Salim el koudri l’enigma dei due fotoritratti tra cialtronaggine e razzismo

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Salim el koudri l’enigma dei due fotoritratti tra cialtronaggine e razzismo

La vicenda della foto scambiata tra Salim El Koudri e un omonimo ha messo in luce come un errore di verifica possa trasformarsi rapidamente in una narrazione distorta, con ricadute sul dibattito pubblico e sull’ecosistema digitale. La ricostruzione ruota attorno a due immagini circolate sulla stampa e in televisione: una in bianco e nero e una a colori, attribuite con conseguenze rilevanti all’attentatore modenese in carcere con accuse di strage e lesioni aggravate.

salim el koudri e la foto sbagliata: l’enigma sbloccato dopo 48 ore

Secondo quanto emerso, sui giornali e nei programmi televisivi erano in circolazione due fotoritratti attribuiti a Salim El Koudri: un’immagine in bianco e nero con il volto di un giovane arabo dalla faccia tormentata, e un’immagine a colori raffigurante un giovane arabo dal volto sereno. L’incertezza si è protratta per 48 ore, finché Facta, il progetto giornalistico anti-bufale gestito dalla società editrice di Pagella Politica, ha chiarito quale fosse la foto corretta.

facta, stampa e ansa: chi ha pubblicato la foto giusta e chi no

Nella dinamica ricostruita, l’identificazione dell’immagine corretta ha coinvolto testate diverse. Da un lato, ANSA e Corriere della Sera hanno pubblicato la foto corretta, quella in bianco e nero. Dall’altro, Repubblica e Stampa hanno diffuso la foto a colori, poi risultata appartenere a un’altra persona.

quasi omonimia e origine della foto: lo scambio di identità

Alla base dell’errore, secondo Facta, c’è una quasi omonimia e un passaggio di reperimento dell’immagine privo di adeguata verifica. Le redazioni indicate avrebbero preso la foto a colori dal profilo Instagram di un individuo denominato Salim Koudri, senza accertare che si trattasse effettivamente dell’attentatore modenese.

geisella ruccia e la ricaduta personale: chiusura del profilo instagram

Su X, Gisella Ruccia del Fatto quotidiano ha riportato che anche due programmi televisivi hanno trasmesso la foto sbagliata: TgLa7 e L’aria che tira. Nella ricostruzione aggiunta da Ruccia, il ragazzo che non avrebbe alcun collegamento con l’attentatore sarebbe originario dell’Algeria. Dopo aver studiato a Lione, vivrebbe in Algeria. L’errore di identificazione lo avrebbe portato a chiudere il proprio profilo Instagram.

dalla foto sbagliata ai contenuti islamofobi: attacchi sui social

La diffusione dell’immagine inesatta ha alimentato contenuti diretti contro l’Islam. Nel racconto riportato, account xenofobi avrebbero utilizzato foto e contenuti Instagram riconducibili al ragazzo coinvolto nello scambio, arrivando anche a pubblicare immagini e riferimenti associati a preghiere ad Allah, con una distorsione finalizzata all’ostilità online.

uso strumentale della notizia da parte della lega

La vicenda ha coinvolto anche il piano politico. È riportata una dichiarazione attribuita alla Lega che riprende un presunto collegamento tra i contenuti sui social e l’attentatore, formulata come: “Ecco cosa scriveva sui social Salim El Koudri, attentatore di Modena”. L’impostazione risulta legata allo stesso scambio d’identità che ha portato alla diffusione della foto non corretta.

contesto di disinformazione: esempi di cose sbagliate che continuano a circolare

Nel testo di riferimento compare una sequenza di esempi impiegati per rappresentare il fenomeno delle informazioni errate. Sono elencati diversi casi, tra cui riferimenti a racconti non veri sul vino australiano e sul comportamento degli uccelli sui fili elettrici, oltre a esempi storici presentati come false dicerie. L’elenco include anche dettagli come la presunta scena attribuita a Mussolini su una tavoletta sporca di piscio, e narrazioni su episodi collegati alla battaglia di Beda Fomm, menzionando il generale Graziani con un’immagine descritta come non corretta.

miti popolari e leggende: da Roma ad almanacchi delle celebrità

La rassegna prosegue con affermazioni non verificate su divertirsi a Roma tramite presunti ascolti in casa di Arbore e con riferimenti a Simona Marchini e Marisa Laurito. Sono presenti anche esempi su Giovanna d’Arco, con indicazione del rogo come fatto, mentre viene negata l’esistenza anche del “fuoco di Sant’Antonio”. L’elenco include inoltre citazioni attribuite a Cary Grant nei riferimenti dell’Almanacco delle celebrità e nel rapporto Kinsey, con una negazione che collega il presunto secondo nome a John Wayne. Chiude con l’idea che Ezio Greggio, pur ritenuto playboy, non riempirebbe materassi ad acqua con Kukident.

figure coinvolte e ruoli nella vicenda

All’interno della ricostruzione compaiono figure essenziali per comprendere lo scambio, la verifica e la diffusione delle immagini.

  • Salim El Koudri
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Salim El Koudri, l’enigma dei due fotoritratti tra cialtronaggine e razzismo

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