Rete giudiziaria in tilt in tutta italia: servizi fermi per il secondo giorno, magistrati contro la paralisi
Un nuovo stop ai servizi telematici della giustizia ha paralizzato le attività digitali di avvocati e magistrati su tutto il territorio nazionale. Per due giorni consecutivi sono rimasti impossibili operazioni come il deposito di atti, la consultazione dei fascicoli, l’iscrizione di notizie di reato e qualunque altra attività svolta online tramite le infrastrutture del ministero della Giustizia, con ricadute dirette sull’operatività quotidiana degli uffici giudiziari.
blocco servizi telematici giustizia: attività inaccessibili
A partire dal mattino del 6 maggio si è fermata l’intera infrastruttura informatica del ministero della Giustizia. Su tale sistema viaggiano i servizi destinati a supportare il processo digitale civile e penale. Nel tentativo di accedere ai portali, agli utenti è comparsa la schermata di errore tipica dei browser, con la segnalazione “Impossibile raggiungere questa pagina”, segnale di un’interruzione non limitata a singole funzionalità.
messaggio del dipartimento innovazione tecnologica e ripristino annunciato
Mercoledì alle 9:30, quando il blocco era già in corso da ore, il Dipartimento per l’innovazione tecnologica ha comunicato l’esistenza di disservizi e interruzioni temporanee di alcune funzioni dei servizi telematici. Nella comunicazione è stato indicato che la causa era riconducibile al fornitore di rete, mentre risultavano in corso attività di ripristino e verifiche sui servizi interessati. È stato inoltre previsto l’invio di aggiornamenti.
Dopo ore di stallo, alle 13, da via Arenula è arrivata la notizia della risoluzione della problematica e del ritorno alla piena operatività, con l’indicazione che tutti i servizi erano tornati disponibili. Al rientro in ufficio del mattino di mercoledì, però, la situazione si è riproposta identica al giorno precedente: servizi ancora bloccati e nessuna nuova comunicazione da parte del ministero.
ritorno alla gestione manuale e spostamento fisico dei fascicoli
Di fronte all’impossibilità di procedere attraverso i sistemi online, giudici, pubblici ministeri e personale amministrativo hanno iniziato a organizzarsi con modalità alternative: compilazione manuale e spostamento fisico dei fascicoli, per garantire la continuità delle attività nonostante la sospensione dei servizi telematici.
cause dei crash e contestazioni: server e software del processo penale
Il fenomeno non rappresenta un caso isolato. Secondo quanto riportato, blocchi temporanei del sistema—con particolare riferimento ad App, il software per il processo penale telematico—si verificano con una cadenza più o meno mensile. In questa occasione, però, la durata si è protratta per un tempo maggiore rispetto a quanto accaduto in passato.
La causa dei crash viene attribuita ai server del ministero, descritti come obsoleti e inadeguati a sostenere i software in uso.
area: “paralisi non più tollerabile” e richiesta di infrastrutture affidabili
A sollevare la questione sono i magistrati del gruppo progressista di Area. In un comunicato, il coordinamento della corrente definisce la situazione una “paralisi non più tollerabile”, collegandola a una “lunga serie di malfunzionamenti e rallentamenti” che inciderebbero sul funzionamento della giurisdizione.
Nel testo si evidenzia il contrasto tra l’esigenza di ottenere risultati quantitativi con scadenze pressanti e il rischio di compromettere la qualità della giurisdizione. Secondo le toghe, mentre da un lato si richiede l’impegno su milestone e tempi, dall’altro verrebbero sacrificati strumenti come l’Ufficio per il processo, senza il contestuale garantire strumenti tecnologici efficienti e affidabili.
La posizione finale insiste sul fatto che la digitalizzazione della giustizia non dovrebbe tradursi in una crescente vulnerabilità del sistema né in uno scarico delle inefficienze sugli operatori giudiziari. È indicata come necessaria l’assicurazione di infrastrutture affidabili, continuità operativa e piena trasparenza sulle criticità che continuano a verificarsi.
posizione dei rappresentanti e riferimenti istituzionali richiamati
Nel quadro delle contestazioni descritte, viene menzionato il dicastero guidato da Carlo Nordio e viene citato il Dipartimento per l’innovazione tecnologica del ministero, chiamato a comunicare gli esiti delle verifiche e gli avanzamenti del ripristino.
Personaggi citati:
- Carlo Nordio
