Paola Barale: amore e presenza fino all’ultimo con la madre malata di Alzheimer
Paola Barale torna a parlare a distanza di tempo di amore, sessualità e vita quotidiana, mettendo al centro la propria prospettiva e raccontando come è cambiato il modo di intendere le relazioni. Le parole rivelano una visione concreta, fatta di autonomia e di scelta, con un’attenzione particolare anche alle difficoltà che ancora oggi segnano l’esperienza femminile in età matura. Nel contempo, emerge un legame profondo con gli affetti e una nuova energia legata al ritorno in televisione, in un contesto percepito come più vicino a ciò che le piace davvero.
paola barale e l’idea di amore: “un dolce ricordo”
Paola Barale dichiara di preferire evitare il tema di Raz Degan e, più in generale, di chi le sia stato accanto. La motivazione è netta: le donne non sono definite da chi hanno avuto accanto. Oggi, nell’equilibrio che descrive, l’amore diventa soprattutto un dolce ricordo.
Nelle sue parole, l’amore viene presentato come un sentimento esistente, ma non semplice da concretizzare. Barale afferma di avere un grande amore per sé stessa, pur continuando a sperare che possa accadere un incontro reale. Sottolinea inoltre una difficoltà pratica: è difficile trovare qualcuno che sappia innamorarsi di una persona percepita come molto esigente.
relazioni e età: energia giovane, scelte personali e apertura
Se dovesse presentarsi un’occasione, Paola Barale indica una preferenza: meglio giovane. Secondo la sua lettura, la giovinezza porterebbe più energia e risulterebbe trainante. Al contrario, descrive l’esistenza di più acciacchi tra uomini della sua età e la tendenza a creare problemi anche in presenza di malesseri temporanei.
Pur dichiarando di non cercare al momento una relazione, Barale afferma di essere aperta a tutto. In relazione al tempo libero, racconta anche un aspetto molto concreto: se dovesse organizzare una vacanza, preferirebbe farla con un uomo più giovane, collegando la scelta alla percezione di maggiore vitalità.
amore e sessualità: menopausa e desiderabilità
Paola Barale affronta con chiarezza il tema dell’amore e della sessualità, spiegando una criticità sociale. La sua attenzione si concentra sul modo in cui viene percepita una donna che entra in menopausa. Secondo la sua esperienza, è come se uscisse dal club e non risulti più desiderabile ai loro occhi.
Barale aggiunge che, in quel momento, per gli uomini la donna diventa quasi da scartare. In riferimento al modo in cui venivano impostate le interviste legate al suo libro, racconta anche come i titoli fossero spesso impostati su un presunto “dramma”. Il punto resta aperto: non sembra esserci una risposta definitiva che chiarisca perché tali letture si ripetano.
ignoranza e gap di genere: “foresta pluviale” e “deserto del sahara”
Paola Barale descrive un divario culturale tra uomini e donne. Racconta di una transizione netta: dalla foresta pluviale degli uomini a un deserto del Sahara per le donne, come se tra i due mondi mancasse una conoscenza adeguata. A suo giudizio, in questo ambito l’ignoranza regna sovrana.
Oltre alle questioni di carattere generale, Barale torna su un elemento specifico quando parla delle altre criticità che si incontrano nell’affrontare i temi legati all’età e alla femminilità, rafforzando l’idea che il problema sia anche nella mancanza di comprensione.
famiglia, lutto e vicinanza: la perdita di sua madre
Il racconto diventa più intimo quando Barale affronta l’esperienza personale legata alla famiglia. Confessa che, quando ha perso sua mamma l’anno scorso, malata di Alzheimer, ha pensato alla possibilità che suo padre le restasse vicino fino all’ultimo istante. L’idea che mette in primo piano è chiara: avere qualcuno vicino quando non si sta bene, in un’età matura, diventa una necessità concreta e importante.
Barale aggiunge anche un timore riguardo al futuro: probabilmente non ce l’avrà. La frase non chiude però la questione, perché nella sua narrazione emerge subito una soluzione alternativa, costruita insieme ad altre persone.
la famiglia scelta di paola barale: vivere insieme con gli amici
Barale spiega di avere un gruppo di amici nella sua stessa situazione. Il progetto condiviso consiste nel creare una “grande famiglia” fatta di legami scelti, con la decisione di vivere tutti insieme in qualche luogo. Il cambiamento rispetto al passato viene descritto con un confronto generazionale: una volta era impensabile trovare alla loro età persone senza figli, mentre ora risulta il contrario.
Secondo Barale, grazie a questi legami non si sente sola da quel punto di vista.
madonna, imbarazzo e indipendenza: l’inizio della strada
La narrazione include anche un passaggio sul tema dell’immagine e delle somiglianze. Barale racconta di una fortuna iniziale legata alla propria assomiglianza a Madonna. Precisa però un dettaglio: non si è mai piaciuto farlo, perché rappresentava una fonte di imbarazzo, soprattutto nel periodo in cui doveva interpretare comportamenti legati a Madonna.
Il ricordo è vivace: per lei c’era la difficoltà di andare in giro cercando di ballare come Madonna, arrivando in contesti diversi. Il racconto mette insieme elementi familiari e scenografici, fino a spiegare come la necessità di superare l’imbarazzo abbia avuto un risultato positivo: ha dato indipendenza.
carriera televisiva e ritorno: da mike bongiorno a citofonare raidue
Paola Barale sottolinea anche il percorso professionale. Racconta di aver lavorato con i più grandi, citando Mike Bongiorno e Maurizio Costanzo. Oggi, a 59 anni compiuti, dichiara di essere ripartita con una nuova esperienza televisiva: Citofonare Rai2, al fianco di Paola Perego.
Nel commentare la fase attuale, si dice un po’ stanca, pur mantenendo un atteggiamento pratico: è meglio essere stanchi che annoiati a casa. Barale descrive anche il piacere del ritorno, collegandolo all’idea di riprendere la bicicletta dopo anni: all’inizio è possibile cadere, ma adesso sente di essere a casa.
citofonare raidue e il formato: varietà leggero con cantanti, gag e intrattenitori
La conduzione del programma viene presentata come un ritorno che un tempo mancava. Barale definisce Citofonare Rai2 un varietà leggero, caratterizzato da cantanti, gag e intrattenitori. Il contrasto con contenuti più drammatici è dichiarato in modo diretto: per Barale non è la televisione che piace affrontare morti ammazzati o tragedie.
paola barale e la distanza dalla tv: “non avevo abbandonato, volevo fare altro”
La lontananza dalla televisione viene spiegata con una percezione errata. Barale afferma che molti pensavano avesse lasciato la tv perché non le interessava più, ma la lettura viene respinta: non è vero. Racconta che cercava di fare altro rispetto a Buona Domenica e che, dopo cinque anni, ha lasciato quel contesto.
Nel presente si dichiara serena perché sta facendo una televisione che le ricorda Buona Domenica. Il punto centrale della sua descrizione resta la coerenza con ciò che considera adatto a lei: un intrattenimento leggero e dinamico, in linea con lo stile che le è familiare.
ospiti e figure citate nel racconto
- Raz Degan
- Paola Perego
- Mike Bongiorno
- Maurizio Costanzo
- Madonna


