Smartphone e sonno: cosa fare e cosa evitare prima di dormire
Abitudini apparentemente innocue come dormire con il cellulare sul comodino o sotto il cuscino stanno attirando l’attenzione della ricerca scientifica. Uno studio condotto dalla Slovak Medical University di Bratislava ha infatti messo sotto osservazione l’effetto della presenza dello smartphone vicino al letto, con un protocollo strutturato su più settimane, per verificare eventuali cambiamenti nel sonno e in alcuni indicatori fisiologici.
studio sul sonno con telefono vicino al letto: cosa è stato osservato
La ricerca ha coinvolto 36 studenti universitari, monitorati per un anno tramite dispositivi indossabili. Il protocollo prevedeva due fasi distinte e alternate: periodi di due settimane con il telefono acceso vicino al letto, seguiti da due settimane con lo smartphone assente nella stanza.
Per ridurre gli stimoli legati allo schermo, sono state adottate condizioni specifiche: notifiche notturne disattivate, filtro luce blu sempre attivo e divieto di usare lo smartphone nell’ora precedente l’addormentamento.
risultati dello studio: nessun cambiamento netto sulle fasi del sonno
Dal confronto tra le condizioni con telefono presente e senza telefono, non sono emerse differenze significative nei parametri classici del sonno. In particolare, non sono state evidenziate variazioni marcate su durata totale, fasi REM e sonno profondo.
La parte rilevante riguarda invece un indicatore fisiologico: lo studio ha mostrato variazioni misurabili nella saturazione di ossigeno (SpO₂), associate all’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dal telefono.
interpretazione dei risultati: indizio, non prova di danno
Il Professor Luigi Ferini-Strambi, Ordinario di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele e primario del Centro di Medicina del Sonno dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, inquadra le evidenze come un segnale da considerare con attenzione: non si tratta di uno studio risolutivo e l’interpretazione va mantenuta prudente.
limiti del campione: pochi partecipanti e profilo selezionato
Il primo limite evidenziato riguarda la dimensione del campione: solo 36 studenti. Inoltre, si tratta di soggetti giovani e in buona salute, senza disturbi del sonno. Questa combinazione riduce la possibilità di generalizzare i risultati a popolazioni diverse, come adulti, anziani o persone con sonno già fragile, in cui l’effetto potrebbe presentarsi in modo differente.
limite tecnico: microstruttura del sonno non valutata
Un secondo punto riguarda l’approccio di misurazione. Pur utilizzando strumenti utili, i dispositivi indossabili non offrono l’accuratezza della polisonnografia classica, basata su elettrodi e sensori. Secondo Ferini-Strambi, manca quindi un elemento centrale: la microstruttura del sonno.
La microstruttura include fenomeni come i microrisvegli, brevi episodi spesso non percepiti dalla persona, che possono frammentare il sonno. In quest’ottica, conta più della sola durata complessiva la continuità: la frammentazione può influire sulla qualità del riposo e avere conseguenze su aspetti come consolidamento della memoria, regolazione del cortisolo e rischio cardiovascolare.
L’ipotesi più plausibile proposta è che i microrisvegli possano contribuire anche alle variazioni osservate di SpO₂. Questo però, con il disegno dello studio descritto, non risulta verificabile.
strategie di comportamento notturno: precauzione con buon senso
Alla domanda su come orientarsi nella pratica, la posizione indicata è di applicare il principio di precauzione senza trasformarlo in allarmismo. Il sonno viene descritto come una finestra biologica delicata in cui avvengono processi essenziali di recupero e regolazione. Di conseguenza, andrebbero evitati elementi che possano costituire un disturbo, reale o potenziale.
Un punto centrale non riguarda soltanto i campi elettromagnetici. La semplice presenza del telefono vicino al letto può mantenere il cervello in uno stato di vigilanza latente tramite la possibilità di essere contattati, anche con notifiche disattivate. Questo stato di allerta, secondo l’impostazione riportata, non favorisce un sonno pienamente riposante.
consigli pratici per dormire meglio con lo smartphone
Le indicazioni operative risultano chiare e mirate a ridurre la presenza e l’attivazione mentale legata al dispositivo:
- Telefono lontano dal letto, idealmente in un’altra stanza; ancora meglio se non presente fisicamente dove si dorme.
- Se è necessario tenerlo acceso per reperibilità o emergenze, usare solo traffico voce, senza notifiche e senza connessioni inutili.
- Evitare ricarica notturna sul comodino, non tanto per specifici allarmi legati al dispositivo, quanto per mantenere l’ambiente di sonno il più neutro possibile.
- Ridurre o eliminare l’uso dello smartphone nell’ora prima di dormire, per limitare stimoli cognitivi e attivazione emotiva.
messaggio conclusivo sul valore del riposo
Il quadro complessivo ribadisce l’importanza di proteggere il riposo con piccoli accorgimenti. La scelta suggerita è orientata a considerare il sonno come una componente fondamentale della vita biologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità del recupero notturno.
Personaggi citati:
- Professor Luigi Ferini-Strambi
