Otello alla scala senza blackface: dibattito e precedenti storici

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Otello alla scala senza blackface: dibattito e precedenti storici

La nuova stagione del Teatro alla Scala entra nel vivo con scelte progettate per mettere in discussione abitudini e aspettative. Alla presentazione del cartellone 2026-2027, il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina ha impostato il discorso su rischio, responsabilità e decisioni non sempre comode. Al centro dell’attenzione c’è un punto specifico: l’idea di non dipingere di nero il volto del protagonista dell’opera di Verdi, aprendo a riflessioni che investono la lettura del personaggio e il suo impatto teatrale.

othello alla scala 2026-2027 senza blackface: la scelta del volto protagonista

Nel calendario della stagione 2026-2027, Otello di Giuseppe Verdi inaugura la proposta dell’autunno con un appuntamento fissato per il 7 dicembre. La decisione riguarda la rappresentazione del protagonista: secondo quanto chiarito nella conferenza stampa, non verrà applicato il blackface.

Ortombina ha collegato la scelta al valore del personaggio descritto da Arrigo Boito e Giuseppe Verdi. Se la lettura del ruolo “funziona” nelle intenzioni dei due autori, il colore della pelle non sarebbe la leva determinante della forza drammatica. Il ragionamento si sposta così su tratteggio psicologico e su intreccio tra passioni, ambizioni, pregiudizi e dramma collettivo, con l’obiettivo di rendere l’opera più vicina al presente.

regia e direzione musicale: myung-whun chung, damiano michieletto e il cast

La direzione musicale dell’opera verdiana tratta dal dramma di William Shakespeare è affidata a Myung-Whun Chung, nuovo direttore musicale con contratto appena firmato. Sul piano interpretativo è stata sottolineata la sua esperienza nella direzione di opere di area verdiana e il forte affiatamento con l’orchestra del Teatro alla Scala.

La regia, invece, porta la firma di Damiano Michieletto. Per lui si tratta dell’ottavo spettacolo scaligero e del debutto come regista in una serata che vedrà in scena un cast composto da: Brian Jagde nel ruolo principale, Luca Salsi in Iago e Eleonora Buratto come Desdemona.

othello e controversie contemporanee: pregiudizio, straniero e stereotipi

La scelta di presentare un Otello senza blackface non è descritta come una rinuncia alla complessità, bensì come un modo per mantenere il nucleo dell’intreccio. Ortombina ha inoltre messo in evidenza il carattere rischioso dell’operazione, riportando l’attenzione su due prospettive presenti tra i melomani: da un lato chi vede un superamento di uno stereotipo, dall’altro chi considera il contesto razziale come parte inseparabile del dramma originale.

Il tema della rappresentazione viene collegato anche a precedenti nel teatro di prosa: l’idea che “il Moro” non sia necessariamente “moro” compare infatti in altre interpretazioni, suggerendo una continuità culturale della discussione.

carmelo bene: otello o la deficienza della donna con inversione cromatica

Nel caso di Carmelo Bene, l’opera Otello o la deficienza della donna rappresenta una riscrittura radicale portata in scena nel 1979 e poi in televisione. La particolarità indicata riguarda l’inversione cromatica: il Moro di Venezia appare con pelle bianca, mentre gli altri personaggi si tingono di nero.

La proposta non si limita all’aspetto estetico, poiché comporta anche un ribaltamento della struttura drammaturgica. L’Otello di Bene non uccide Desdemona e resta immerso in una solitudine prevalentemente maschile. La parola “deficienza”, attribuita alla donna, non viene interpretata come dispregio: serve a indicare la propensione dell’universo femminile a superare rigidità logiche che appartengono all’universo maschile.

luigi lo cascìo: un otello siciliano con lingua e prospettiva rovesciate

Nel 2014, Luigi Lo Cascio riscrive la tragedia shakespeariana mettendo in scena un Otello in cui i personaggi maschili parlano in siciliano, mentre Desdemona si esprime in italiano. Anche qui viene evidenziata una lettura rivoluzionaria: i grandi temi tratteggiati dal Bardo restano presenti, ma vengono proiettati in una contestualizzazione diversa.

Secondo la descrizione fornita, l’emergenza resta la solitudine

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