Renne in strada e nel piatto: il caso Erasmo genzini e il pubblico arrabbiato per gli orari in tv
Erasmo Genzini racconta l’esperienza vissuta sul set di Lapponia I love iù, la prima storica coproduzione internazionale tra Rai Fiction e i paesi nordici. Le riprese, tra clima rigido e nuove abitudini, emergono dalle sue parole con un tono capace di mettere insieme spaesamento culturale e misura comica. La storia, interpretata da Genzini nei panni di Carmine, trasporta lo spettatore dal quotidiano napoletano al gelo del circolo polare artico, trasformando la fuga in un percorso di crescita personale.
Il film, con Erasmo Genzini protagonista, è previsto in prima serata su Rai 1 il 17 maggio.
lapponia i love iù: erosmo genzini tra gelo, usi locali e adattamento
Nel descrivere l’impatto della vita sul set, Genzini richiama soprattutto le differenze legate al cibo. L’attore fa riferimento a pietanze a base di renna, tra cui zupponi e portate come hamburger di renna e filetti di renna. Il racconto evidenzia un necessario adattamento: il gusto può risultare buono, ma richiede tempo per ambientarsi, anche perché l’elemento del cibo si lega all’immaginario quotidiano.
Il clima e l’ambiente nordico vengono infatti percepiti come una realtà fisica costante, capace di influenzare lo sguardo e la routine. L’effetto descritto è quello di ritrovare a tavola ciò che si vede passare nelle strade.
carmine in lapponia i love iù: microcriminalità napoletana e rinascita nel gelo
Il punto di partenza del personaggio interpretato da Genzini è legato alla microcriminalità del contesto napoletano. Carmine parte da un passato difficile: rubare oggetti di valore, come collanine o orologi, viene descritto come una normalità per il suo gruppo.
Il cambiamento arriva con un errore: rubare un orologio alla persona sbagliata costringe i protagonisti a nascondersi, lasciando Napoli. A quel punto, Carmine scopre un’eredità decisiva: una villa in Finlandia appartenuta al fratello defunto Salvatore. Da qui prende forma il viaggio che, secondo Genzini, assume i tratti di una vera trasformazione interiore.
da presunzione e distrazione all’introspezione: il percorso di formazione
Nel delineare l’evoluzione di Carmine, Genzini sottolinea l’inizio del racconto con un atteggiamento di sicurezza, associato a chi crede di conoscere già il mondo e di poterne gestire i ritmi. L’ambiente artico, però, produce un ribaltamento: il personaggio si innamora di una donna del posto e, con lei, comprende di non sapere davvero ciò che credeva di sapere.
La crescita viene descritta come un lavoro di introspezione che porta a un cambiamento netto: alla fine della storia Carmine risulta totalmente un’altra persona, segnato da un percorso che la geografia e gli incontri contribuiscono a definire.
roberta valente: polemiche sugli orari tv e impatto sul finale
Durante l’intervista, Genzini affronta anche il successo della fiction Roberta Valente — Notaio in Sorrento. Il tema centrale riguarda le reazioni del pubblico, legate ai tagli adottati per chiudere in anticipo gli episodi invece di farli partire prima.
Secondo Genzini, il pubblico ha reagito con irritazione: l’attore dichiara di essere d’accordo con la posizione degli spettatori, poiché considera più sensata la scelta di anticipare la messa in onda. La frammentazione della visione, sempre stando a quanto raccontato, ha contribuito a un effetto percepito come anomalo.
finale diviso in due serate: reazione del pubblico e mancanza di tempo nella storia
Genzini spiega che, tra le lamentele, emerge l’impressione di un finale non-finale. A suo avviso, questa percezione dipende dal fatto che non si è creato il tempo necessario per entrare nella storia, con conseguenze dirette sulla fruizione del finale, distribuito in due serate.
seconda stagione di roberta valente: sensazioni positive e attesa di conferme
Riguardo alle prospettive di una seconda stagione, Genzini si muove tra fiducia e prudenza. Racconta che le sensazioni sono buone, specificando che non si tratta ancora di notizia ufficiale. L’auspicio dichiarato è che la Rai possa comunicare presto la decisione.
scarso spazio per i sì: no ricevuti e opportunità perse all’ultimo respiro
L’intervista si chiude con un aspetto legato alle dinamiche professionali e alle conseguenze del processo decisionale. Sollecitato sui rimpianti, Genzini ribalta la prospettiva: più che rimpiangere di aver detto no, esprime il rammarico di aver ricevuto un no per alcuni progetti.
Genzini rivela anche un retroscena su un’occasione importante sfumata di poco. Racconta di essere arrivato in dirittura d’arrivo per un progetto atteso da tempo, senza poterne indicare i dettagli. L’opportunità gli sarebbe stata tolta all’ultimo, con riferimento a una serie importante italiana.
personaggi menzionati
- Erasmo Genzini
- Carmine
- Salvatore


