Scandali e fortuna economica di asia argento tra mutuo e due figli
Le prime reazioni alla pellicola Death has no master delineano un quadro positivo, mentre Asia Argento racconta un percorso intenso tra ritorno a Cannes, sacrifici fisici e riflessioni sul dopo #Metoo. Tra pressioni accumulate e conseguenze durate a lungo, il film diventa anche un’occasione per riaffermare la presenza dell’attrice nel cinema, dopo anni segnati da cambiamenti professionali e difficoltà economiche.
death has no master: prime recensioni e ruolo di asia argento
Le prime recensioni del film Death has no master, in cui Asia Argento interpreta una donna italo-venezuelana, si attestano su giudizi favorevoli. Il personaggio della trama desidera prendere in mano la piantagione ereditata dal padre, ma si scontra con chi vive e lavora lì da anni. In questo contesto, l’attrice chiarisce anche il modo in cui percepisce le valutazioni esterne: “non le leggo da anni, mi fanno male sia quelle buone sia quelle cattive, il mio ego è sempre ballerino”.
asia argento a cannes: ritorno alla quinzaine des réalisateurs
Asia Argento è presente a Cannes, dove il film di Jorge Thielen Armand viene presentato alla Quinzaine des Réalisateurs. L’attrice descrive il luogo come “un luogo di alto cinema” e racconta l’emozione del ritorno: “Sinceramente pensavo che non sarei più venuta a Cannes, che non mi avrebbero più presa dopo il famoso discorso del 2018 (quando ha parlato per la prima volta di #Metoo)”.
un ritorno definito “kamikaze” e il peso della pressione
Argento sottolinea che la decisione di allora fu radicale: “È stata una cosa da kamikaze, sono morti tutti, ma soprattutto io”. Spiega poi che il gesto le appariva come il culmine di un periodo di malessere: “Mi sono fatta esplodere nella Mecca del cinema”. Aggiunge che stava male già da mesi e che l’evento ha rappresentato l’esito di una pressione tenuta a lungo: “È stato il culmine, l’esplosione di tanta pressione che avevo tenuto dentro di me”.
quelli che andarono da lei nel 2018: spike lee e kristen stewart
Argento ricorda anche i pochi presenti in quell’occasione: “I pochi ad andare da lei, in quella occasione, furono Spike Lee e Kristen Stewart”.
l’intensità del set: dimagrimento, ameba e ricadute sul corpo
Durante la chiacchierata, Asia Argento parla del film Death has no master come di un’esperienza molto intensa, tanto da ammalarsi. Racconta un processo fisico difficile: “Sì, perché dimagrivo, dimagrivo. Ero tipo un mostro. Stavo veramente male per fare questo ruolo, per provare quelle sensazioni”.
difese immunitarie basse e infezione contratta due volte
Argento collega la trasformazione del corpo alla riduzione delle difese: “Ti si abbassano le difese immunitarie”. Rivela inoltre di aver contratto un’ameba: “Ho preso l’ameba due volte. Ero uno straccio”.
il bersaglio e la necessità di non mancare
Nel descrivere la partecipazione al progetto, l’attrice usa una metafora legata al ruolo: “Ho detto: sono tanti anni che non avevo l’opportunità di fare un ruolo così. Ho solo un proiettile, non posso mancare il bersaglio”.
ritorno dei ruoli e “cartucce”: il valore personale del film
Per Asia Argento il film ha un significato particolare. Le riprese, afferma, le hanno ricordato di avere ancora qualcosa da spendere nel cinema: “Le riprese mi hanno ricordato che ce l’ho ancora, il cinema”. Pur aggiungendo che la sensazione di fallimento l’ha accompagnata per anni, dichiara che il progetto ha cambiato il quadro: “Per anni mi sono sentita un fallimento”.
dal discorso a cannes al “piano b”
Argento collega il periodo successivo a una rottura nella comunicazione professionale: “Dopo il discorso a Cannes non mi ha chiamato più nessuno”. Da lì prende forma l’idea di un piano alternativo: “Ho iniziato a pensare a un piano B”.
età e calo dei ruoli: un messaggio che ridà slancio
L’attrice richiama anche l’andamento dei ruoli con il tempo: “Dai 45 anni i ruoli calano, io ero l’intoccabile. Pensavo di essere finita”. Conclude sostenendo che Death has no master le ha restituito fiducia operativa: “Questo film mi ha dimostrato che ho ancora delle cartucce”.
proposte arrivate e scelte in corso
Argento afferma che le proposte non sono mancate: “Proposte ne sono arrivate tante e Argento parla di cose interessanti che farò”. Precisa anche di aver realizzato in quegli anni film che non erano “giusti” per lei, aggiungendo che questa esperienza risulta diversa: “In questi anni ho fatto dei film che non erano giusti per me. Questo sì”.
metoo e conseguenze economiche: scandali come “grande fortuna”
Argento non esclude che il periodo dopo Metoo, quando non veniva chiamata o le venivano proposti progetti non in linea con le sue corde, sia stato duro anche sotto il profilo economico. Sulla questione afferma: “È brutto dirlo, ma la mia grande fortuna economica sono stati i miei scandali”. Specifica che con quelli ha guadagnato più che con qualsiasi film: “Con quelli ho guadagnato più che con qualsiasi film”.
l’effetto sulla percezione dei film e la scelta di raccontare la propria vita
A livello narrativo, l’attrice collega lo sguardo pubblico alle ricadute sui suoi lavori: “Raccontando la mia vita”. Sottolinea poi un ostacolo presente nel mercato italiano: “E questo non ha portato fortuna ai miei film, perché in Italia c’è anche il pensiero: ‘Questa va in tv, non la prendiamo’”.
mutuo e figli: la necessità di lavorare anche attraverso la televisione
Nel ribadire la priorità del sostentamento, Argento afferma la necessità di continuare a lavorare: “Però io devo campare. Ho due figli, ho un mutuo”. Conclude che parlare in televisione l’ha aiutata in un periodo in cui il lavoro era scarso: “Quindi parlare in tv mi ha mantenuto in questi anni in cui c’era poco lavoro”.
ospiti citati da asia argento nel racconto a cannes
Nel ricostruire l’occasione del passato ricordata a Cannes, Asia Argento menziona presenze specifiche:
- Spike Lee
- Kristen Stewart


