Sciopero scuola 6 e 7 maggio lezioni a rischio: motivi e cosa aspettarsi
Mercoledì 6 maggio e giovedì 7 maggio molte scuole potrebbero affrontare lezioni a rischio a causa di uno sciopero indetto da diverse sigle sindacali, tra cui Cobas e Usb. La protesta riguarda tanto il tema delle prove Invalsi quanto la riforma degli istituti tecnici, con adesioni che coinvolgono insegnanti, personale ATA e dirigenti scolastici. Sul territorio sono previste manifestazioni in decine di città.
sciopero 6 e 7 maggio: motivi della protesta
La mobilitazione nasce da una serie di contestazioni riportate nelle comunicazioni sindacali. Tra le ragioni principali figura la contrarietà alle prove Invalsi, indicate come elemento che viene considerato inutile e potenzialmente dannoso per il sistema educativo. Nel quadro della protesta, l’azione sindacale è pensata anche per incidere sullo svolgimento delle somministrazioni previste.
prove invalsi: contestazioni su utilità e modalità di valutazione
Secondo quanto riportato da Cobas Scuola, lo sciopero mira a contestare le prove Invalsi della scuola primaria, previste proprio nelle giornate del 6 e 7 maggio. Il sindacato evidenzia in particolare che si tratterebbe di quiz ritenuti inutili e dannosi, e sottolinea che sarebbero basati su test decontestualizzati con risposte chiuse o con apertura a risposta univoca. Viene inoltre richiamata l’idea che la valutazione delle competenze richiederebbe strumenti specifici e che le prove avrebbero diffuso l’approccio del teaching to test, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva.
sciopero contro riforma dei tecnici: criticità e ricadute segnalate
Un ulteriore asse della protesta riguarda la riforma dei tecnici. Cobas Scuola segnala una serie di cambiamenti ritenuti impattanti: la riduzione del curricolo nazionale di 132 ore e il taglio di ore dedicate a Geografia, Italiano e Seconda lingua straniera. Tra i punti indicati compare anche l’eventualità di ulteriori esuberi e la presenza di soprannumerari legati ad accorpamenti disciplinari.
accorpamenti e trasformazioni disciplinari secondo cobas scuola
La comunicazione sindacale richiama l’unificazione in un’unica materia, definita Scienze sperimentali, delle discipline Stem tra cui fisica, scienze, chimica e scienza della terra. Viene inoltre contestata la direzione attribuita alla riforma: impoverimento della didattica, anticipazione dell’alternanza scuola lavoro al secondo anno e trasformazione dell’alunno di quindici anni in apprendista precoce. Nel testo sindacale compare anche la critica al ritorno, considerato anacronistico, alla scuola di avviamento professionale.
subordinazione alla filiera tecnico-professionale e licei made in italy
Un’altra contestazione riportata riguarda il modo in cui la riforma viene descritta come orientata a subordinare la scuola all’impresa tramite la filiera tecnico professionale 4+2 e i licei Made in Italy. Questi elementi vengono presentati come parte integrante delle ragioni dello sciopero.
recupero potere d’acquisto e condizioni economiche di docenti e ata
Lo sciopero include anche una componente legata alla situazione economica del personale scolastico. Cobas Scuola indica la richiesta di un recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto di docenti e ATA perso nel corso degli ultimi 30 anni. Nel testo viene ricordato che gli aumenti del 6% contenuti nel contratto definito “contratto-miseria appena firmato” non sarebbero sufficienti a compensare il forte calo dei salari, risultando anche lontani rispetto all’inflazione del 14,8% dell’ultimo triennio.
pensioni, fund espero e condizioni di lavoro
La richiesta sindacale comprende anche maggiori risorse per le pensioni, con l’indicazione che siano garantite pari all’ultimo stipendio e con un’età considerata compatibile con la fatica fisica e psicologica del lavoro docente e ATA. Inoltre, viene segnalata l’opposizione al Fondo Espero, descritto come una forma di privatizzazione della previdenza e criticato per l’utilizzo del silenzio-assenso per i neo-assunti.
precariato, ruolo unico docente e doppio canale
Tra le motivazioni della protesta di due giorni rientra anche il tema dell’assunzione e della stabilizzazione del personale. Cobas Scuola indica la necessità di assunzione su tutti i posti disponibili e il ripristino del doppio canale per eliminare il precariato. Nel testo viene richiamato che oltre 200.000 docenti e ATA vivrebbero da decenni in instabilità cronica, senza continuità didattica e senza tutele, con ricadute su qualità dell’insegnamento e continuità educativa.
procedure trasparenti e superamento della frammentazione
Viene riportato l’obiettivo di assumere “in ruolo” su tutti i posti vacanti e disponibili in organico, con procedure trasparenti e ripristino del doppio canale. La comunicazione sottolinea anche la contestazione alla frammentazione degli insegnanti in ruoli e contratti differenziati, descritta come fonte di disuguaglianze.
ruolo unico docente dall’infanzia alla secondaria di secondo grado
La posizione sindacale richiama il ruolo unico docente dall’Infanzia fino alla secondaria di secondo grado, con l’intento di riconoscere la natura unitaria della funzione docente. L’orientamento viene presentato come finalizzato a superare disparità contrattuali e di carriera, mantenendo l’idea che l’insegnamento condivida medesime finalità educative e formative pur con specificità disciplinari.
indicazioni nazionali 2025, autonomia differenziata e militarizzazione: ulteriori punti
La protesta comprende anche il rifiuto delle Indicazioni Nazionali 2025. Secondo quanto riportato, si tratterebbe di indicazioni descritte come fortemente ideologiche, intrise di nazionalismo e con una retorica basata sulla “valorizzazione dei talenti”, interpretata come strumento di selezione classista. Nel testo viene citata l’intenzione di costruire l’egemonia politico-culturale della destra con un’ossessione identitaria e occidentalista, soprattutto nell’insegnamento della Storia, e con un orientamento di tipo autoritario che limiterebbe la didattica su sessualità e affettività anche nelle scuole medie e superiori.
no autonomia differenziata: diritti e servizi, secondo cobas scuola
In aggiunta compare la contrarietà all’Autonomia differenziata. Cobas Scuola la descrive come misura che non garantirebbe servizi essenziali e diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale, frammentando scuola e sanità e creando disuguaglianze nell’offerta formativa e nei diritti sociali, con riferimento ai diritti all’istruzione e alla salute della popolazione.
usb: sciopero anche contro guerra e militarizzazione della scuola
Usb aggiunge che lo sciopero è anche contro la guerra e contro la militarizzazione della scuola e della società. Nel comunicato viene richiamato anche il rifiuto della leva obbligatoria.
manifestazioni in molte città: adesioni e scuole coinvolte
L’iniziativa viene presentata come una mobilitazione che coinvolge più componenti della scuola, con l’adesione di insegnanti, personale ATA e dirigenti scolastici. Le proteste sono accompagnate da manifestazioni previste in numerose città, con un calendario concentrato su mercoledì 6 e giovedì 7 maggio.
Sigle sindacali citate
- Cobas Scuola
- Usb