Sky chiede 1,9 miliardi a tim e per i diritti tv della serie a
Dopo anni segnati da procedimenti e ricorsi, la questione legata ai diritti tv della Serie A entra in una nuova fase: quella dei risarcimenti. Sky ha infatti avanzato richiesta di danni fino a 1,9 miliardi di euro nei confronti di Tim e Dazn, dopo che l’Antitrust ha riconfermato, a gennaio 2026, la presenza di una “grave intesa restrittiva della concorrenza” nel settore delle telecomunicazioni e della pay tv. La decisione sulla domanda civile passerà ora al Tribunale di Milano.
diritti tv serie a: sky chiede fino a 1,9 miliardi di euro
La richiesta di Sky rappresenta il passaggio dalla sfera amministrativa e giurisdizionale, conclusa con l’accertamento dell’infrazione, alla dimensione civilistica. Il contenzioso si concentra su un presunto impatto economico collegato ai rapporti tra i soggetti coinvolti nella distribuzione e nell’allocazione dei diritti televisivi della Serie A nel periodo considerato.
In parallelo, resta fermo il ruolo determinante dell’Antitrust, che ha confermato l’esistenza dell’intesa e ha quindi fornito il quadro per l’azione risarcitoria. Toccherà al Tribunale di Milano stabilire l’effettiva fondatezza della domanda e l’eventuale quantificazione del risarcimento.
deal memo distribution: accordo tim-dazn alla base della contestazione
Al centro della vicenda c’è il “Deal Memo Distribution”, un memorandum sottoscritto nel gennaio 2021 tra Tim e Dazn in vista della gara per l’assegnazione dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2021–2024.
Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’intesa avrebbe inciso sulla dinamica competitiva, limitando la capacità di Dazn di proporre offerte realmente concorrenziali sul mercato.
vincoli economici e commerciali: minimo annuo e limitazione dell’autonomia
Il meccanismo contestato prevede che Tim sostenesse economicamente Dazn nella corsa ai diritti, garantendo un minimo annuo. In cambio, Dazn avrebbe accettato vincoli contrattuali capaci di ridurre autonomia commerciale e autonomia distributiva, con particolare riferimento ai rapporti con operatori concorrenti di TimVision.
iter amministrativo e ricorsi: conferma dell’infrazione e rideterminazioni
La procedura ha avuto inizio con il primo pronunciamento dell’Antitrust nel giugno 2023. Successivamente si sono aperte fasi di impugnazione, prima davanti al Tar del Lazio nel 2024 e poi al Consiglio di Stato nel 2025.
In tutti i gradi di giudizio l’infrazione è stata confermata. Il Consiglio di Stato ha però indicato la necessità di rideterminare la durata dell’illecito e di ricalcolare una parte delle sanzioni.
riduzione della multa da parte dell’antitrust: Dazn e Tim
Con il provvedimento del 22 dicembre 2025, pubblicato il 12 gennaio 2026, l’Antitrust ha ridotto la sanzione a carico di Dazn, portandola da oltre 7,2 milioni a circa 3,6 milioni di euro. Per Tim è stata invece confermata una multa di 760.776 euro.
La riduzione delle sanzioni non chiude però la questione sul piano economico complessivo: per Sky la parte centrale del confronto si sposta ora sul giudizio civile, legato alla richiesta di maxi risarcimento.
posizioni e soggetti coinvolti nella fase risarcitoria
La domanda presentata da Sky coinvolge i principali attori indicati nella ricostruzione della contestazione e nelle determinazioni dell’Antitrust, con attenzione alle conseguenze economiche associate all’accordo contestato.
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