Belluno sei giovani bene denunciati per il pestaggio di un cittadino egiziano con il figlio dell’assessore al sociale
Nella provincia di Belluno un’aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica ha portato a denunce, provvedimenti e indagini approfondite, facendo emergere un quadro in cui immagini e identificazioni hanno avuto un ruolo determinante. A tre mesi di distanza dai fatti, gli accertamenti della Squadra mobile hanno permesso di ricostruire l’episodio che ha coinvolto un cittadino egiziano di 46 anni, colpito con calci e pugni mentre il gruppo riprendeva la scena con telefonini e la condivideva sui social.
aggressione a belluno e ruolo delle immagini sui social
Il fatto risale al 22 marzo, durante la vigilia della “Sagra dei fisciot”, festa legata alla Madonna addolorata e ai richiami dei cacciatori. In una via di Belluno, gli autori avevano incontrato sotto i portici il cittadino egiziano: secondo quanto emerso, dagli sguardi minacciosi si sarebbe passati a spinte, poi l’uomo si sarebbe divincolato e sarebbe stato inseguito.
La fase successiva ha riguardato il pestaggio, descritto come un’aggressione con calci e pugni in faccia, mentre i ragazzi avrebbero riso. Determinante, per gli agenti, è stato l’utilizzo di dispositivi mobili: la scena sarebbe stata ripresa e postata, diventando la prova principale per ricostruire quanto accaduto.
identificazione del branco e provvedimenti della procura
Le immagini raccolte dagli investigatori sono state impiegate come strumento di identificazione. Gli accertamenti hanno consentito di risalire ai componenti del branco, portando alla presentazione di denunce alla Procura e alla Procura per i minorenni di Venezia. Oltre alle denunce, è stato indicato l’avvio di una serie di Daspo urbani.
Una volta rintracciati i ragazzi, gli investigatori sarebbero risaliti anche alle loro famiglie, riscontrando un contesto familiare descritto come non riconducibile a un semplice disagio sociale: il gruppo sarebbe composto da soggetti appartenenti a famiglie definite borghesi.
componenti denunciati: maggiorenni e minorenni
Il gruppo indicato risulta formato da quattro maggiorenni e due minorenni. Tra i maggiorenni è citato Luca Dal Pont, 19 anni, indicato come figlio di Marco Dal Pont, assessore comunale a Belluno.
luca dal pont e il legame familiare con marco dal pont
Marco Dal Pont, secondo quanto riportato, opera nella giunta guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin e si occupa di sociale, rapporti con le associazioni, politiche della famiglia e frazioni.
interdizione temporanea e comunicazione del questore
Nel contesto dell’operazione, il questore Roberto Della Rocca ha annunciato l’intenzione di incontrare i genitori dei denunciati. L’obiettivo indicato riguarda la spiegazione, oltre che della gravità dei fatti, anche dei motivi per cui verrà disposta l’interdizione temporanea dell’accesso ad alcune zone di Belluno.
Nel dichiarare la propria valutazione, il questore ha fatto riferimento a un atteggiamento di chiusura e a risposte del tipo “avevo bevuto, non ricordo”. È stato precisato che l’elemento legato all’alcool non dovrebbe essere considerato un alibi o un’attenuante, ma semmai un aggravante.
epilogo dell’aggressione e condizioni della vittima
Una volta avviato il pestaggio, l’intervento di un passante avrebbe messo in fuga il gruppo dopo alcuni minuti. La dinamica descritta evidenzia che, nonostante la fuga, i ragazzi avrebbero continuato a mettersi in luce sui social.
La vittima ha fatto ricorso alle cure ospedaliere, con una prognosi di otto giorni per contusioni ed ematomi.
Le indagini della polizia si sarebbero concentrate anche sulla compagnia indicata come legata alla frazione di Castion, dove il gruppo vive o risiede. Nella denuncia, inoltre, non risulta contestata l’aggravante dell’odio razziale.
comunicato di liga veneta repubblica belluno
Il coordinamento Liga Veneta Repubblica di Belluno ha diffuso un comunicato in cui viene espressa vicinanza all’assessore Marco Dal Pont e alla sua famiglia. Nel testo si sostiene che sarebbe ingiusto e semplicistico attribuire responsabilità automatiche ai genitori, soprattutto quando ricoprono incarichi pubblici.
Nel comunicato viene richiamata l’idea che le famiglie degli amministratori pubblici siano famiglie come tutte le altre e che non dovrebbero essere esposte a una gogna mediatica o a giudizi sommari. Il gruppo politico sottolinea anche la necessità di affrontare l’accaduto con rigore da parte delle istituzioni e con senso di responsabilità da parte delle famiglie coinvolte.
persone citate nell’ambito dell’indagine e delle dichiarazioni
Nel contesto narrato emergono diversi nominativi collegati ai fatti, alle dichiarazioni istituzionali e ai soggetti menzionati nei comunicati.
- Marco Dal Pont
- Luca Dal Pont
- Oscar De Pellegrin
- Roberto Della Rocca
- cittadino egiziano di 46 anni
