Telepatia e legame con il cane: cosa mi ha detto una veggente e perché non mi prendono sul serio

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Telepatia e legame con il cane: cosa mi ha detto una veggente e perché non mi prendono sul serio

Un legame nato tra imprevisti e sofferenze, poi trasformato in quotidianità fatta di gesti, routine e una complicità fuori dal comune. Il racconto di Alex Infascelli ruota attorno a Maus, un segugio italiano a tre zampe, e porta alla luce un percorso segnato da cure veterinarie, scelte personali e una ricostruzione del passato affidata a un metodo insolito: letture telepatiche sugli animali. Tra dettagli pratici e descrizioni emotive, emerge la misura di una relazione che non si limita all’affetto, ma diventa una presenza costante.

letture telepatiche sugli animali e indizi sul passato di maus

Alla base di molte informazioni sul passato di Maus non c’è un’indagine ordinaria, bensì un contatto mediato da un’esperta di letture telepatiche sugli animali. Infascelli spiega di aver interpellato questa figura per comprendere cosa fosse accaduto all’animale, con l’obiettivo di individuare ciò che poteva migliorare la sua condizione.

La connessione descritta porta alla scoperta di un’origine legata a un litigio tra proprietari di terreni confinanti. In parallelo, la comunicazione risulta concreta anche sul piano della gestione dei problemi fisici: viene indicato un desiderio dell’animale riguardante una sistemazione più stabile e un fastidio localizzato all’orecchio.

otite e ciotola instabile: risposte immediate e pratiche

La sensitiva, riportando quanto appreso da Maus, avrebbe fornito indicazioni operative. Tra queste, la necessità di una ciotola più stabile e l’eliminazione di un dolore all’orecchio. L’esito risulta verificabile: Infascelli racconta che il cane venne portato dal veterinario e che in effetti l’animale aveva una otite. Per la ciotola, il dettaglio coincide con una circostanza reale: la ciotola era stata collocata in un angolo della cucina e traballava, rendendo la soluzione immediatamente necessaria.

una fotografia emotiva del rapporto con il padrone

La stessa mediazione telepatica restituisce anche una dimensione relazionale. Maus descrive Infascelli attraverso un’immagine positiva del loro legame, definendolo l’occasione della sua vita. Nel racconto riportato dal regista, Maus parla di un padrone divertente con cui vivere gite al lago di Martignano, delineando una vicinanza fondata su momenti condivisi e su una dimensione ludica della convivenza.

La reazione di Infascelli, quando chi ascolta potrebbe considerare il racconto poco credibile, si concentra su un rimando asciutto: chi non ha incontrato Maus non può conoscere la qualità dell’esperienza legata a quel legame.

dal rifiuto del canile all’adozione di maus

La storia della convivenza viene ricostruita con riferimenti a un sito web legato a un rifugio abruzzese. Infascelli dichiara di aver visto la fotografia di un cucciolo ingessato, privo di una zampa a causa di un incidente, capace comunque di mostrare grande disinvoltura nonostante la condizione.

Secondo il racconto, il contatto empatico sarebbe scattato subito: Infascelli afferma di averlo desiderato all’istante, nel momento in cui la foto è comparsa sul sito. L’iter di adozione, però, non procede subito: i responsabili del rifugio non intendono affidare l’animale a causa delle cure chirurgiche imminenti.

musa: la scelta successiva e il lutto a distanza di pochi giorni

Di fronte al blocco sull’adozione di Maus, Infascelli ripiega su una femmina chiamata Musa. Anche questo passaggio, però, si conclude con un evento tragico: Musa muore per un’infezione appena quattro giorni prima dell’arrivo nella casa di Infascelli.

Il lutto spinge nuovamente il regista a tornare all’interesse per quel segugio il cui nome, Maus, risulta essere l’anagramma di Musa. Il racconto riconduce così l’adozione all’animale atteso, con un percorso segnato da urgenze e cambiamenti rapidi.

l’arrivo il 27 dicembre 2020 e le cure successive

Infascelli indica che Maus aveva tre mesi e mezzo al momento della richiesta e si stupiscono del fatto che desiderasse un cucciolo zoppo. L’adozione viene collocata nel tempo: 27 dicembre 2020. Viene scartata l’ipotesi di una protesi in 3D, e il cane subisce invece l’asportazione del moncone della scapola.

Dopo l’intervento, Infascelli descrive un cambiamento netto: Maus inizia a correre con grande energia, delineando la qualità del suo movimento come quella tipica di un segugio italiano a pelo raso. Il racconto sottolinea anche il modo in cui l’animale affronta la nuova fase di vita.

scelte personali: sterilizzazione e assenza di peso sul pedigree

Tra i punti riportati emerge la decisione di non sottoporre Maus alla sterilizzazione. Infascelli afferma di non voler imporgli una seconda amputazione e dichiara inoltre di non dare rilevanza alle origini dell’animale, sostenendo che fosse sufficiente averlo accanto.

la quotidianità di maus e l’interdipendenza con alex infascelli

Oggi la relazione viene descritta come una forma di interdipendenza. Infascelli riporta una personalità osservata direttamente: Maus viene definito riflessivo, con la tendenza a fermarsi, osservare e restare spesso assorto. Il regista racconta che non riescono a separarsi, e che in caso di necessità entrambe le presenze creano mancanza reciproca. Infascelli afferma di portare Maus con sé dove possibile, descrivendolo come un compagno vicino durante il lavoro.

gesti condivisi e rituali: l’abbraccio da quaranta secondi

Il linguaggio tra i due è fatto di segnali fisici e rituali ben riconoscibili. Infascelli spiega un gesto specifico: quando Maus desidera abbracciarlo, si mette in piedi sulle zampe posteriori e appoggia la fronte sul collo. La scena viene descritta come una sosta di circa quaranta secondi in cui la relazione si consolida attraverso un contatto stabile e ripetuto.

un paragone cinematografico: maus come walter matthau

Per descrivere l’atteggiamento di Maus, Infascelli sceglie un riferimento hollywoodiano e propone un parallelo con un personaggio noto. Secondo il regista, se Maus fosse un attore, sarebbe Walter Matthau, associando l’idea a aria seria, sguardo ironico e a un senso dell’umorismo evidente.

Nel racconto, Maus viene descritto come capace di commentare mentalmente le discussioni con uno sguardo che esprime compatimento, in una forma riassunta in una domanda retorica: la percezione del cane sarebbe che, avendo una zampa in meno, non si dovrebbe lamentarsi.

figure coinvolte nella storia raccontata

Nel racconto emergono con chiarezza alcune personalità legate alla vicenda di Maus, alle cure e al modo in cui viene interpretato il carattere dell’animale.

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