Antitrust multa philip morris per pubblicità ingannevole iqos e futuro senza fumo
Un provvedimento dell’Antitrust impone a Philip Morris Italia il pagamento di una sanzione da 7 milioni di euro per pratica commerciale scorretta. Il focus è sulle espressioni utilizzate nella campagna marketing dei prodotti del tabacco senza combustione, in particolare Iqos: i claim “senza fumo” e “prodotti senza fumo”.
antitrust e sanzione da 7 milioni per claim “senza fumo”
La decisione nasce nell’ambito di un’istruttoria avviata su segnalazione del ministero della Salute. L’authority ritiene che le espressioni impiegate nella comunicazione commerciale possano indurre i consumatori, compresi i minori, a interpretare in modo erroneo tali prodotti come privi di effetti nocivi oppure meno nocivi rispetto alle sigarette tradizionali.
Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, la valutazione non si limita all’impatto comunicativo dei claim, ma riguarda anche la coerenza tra le informazioni veicolate e lo stato delle conoscenze disponibili.
motivazioni antitrust: nocività dei prodotti senza combustione non dimostrata
L’Antitrust sottolinea che, sulla base delle evidenze acquisite in sede ispettiva e durante l’istruttoria, la minore nocività o la non nocività dei prodotti senza combustione non risulterebbe dimostrata alla luce delle attuali conoscenze scientifiche-cliniche. Tra i fattori richiamati, viene indicata la presenza di nicotina, elemento considerato rilevante nell’ambito della valutazione complessiva.
obblighi e tempistiche: iniziative per far cessare la pratica
Il provvedimento stabilisce che Philip Morris Italia comunichi all’Autorità, entro sessanta giorni dalla notifica, le iniziative adottate per far cessare la pratica contestata.
risposta di philip morris italia: decisione contestata e studi clinici
La società non condivide l’esito del procedimento. Philip Morris Italia definisce la decisione errata e viziata e dichiara l’intenzione di tutelare la propria posizione nelle sedi competenti.
Nel merito, l’azienda afferma che non si tratterebbe di una campagna commerciale rivolta ai consumatori. Nei messaggi di natura commerciale, sostiene Philip Morris Italia, sarebbero presenti informazioni ritenute chiare su rischi, presenza di nicotina e sul divieto di vendita e utilizzo per i minori.
Philip Morris Italia aggiunge inoltre di aver trasmesso all’Antitrust studi clinici volti a dimostrare la minore nocività dei prodotti senza combustione. Il riferimento è alle conclusioni della Food and Drug Administration statunitense, che ad aprile ha rinnovato l’autorizzazione alla commercializzazione di Iqos come prodotto del tabacco a rischio modificato.
Secondo la ricostruzione aziendale, la FDA avrebbe ribadito che “il sistema Iqos scalda e non brucia il tabacco” e che “questo riduce significativamente la produzione di sostanze dannose e potenzialmente dannose”.
parte coinvolte
- Philip Morris Italia
- Antitrust
- Ministero della Salute
- Food and Drug Administration (FDA)
