Tesoro di Messina Denaro: i tre arrestati tra ex moglie, figlio laureato in economia e negoziante narcos

• Pubblicato il • 4 min
Tesoro di Messina Denaro: i tre arrestati tra ex moglie, figlio laureato in economia e negoziante narcos

Arresto e ricostruzione patrimoniale a Campobello di Mazara: i finanzieri hanno raggiunto Giacomo Tamburello nella casa della madre, dove si trovava già in regime di domiciliari. L’operazione si inserisce in un’indagine che mira a individuare almeno una parte del tesoro legato al narcotraffico attribuito a Matteo Messina Denaro e che colloca Tamburello al centro dell’assetto operativo contestato.

giacomo tamburello: trafficante vicino a messina denaro

Giacomo Tamburello, 66enne, viene descritto come un traffichante di droga stabilmente vicino al boss di Castelvetrano. La ricostruzione lo presenta anche come un soggetto capace di alternare ruoli apparentemente ordinari a una carriera criminale consolidata: in qualità di negoziante di vestiti nel Comune in cui Messina Denaro ha vissuto durante gli anni della latitanza, Tamburello avrebbe avviato gli affari nel traffico di stupefacenti già oltre i vent’anni, senza mai interrompere le attività illegali.

La posizione criminale viene evidenziata anche attraverso precedenti ingressi e uscite dalle carceri italiane e spagnole, senza che ciò abbia determinato un abbandono dei traffici. L’operazione mette poi in evidenza l’esistenza di un impianto economico di grande scala, ben oltre l’abitazione in cui è avvenuto il blitz.

sequestro da 200 milioni: patrimoni tra spagna e paradisi fiscali

Durante l’esecuzione del provvedimento, i finanzieri del Gico del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno proceduto al sequestro di un patrimonio stimato in circa 200 milioni di euro. Per la Procura, tale importo rappresenterebbe il patrimonio accumulato con il narcotraffico e il reimpiego dei proventi a partire dagli anni ’80, sotto la cornice riconducibile a Cosa Nostra Trapanese.

La ricchezza contestata si traduce in beni e disponibilità finanziarie distribuite in vari Paesi. Le misure richiamano ville lussuose in Spagna e conti correnti collocati in Gibilterra, Andorra, Libano, Lussemburgo e isole Cayman, delineando un perimetro economico internazionale di dimensioni rilevanti.

azioni e società paravento nella gestione dei proventi

Secondo l’accusa, la movimentazione dei capitali sarebbe avvenuta tramite società paravento e prestanomi. In tale quadro, il figlio Luca Tamburello risulta indicato come soggetto che, nel tempo, avrebbe affiancato la gestione dei patrimoni illeciti acquisendo specifiche competenze tecniche.

arresti in spagna per maria antonina bruno e luca tamburello

Nell’ambito dello stesso scenario investigativo, in Spagna sono stati posti agli arresti anche Maria Antonina Bruno e Luca Tamburello, indicati come ex moglie e figlio del trafficante. Le contestazioni sostengono che i tre avrebbero gestito milioni di euro riconducibili al boss Matteo Messina Denaro.

L’impostazione accusatoria attribuisce inoltre un’evoluzione delle responsabilità nel tempo: l’attività, nell’ultimo periodo, sarebbe passata nelle mani del figlio Luca, descritto come fresco di studi internazionali in economia.

origine dell’inchiesta e ruolo della procura di palermo

L’inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza ad effettuare verifiche bancarie su un’area estesa tra Europa e giurisdizioni definite “paradisi fiscali” trae impulso da una segnalazione. La partenza viene fatta risalire a un istituto di credito di Andorra, che, davanti a conti milionari riconducibili alla donna, ha ritenuto necessario approfondire.

Dalla segnalazione, la Dda di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, ha avviato la ricostruzione delle ricchezze attribuite ai Tamburello. Nei contenuti del provvedimento del gip sono riportati elementi relativi alla contestata contiguità con ambienti mafiosi.

contiguità con cosa nostra trapanese e mandamento di castelvetrano

Nel provvedimento del gip, le attività illegali vengono descritte come caratterizzate da un rapporto consapevole di contiguità funzionale con Cosa nostra. In particolare, il riferimento riguarda la famiglia di Campobello di Mazara e, più in generale, il mandamento di Castelvetrano, indicato come perimetro in cui Tamburello risulterebbe collegato tramite esponenti di spicco.

La ricostruzione include il richiamo a figure considerate parte del “gotha” della mafia trapanese, tra cui Nunzio Spezia, Antonio Messina e Leonardo Bonafede, con un riferimento all’alleanza del padre di Matteo Messina Denaro, Francesco.

redditi leciti e ricchezza accumulata nel tempo

Un elemento riportato nella ricostruzione riguarda la scarsità delle fonti di reddito lecite attribuite a Tamburello. L’ultimo e unico reddito lecito risalirebbe al 1985, quando gestiva un negozio di abbigliamento. Da quel momento, la narrazione resa ai funzionari delle banche in cui venivano depositati ingenti capitali sarebbe stata fondata su eredità o su guadagni riconducibili al mattone.

Le stesse modalità vengono indicate anche per l’ex moglie. Parallelamente, viene sottolineato che i flussi di denaro incassati con la droga dalla fine degli anni ’80 sarebbero stati investiti attraverso il ricorso a strutture formali e interposizioni, fino a giungere a un modello di gestione in cui il figlio, secondo i pm, avrebbe consolidato un ruolo sempre più determinante.

Personaggi e familiari coinvolti

  • Giacomo Tamburello
  • Maria Antonina Bruno
  • Luca Tamburello
  • Matteo Messina Denaro
  • Maurizio de Lucia
  • Nunzio Spezia
  • Antonio Messina
  • Leonardo Bonafede
  • Francesco
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