorante nella conoscenza del sushi in Italia, collegando l’esperienza personale al momento in cui il gusto giapponese diventa più familiare per il pubblico.

il crudo, gli stereotipi e l’idea dell’odore

Nel racconto emerge anche una riflessione sul rapporto con alcuni piatti. Lo chef afferma di non apprezzare chi evita certe proposte gastronomiche, ma riconosce che il crudo può risultare particolare. Secondo la sua lettura, chi non è nato in Giappone potrebbe trovarlo meno immediato, spesso a causa dell’associazione mentale con un odore sgradevole di pesce. La precisazione è netta: lo chef sostiene che il crudo, se freschissimo, non ha odore.

vita e carriera di nobu matsuhisa: dagli inizi fino all’espansione globale

Nobu Matsuhisa viene descritto come nato nel 1949 a Saitama, rimasto orfano di padre a soli 8 anni. Oggi guida un’azienda con oltre 60 ristoranti e viene considerato uno degli chef più influenti nel mondo, ma il percorso non è presentato come lineare.

tokyo, argentina e alaska: la prova dell’incendio

Lo chef parla del passaggio dalla formazione e dall’esperienza maturata tra Tokyo, l’Argentina e l’Alaska. In Alaska, la sua attività include l’apertura di un ristorante che però viene distrutto da un incendio. Il momento viene ricordato come terribile: lo chef racconta di essere stato così disperato e depresso da arrivare a considerare il suicidio. La salvezza viene attribuita alla vicinanza della famiglia, descritta come il fattore determinante per superare quel periodo.

il primo nobu a new york e le nuove aperture

Un passaggio storico della carriera viene indicato con chiarezza: il primo Nobu viene aperto nel 1994 a New York, con la collaborazione di Robert De Niro. Il racconto collega quell’inizio al successo e alla prospettiva di ulteriori espansioni, citando la presenza di un Nobu hotel a Madrid nell’anno successivo e la previsione di un’apertura al Cairo.

nobu matsuhisa e lo stile di vita: viaggi, dieta e allenamento

Lo chef parla anche dell’aspetto fisico e di abitudini che emergono dai suoi post social. A 77 anni, dichiara di vivere a Los Angeles e di scappare, quando possibile, nella casa di Hakone, in Giappone. In quel luogo afferma di non voler vedere nessuno, di stare nella natura e di osservare l’oceano.

La routine viene però descritta come segnata dai viaggi: 10 mesi all’anno sono dedicati agli spostamenti per visitare i ristoranti. Per mantenere una buona condizione, lo chef spiega di puntare su una vita sana. Un esempio è la colazione salata: uova bollite per 6 minuti, pomodori, olio d’oliva, cetrioli, ricotta e avocado, con l’idea di basarsi su sapori naturali.

La parte più importante, secondo lo chef, non è solo l’alimentazione: centrale è l’esercizio fisico.

Personaggi e figure citate:

  • Nobu Matsuhisa
  • Giorgio Armani
  • Tadao Ando
  • Robert De Niro
“Quando il mio primo ristorante bruciò pensai al suicidio. Oggi ne ho 60 nel mondo. La mia forma a 77 anni? Colazione salata con uova e avocado. E tanto esercizio”: parla chef Nobu
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