Trump vero o satira di The Onion: differenze, inganni e come riconoscere la verità

• Pubblicato il • 5 min
Trump vero o satira di The Onion: differenze, inganni e come riconoscere la verità

Un viaggio rapido ma incisivo tra cinema, politica mediatica e pratica artistica: tre testi attraversano temi diversi, ma con un filo comune fatto di interpretazioni, difficoltà e trasformazioni. Dal dibattito su “Ultimo tango a Parigi” al nodo della post-verità, fino al percorso del Geidō in tre fasi, il quadro che emerge è quello di contenuti che chiedono attenzione, anche quando lo spazio per approfondire è ridotto.

“Ultimo tango a Parigi”: bellezza cinematografica, ma non è un capolavoro

Il film di Bertolucci viene descritto come un’opera di straordinaria bellezza cinematografica, con un’interpretazione di Marlon Brando considerata tra le migliori dell’attore, se confrontata ai tempi di “Fronte del porto”. Nonostante il valore estetico, una parte della pellicola viene giudicata noiosa per via di lunghi tratti che non mantengono il coinvolgimento.

trama e letture critiche: profondità che non ci sono

La storia si concentra su un americano di mezza età che vive a Parigi e sugli incontri sessuali con una ventenne dal profilo un po’ hippie. Le analisi critiche attribuiscono alla relazione significati di ampio respiro: la decadenza americana e i suoi effetti sui valori europei; il contrasto tra capitalismo materialista e comunismo altruista; l’incapacità delle generazioni di comunicare. Il punto centrale è che tali letture vengono ricondotte a una profondità non presente, con la tesi che il film non vada oltre una semplice dinamica narrativa.

la relazione come storia d’amore e il nodo dell’interpretazione

Secondo la ricostruzione offerta, “Ultimo tango a Parigi” risulta, nella sostanza, una storia d’amore descritta tramite un incontro, il possesso della donna e la perdita in una scena conclusiva considerata particolarmente significativa. Ma la criticità viene ricondotta a un errore di casting: il ruolo di Jeanne viene assegnato a Maria Schneider, giudicata inadatta e limitata.

perché Jeanne non funziona: contrasto mancante e conseguenze

La Jeanne interpretata viene definita poco attraente e priva di bellezza, presentata come una ragazza che sembra disposta a stare con chiunque. Quando Paul usa un linguaggio volgare e insulta, Jeanne viene descritta come volgare e dura quanto lui. In questa cornice viene rilevata l’assenza del contrasto tra i personaggi, elemento ritenuto necessario per rendere davvero devastanti le scene che erano pensate per colpire emotivamente.

le candidature mancate: Sanda e Deneuve

La ricostruzione ricorda che Bertolucci aveva inizialmente considerato Dominique Sanda per il ruolo di Jeanne, ma l’attrice rimase incinta poco prima delle riprese e rinunciò. Successivamente il ruolo venne offerto a Catherine Deneuve, che accettò, ma anche lei rimase incinta. Alla fine Bertolucci si sarebbe orientato su Schneider, scelta che secondo il testo limita il potenziale del film, soprattutto sul piano erotico.

Il ragionamento finale mette a fuoco come sarebbero potute risultare più potenti scene specifiche, citata in particolare quella in cui Paul lava il corpo nudo di Jeanne, ipotizzando che un’attrice come Sanda o Deneuve avrebbe potuto aumentare l’impatto.

satira nell’epoca della post-verità: quando è più difficile fare battute

Il tema della satira viene collegato a un contesto politico e mediatico complesso, nel quale è sempre più arduo produrre parodie efficaci. Il testo richiama l’evoluzione di The Onion, storico sito satirico, segnalando che l’elezione di Trump nel 2016 portò la redazione a sviluppare una satira più critica e, al tempo stesso, più articolata.

perché la satira “punge” meno: realtà già caricaturale

La difficoltà principale nasce dal fatto che Trump appare già come una caricatura di sé stesso. Inoltre ammette apertamente ciò che la satira di solito smaschera, rendendo meno immediato il colpo satirico diretto. Il testo evidenzia anche un ulteriore ostacolo: la realtà contemporanea viene descritta come spesso distopica, al punto che molte notizie possono sembrare già titoli di un sito come The Onion.

verità alternative e divisione del pubblico

La diffusione di “verità alternative” viene indicata come un fattore decisivo. Bugie e complottismi rendono complicato costruire battute, perché il pubblico risulta spaccato su ciò che è reale e ciò che no. In questo scenario, la satira perde terreno nel suo meccanismo di riconoscimento immediato.

Geidō: le tre fasi per diventare maestri in un’arte

Circa 700 anni fa in Giappone venne spiegato un metodo per diventare maestri in qualunque arte. Il percorso, chiamato Geidō, si sviluppa in tre fasi, con un’evoluzione che va dalla dedizione mentale fino alla liberazione dall’influenza del maestro.

fase 1: impegno mentale e dedizione totale

La prima fase è centrata sull’impegno mentale: richiede anni di lavoro e dedizione. Il testo sottolinea che nulla di grande si ottiene in fretta e che senza una dedizione completa non si arriva a diventare maestri.

fase 2: imitare il maestro e imparare a vedere il mondo

La seconda fase consiste nell’imitare un maestro dell’arte, dedicandogli tutto il tempo necessario. In questa fase si impara a osservare il mondo attraverso lo stesso sguardo del maestro, con l’acquisizione di segreti che appartengono a quello specifico modo di fare.

fase 3: liberarsi dall’ombra e trovare spontaneità

La terza fase porta l’artista a liberarsi dall’ombra del maestro e a esprimere sé stesso. Il gesto creativo viene descritto come spontaneo, attraverso il concetto di mushin, e al tempo stesso giocoso, richiamando yūgen. Il testo associa questo momento creativo a un’immagine concreta, come Lennon e McCartney che strimpellano in studio.

Nella parte conclusiva si afferma che, in questa fase, l’artista scopre qualcosa di sé che era sempre stato presente ma nascosto. Il messaggio finale è che chi pratica seriamente un’arte riconosce la propria esperienza come coincidente con questo processo descritto nel Geidō.

Personaggi citati:

  • Marlon Brando
  • Paul
  • Jeanne
  • Maria Schneider
  • Dominique Sanda
  • Catherine Deneuve
  • Joan Crawford
  • Zachary Scott
  • Trump
  • Lennon
  • McCartney
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