Caso Regeni: 20 fratture e corpo spezzato tortura

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Caso Regeni: 20 fratture e corpo spezzato  tortura

All’aula bunker di Rebibbia a Roma la requisitoria del pm Sergio Colaiocco ha messo al centro nuove ricostruzioni medico-legali su Giulio Regeni, portando per la prima volta le fotografie della Tac eseguita dai medici legali italiani. Le immagini sono state presentate in accordo con famiglia Regeni e parti civili, con l’obiettivo di evidenziare segni e tracce delle torture attribuite agli aguzzini del regime egiziano guidato da Al-Sisi.

tac e torture: le evidenze presentate da colaiocco

Nel corso dell’intervento, la procura ha descritto un quadro di sofferenza prolungata, richiamando la corrispondenza tra i riscontri clinici e le modalità di sevizia. Colaiocco ha definito il corpo di Regeni “devastato dalla tortura” e ha insistito sul fatto che la documentazione mostrerebbe una sequenza di fasi di accanimento, non riconducibili a un unico episodio.

Il pm ha affermato che Regeni avrebbe sopportato tutto “lucidamente”, sottolineando l’assenza di sedazione e di narcotici, senza alcun sollievo. A seguire, è stata posta l’attenzione su come ogni distretto corporeo testimonierebbe una diversa fase della violenza.

fratture secondo la tac italiana: da una a venti

Un punto centrale della ricostruzione riguarda il confronto tra quanto individuato dai medici legali egiziani e quanto emerso dalla Tac eseguita in Italia. Secondo quanto riferito in aula, i medici legali egiziani avrebbero individuato una sola frattura al braccio destro. La Tac italiana, invece, avrebbe rivelato venti fratture, con specifiche ulteriori: cinque ai denti e quindici alle strutture ossee.

La ricostruzione proseguita dal pm ha inoltre riguardato la causa terminale della morte. L’autopsia italiana, come richiamato, non attribuirebbe il decesso alla semplice sommatoria delle lesioni, pur gravissime. La morte sarebbe riconducibile a un atto finale volontario.

modalità della tortura: lesioni in tempi diversi nei sette giorni

Secondo il racconto della procura, le lesioni non sarebbero state inferte nello stesso momento: sarebbero state prodotte in tempi diversi durante i sette giorni di sequestro, dal 25 gennaio al 1° febbraio. Ne deriverebbe, secondo l’impostazione accusatoria, che Regeni sia stato oggetto di violenze ripetute, attraverso un ciclo composto da interrogatori, picchiamenti, lasciato sopravvivere e successivi nuovi atti di tortura.

Il pm ha aggiunto ulteriori dettagli anatomici: entrambe le scapole fratturate avrebbero reso impossibile la camminata e avrebbero impedito a Regeni di difendersi. Il corpo, “spezzato dal dolore”, sarebbe stato oggetto di accanimento, come descritto in aula.

processo e responsabilità: scelta di proteggere gli aguzzini secondo l’accusa

Nel quadro della requisitoria, Colaiocco ha legato le evidenze mediche a una contestazione più ampia sul comportamento delle autorità egiziane. Il magistrato ha sostenuto che il regime egiziano non avrebbe voluto indagare sul complesso delle sofferenze e delle condizioni descritte dai riscontri. Secondo quanto affermato, la strategia delle autorità egiziane sarebbe stata orientata a proteggere gli imputati, evitando di chiamare a rispondere gli stessi ufficiali rispetto alle nefandezze compiute.

La procura ha quindi prospettato, nel racconto presentato in aula, una copertura “consapevole” degli aguzzini, con l’indicazione che il regime avrebbe scelto di non far rispondere i propri ufficiali.

imputati nel processo per sequestro, torture e omicidio di giulio regeni

Il procedimento riguarda gli accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati indicati sono quattro 007 egiziani, coinvolti con contestazioni collegate a responsabilità per il sequestro di persona in forma pluriaggravata.

Secondo quanto riportato, a tutti gli imputati è contestato il reato di sequestro di persona pluriaggravato. Per il solo Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sarebbero contestati anche ulteriori reati: concorso in lesioni personali aggravate e concorso in omicidio aggravato.

elenco imputati indicati in aula

  • Usham Helmi
  • generale Sabir Tariq
  • colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim
  • Magdi Ibrahim Abdelal Sharif
Categorie: PoliticaCronaca

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