Rai, parte la ristrutturazione di mazzini: costo 88 milioni
Dentro la cornice di viale Mazzini tornano a comparire cantieri e prospettive operative. Dopo mesi di immobilismo percepito da chi lavora tra quelle mura, l’annuncio dell’avvio della ristrutturazione della sede Rai storica accende aspettative, alimentando l’idea che si passi finalmente dalla fase di attesa alla fase di intervento. Il contesto, inoltre, è delicato: l’edificio, descritto come il primo palazzo della Capitale interamente in acciaio, risulta “zeppo di amianto”, tanto da rendere rischioso anche un’azione semplice come appendere un quadro.
Il lavoro di risanamento e riqualificazione arriva a circa un anno e mezzo dal trasferimento del personale, con un forte impatto sul quotidiano: un migliaio di dipendenti è confluito nell’ex palazzo della Wind, in via Alessandro Severo, sulla Colombo, in un’area distante dalle consuete dinamiche di Roma Nord. Nel periodo intermedio, la situazione viene rappresentata come uno stato di attesa accompagnato da nostalgia, senza segnali visibili di attività sul sito storico, mentre ora l’operazione viene avviata con un annuncio reso particolarmente rilevante dall’amministratore delegato.
ristrutturazione sede rai di viale mazzini: bonifica amianto e rilancio degli spazi
L’avvio dei lavori riguarda non solo la bonifica dell’amianto, ma anche un intervento più ampio su ristrutturazione e ammodernamento dei locali. La motivazione principale, secondo quanto riportato, è legata alla conformazione degli spazi giudicata antiquata, con un riferimento a uno stile riconducibile agli anni Ottanta.
La durata prevista dell’intervento viene indicata in 5 anni. All’interno dell’azienda, però, emergono valutazioni più pessimistiche: molti scommettono che i tempi possano estendersi oltre la previsione originaria, fino a raggiungere almeno il doppio.
costi e affidamento: bando da 121 milioni e riduzione del 29%
Un passaggio centrale riguarda l’impostazione economica dell’opera. L’importo del bando di gara è indicato in 121 milioni e 975 mila euro. L’appalto risulta poi aggiudicato al ribasso per 88 milioni e 322 mila euro, con un risparmio del 29%.
Accanto alla dimensione economica del cantiere, viene posto l’accento sulla capacità di finanziare l’intervento attraverso risorse provenienti dal piano immobiliare. L’operazione immobiliare, secondo quanto riportato, mira alla vendita di 15 immobili di pregio, pari al 23% dell’intero patrimonio, per un valore complessivo di 238 milioni.
piano immobiliare e finanziamento: vendite immobili e rischio di “cassa”
Nel quadro complessivo, una parte significativa del capitale atteso dalla vendita verrebbe destinata alla ristrutturazione della sede storica di viale Mazzini. Il confronto tra necessità di spesa e ricavi potenziali viene sintetizzato come una “oggettiva sproporzione”, a cui si aggiunge l’ulteriore costo legato all’ipotesi di permanere in affitto nelle diverse città.
Viene riportata anche una lettura critica dell’impostazione complessiva: l’idea descritta è che l’operazione possa perseguire l’obiettivo di fare cassa tramite la vendita del patrimonio immobiliare per compensare i tagli del governo. In questo contesto, viene richiamata la necessità che la questione fosse discussa in Vigilanza, mentre viene ricordato che tale passaggio sarebbe rimasto bloccato da quasi due anni.
esempi di cessioni immobiliari: milano, teatro delle vittorie e venezia
Le ricadute del piano immobiliare vengono esemplificate attraverso diverse operazioni. A Milano, è indicato che è in vendita il palazzo di Gio Ponti, in corso Sempione. La prospettiva descritta prevede il trasferimento al MiCo Nord al Portello, con un costo riportato di 5,9 milioni all’anno per 27 anni, per un totale di 159 milioni.
La vicenda include anche proteste legate a specifiche cessioni. Per il Teatro delle Vittorie, davanti al quale, dopo Fiorello, si sarebbe recata la presidente della Vigilanza Barbara Floridia. Viene inoltre segnalata la previsione di un’altra protesta a Venezia, davanti alla sede di Palazzo Labia, dove l’Usigrai avrebbe organizzato un’assemblea pubblica aperta ai cittadini.
All’incontro parteciperebbero esponenti politici e rappresentanti dei lavoratori per contestare la cessione del palazzo storico nel sestiere Cannaregio, affacciato sul Canal Grande e dotato di un salone delle feste affrescato dal Tiepolo. Sul bene, però, è citato un vincolo di tutela: la sovrintendenza vigilerebbe sul fatto che l’immobile non possa diventare un hotel.
risposta di rossi e prospettive in vigilanza
Dal lato aziendale, viene riportata la posizione dell’amministratore delegato Rossi, secondo cui sul piano immobiliare non ci sarebbero “passi indietro”. La Rai viene descritta con l’esigenza di sostenere un percorso operativo: non si tratterebbe di un ridimensionamento o di una svendita, ma di un piano immobiliare atteso da decenni, realizzato attraverso approfondimenti tecnici, perizie e valutazioni elaborate nel tempo da manager e diversi Cda.
Viene anche indicato che la prima approvazione del piano immobiliare sarebbe avvenuta con Roberto Sergio alla guida dell’azienda. Inoltre, viene riferito che la discussione sul piano immobiliare, a partire dal Teatro delle Vittorie, sarà oggetto di confronto nella prossima seduta della Vigilanza prevista per il 27 maggio, con l’indicazione di un via libera atteso dalla maggioranza dopo lo sciopero della fame, per ora interrotto, di Roberto Giachetti.
figure citate: protagonisti e rappresentanti nelle decisioni e nelle proteste
- Dolores Bevilacqua
- Rossi
- Barbara Floridia
- Roberto Sergio
- Roberto Giachetti
- Fiorello

