Chat sessista ticinese staff autisti atm screenshot e denuncia: come è nato il caso

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Chat sessista ticinese staff autisti atm screenshot e denuncia: come è nato il caso

Un episodio di forte allarme sul trasporto pubblico milanese ha acceso i riflettori su una chat interna collegata al personale di guida. Secondo quanto emerso, alcuni dipendenti avrebbero scambiato immagini riprese da telecamere di bordo, corredate da commenti sessisti e frasi offensive. La vicenda, iniziata con la segnalazione di una passeggera, ha portato Atm ad avviare indagini interne, a presentare denuncia alla Polizia locale e ad annunciare un esposto al Garante della Privacy.

chat “ticinese staff” e immagini da telecamere di bordo

La chat denominata “Ticinese Staff” risulterebbe esistere ed essere utilizzata da alcuni dipendenti Atm per scambiare contenuti legati alle riprese delle telecamere a bordo dei mezzi. A rendere noto il caso, secondo quanto riportato, sarebbe un flusso di condivisioni avviato da una passeggera, che avrebbe fotografato lo schermo del telefono di un autista fuori servizio.

Nelle immagini indicate, oltre alle foto di donne, sarebbero presenti anche commenti tra colleghi con contenuti di natura sessista. La condivisione sui social avrebbe poi fatto arrivare la questione all’attenzione di Atm, che già nella giornata di sabato avrebbe contattato la passeggera, invitandola a presentare una segnalazione formale.

indagine interna atm e azioni formali contro l’uso improprio

La segnalazione della passeggera ha attivato l’indagine interna all’azienda. Atm ha comunicato di voler dedicare la massima attenzione al caso per fare chiarezza sull’episodio, oltre che sul corretto utilizzo degli strumenti aziendali, con l’obiettivo di tutelare i clienti e i dipendenti che operano regolarmente.

denuncia alla polizia locale e esposto al garante della privacy

Parallelamente all’iter interno, Atm avrebbe deciso di procedere anche per vie legali. La denuncia è stata formalizzata alla Polizia locale per “uso improprio di immagini delle telecamere di bordo” attribuito ad alcuni dipendenti. Inoltre, Atm ha annunciato un esposto al Garante della Privacy.

Le attività ispettive, secondo quanto riportato, proseguiranno in parallelo con lo scopo di chiarire sia l’origine delle immagini scambiate in chat sia quanti iscritti risultino coinvolti e chi siano.

viaggio sul tram 15 e contenuti osservati dalla passeggera

La ricostruzione riferisce che la passeggera avrebbe viaggiato su un tram 15 da piazza Duomo verso Rozzano. Sul mezzo, avrebbe notato accanto a sé un uomo con divisa da autista che, con il cellulare in mano, scambiava messaggi nella chat “Staff Ticinese”.

fitto scambio di immagini e commenti sessisti

Durante il tragitto, la passeggera avrebbe osservato un fitto scambio di immagini raffiguranti donne. Secondo quanto riportato, si tratterebbe di fotogrammi riconducibili alle riprese dei sistemi di videosorveglianza interni ai mezzi pubblici. Tali immagini sarebbero state accompagnate da commenti sessisti e frasi oscene.

Quando la situazione è apparsa chiara, la ragazza avrebbe iniziato a riprendere lo schermo con il proprio telefono, scattando foto. Solo una parte minima del materiale sarebbe stata pubblicata sui social; la quota restante confluirà nell’esposto annunciato.

esposto in procura e ipotesi di reati collegati alle immagini

La passeggera, oltre ad aver avviato la segnalazione, presenterà un esposto sull’accaduto anche in relazione ai contenuti osservati e raccolti. L’assistenza legale indicata dichiara che la documentazione mostrerebbe immagini tratte da telecamere di sicurezza affiancate a abusi sessuali verbali, elementi che possono configurare diffamazione.

La richiesta di procedere rapidamente sarebbe collegata alla natura grave della condotta descritta, con l’attenzione rivolta al fatto che i sistemi informativi deputati alla sicurezza risulterebbero stati utilizzati per scopi differenti: scambio di contenuti e commenti offensivi.

numero di utenti e contenuti con nomi e cognomi in chat

Le fotografie scattate riportate includerebbero anche dati identificativi, come nomi e cognomi, salvati in rubrica dall’autista. La legale coinvolta avrebbe anticipato che gli utenti presenti e attivi al momento risulterebbero più di dieci. Sarebbero tutti uomini e non solo autisti, con l’ipotesi che altre persone possano essere incluse nella chat.

La premessa centrale resta la necessità che la magistratura agisca con tempistiche rapide, date le dimensioni della presunta condotta e il legame con le immagini captate dai sistemi di sicurezza e commentate con contenuti a sfondo sessuale.

ruolo di Carlotta vagnoli e riflessi sulla pubblicità del caso

La diffusione pubblica della vicenda sarebbe collegata a un intervento di Carlotta Vagnoli, scrittrice, che ha descritto l’esistenza di una chat in cui corpi di donne ignare di essere riprese venivano scambiati e commentati con violenza e sessismo tra colleghi. Il caso sarebbe stato ricondotto al trasporto pubblico milanese, con riferimento al fatto che ad acquisire e passare i fotogrammi sarebbero autisti.

azionI annunciate e persone coinvolte nell’iter

Le iniziative indicate includono la comunicazione dell’azienda, l’avvio dell’indagine interna, la denuncia alla Polizia locale e l’annuncio dell’esposto al Garante della Privacy. Sul versante esterno, si aggiunge la presentazione dell’esposto da parte della passeggera assistita, con l’obiettivo di far arrivare il materiale raccolto agli uffici competenti.

persone citate

  • Carlotta Vagnoli
  • Cathy La Torre
Categorie: CronacaTecnologia

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