Case di comunità a rischio: stop alla riforma dei medici di base e cosa cambia

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Case di comunità a rischio: stop alla riforma dei medici di base e cosa cambia

La riforma della medicina generale prevista per il rafforzamento dell’assistenza territoriale ha subito un arresto definitivo. La misura voluta dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che puntava a inserire in emergenza i medici di base nelle Case di comunità con il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, non è riuscita a superare l’opposizione trasversale e i contrasti interni alla maggioranza. A poco più di venti giorni dalla scadenza legata al Pnrr, resta aperta una domanda cruciale: chi andrà a lavorare nelle nuove strutture territoriali, per evitare edifici destinati a restare inutilizzati o non pienamente operativi.

riforma medicina generale bloccata: decreto case di comunità in sospeso

La decisione di bloccare tutto porta con sé la conseguenza immediata che il decreto collegato all’inserimento emergenziale dei medici di base nelle Case di comunità viene lasciato in un “cassetto”. La misura, inoltre, prevedeva anche un passaggio alla dipendenza per una parte dei professionisti. Con lo stop, il progetto non procede come delineato, mentre l’urgenza temporale legata al Pnrr impone di definire rapidamente le modalità di operatività delle strutture previste.

Il punto critico, evidenziato nei ragionamenti che circolano, riguarda la necessità di evitare che le nuove strutture risultino vuote e incapaci di erogare servizi ai cittadini. In parallelo, l’orizzonte temporale si stringe: giugno è prossimo alla conclusione e l’implementazione rischia di non raggiungere gli obiettivi fissati.

pressioni da sindacati e partiti: stop con effetti sulla maggioranza

La frattura politica e sindacale emerge come uno dei fattori determinanti. Le rimostranze dei sindacati dei medici di famiglia, non coinvolti nel processo decisionale secondo quanto riportato, hanno trovato attenzione all’interno delle dinamiche della maggioranza. In particolare, prima sono stati segnalati dubbi da Forza Italia e poi un pressing della Lega, fino alla necessità per la premier Giorgia Meloni di prendere atto dei contrasti e congelare la misura.

Un ulteriore elemento è legato alla perdita di pieno allineamento dell’azione del ministro con tutte le componenti dell’esecutivo. Il contesto descritto indica che Schillaci non gode più del supporto incondizionato da tutte le anime della maggioranza, fatto che si è riflesso anche in altre vicende interne all’azione di governo.

fimmg: procedura sbagliata e centralità della contrattazione

Per la Fimmg, il mancato avanzamento non viene interpretato come un cedimento legato alla difesa corporativa, ma come conseguenza di un iter giudicato non corretto. La posizione riportata indica che una misura come quella discussa dovrebbe essere affrontata attraverso la contrattazione collettiva, e non tramite un provvedimento legislativo.

La Fimmg evidenzia quindi un criterio procedurale: la discussione deve avvenire nell’ambito delle trattative connesse agli strumenti di contrattazione, così da definire regole e modalità operative in modo coerente con gli accordi previsti.

case di comunità e personale: due strade per tornare al confronto

Secondo quanto emerge, le possibilità per riavviare la discussione sulla presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità sarebbero due. La prima soluzione, considerata più gradita dalle Regioni, prevede una norma da inserire tramite emendamento all’interno di un provvedimento già in esame presso il Parlamento.

La seconda opzione, preferita dai sindacati, consiste nell’affidare la definizione all’Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione, passaggio preliminare che precede l’avvio formale delle trattative per il nuovo Accordo collettivo nazionale 2025-2027. In tale contesto potrebbe essere inserito l’obbligo per i medici di base di garantire sei ore a settimana nelle Case di comunità.

tempi di contrattazione e rischio di ritardi operativi

Questa seconda strada, secondo le preoccupazioni riportate, genera tensioni nei territori. I tempi della contrattazione potrebbero non essere compatibili con la necessità di rendere operative al più presto le strutture previste, con scadenza fissata a fine giugno nell’ambito delle scadenze collegate al Pnrr. Il rischio indicato è quello di lasciare le Case di comunità in una condizione non pienamente funzionale rispetto agli obiettivi di servizio.

rapporto di dipendenza: messo da parte

Nelle dinamiche descritte, l’altro pilastro della riforma Schillaci, ossia l’introduzione del rapporto di dipendenza per i medici di famiglia, risulta essere stato messo da parte. In parallelo, viene riportata la soddisfazione della Fimmg, secondo cui l’attuale assetto funzionerebbe perché basato sul rapporto di fiducia tra medico e paziente.

posizioni politiche e richieste di chiarimento su enpam

Per Schillaci, la continuità del lavoro sulle Case di comunità viene richiamata come necessaria, perché ritenuta utile ai cittadini. Sullo stop, però, il punto di vista politico evidenzia una lettura diversa: lo stop al decreto viene descritto come segnale di frattura interna nella maggioranza e di difficoltà del governo nel gestire un tema considerato delicato.

Tra le richieste riportate, emerge anche la questione legata a Enpam, indicato come soggetto rilevante nel confronto. Viene chiesto di fare chiarezza sul suo ruolo e sui possibili conflitti di interesse. Il passaggio contestato riguarda l’intervento di un ente previdenziale che gestisce miliardi di euro e rappresenta una categoria professionale, in processi che possono incidere sugli equilibri economici e contributivi.

criticità operative nelle case di comunità: dati sulle strutture attive

La preoccupazione centrale, nella fase successiva allo stop, è che le Regioni procedano in modo differente e non coordinato, accentuando le disuguaglianze territoriali. Il quadro numerico riportato indica che le Case di comunità che hanno attivato tutti i servizi obbligatori sarebbero solo il 4% del totale, pari a 66 su 1715.

Le strutture sanitarie pubbliche nate per alleggerire la pressione sugli ospedali risultano prive di personale sanitario sufficiente per erogare i servizi per cui erano state previste. Con il tempo che stringe verso la fine di giugno, l’intervento rischia di restare incompiuto, nonostante l’obiettivo di un rafforzamento della sanità territoriale nel periodo post-pandemia Covid.

principali figure citate nel contesto della riforma

Sono diversi i soggetti menzionati nel racconto del blocco e delle posizioni emerse sul percorso della riforma e sulle Case di comunità:

  • Orazio Schillaci
  • Giorgia Meloni
  • enpam
  • Ilenia Malavasi
  • Mariolina Castellone
Stop alla riforma dei medici di base: a rischio uno degli interventi principali del governo post Covid (e la partenza delle Case di comunità)
Categorie: NewsPoliticaSalute

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