Nuova legge cinema e audiovisivo entro l’estate lavori lenti cosa cambia

• Pubblicato il • 6 min
Nuova legge cinema e audiovisivo entro l’estate lavori lenti cosa cambia

Il cinema e l’audiovisivo continuano a muoversi dentro una fase di stagnazione che dura da oltre un anno e mezzo, alimentata anche dalle turbolenze seguite al cosiddetto scandalo Kaufmann. La vicenda, collegata a Villa Pamphilj e descritta come un episodio con molteplici aspetti, ha riaperto il dibattito sulla gestione dei contributi pubblici. In un quadro già complesso, la riforma avviata dalla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni procede in modo ritenuto contorto e lento, senza garantire un cambio sostanziale del sistema.

riforma cinema e audiovisivo: sostegni pubblici e ruolo del credito d’imposta

Un nodo centrale riguarda l’impiego delle risorse. Per l’anno 2026 il piano di riparto di 606 milioni di euro continua ad essere assorbito per oltre i due terzi dal credito d’imposta, indicato come uno degli elementi più discussi. Questo significa che, nonostante l’avvio di nuove misure, la struttura economica del sostegno pubblico rimane in larga parte ancorata a strumenti ritenuti controversi.

assemblea a roma e proposta dell’agenzia indipendente

Le associazioni degli autori hanno promosso una nuova assemblea a Roma per sabato 6 giugno, con l’obiettivo di costruire una linea unitaria. Il confronto si basa su un documento organizzato in una ventina di punti, che però non chiarisce in modo diretto la questione considerata nodale: l’opportunità di istituire o meno una agenzia indipendente per la gestione del sostegno pubblico, separata dal Ministero e autonoma rispetto all’attuale Direzione Cinema e Audiovisivo.

pupi avati e l’idea alla base della discussione

La proposta di un’agenzia indipendente è stata lanciata nel febbraio 2025 dal Maestro Pupi Avati, diventando un riferimento ricorrente nel dibattito interno al settore.

legge cinema e audiovisivo: iter parlamentare verso un’accelerazione

Secondo più fonti della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, l’iter della nuova Legge Cinema e Audiovisivo potrebbe muoversi con maggiore rapidità. Le interlocuzioni tra maggioranza e opposizione risultano avanzate, con la presenza di un comitato ristretto e la definizione di un gruppo di lavoro informale.

La chiusura entro l’estate è considerata una possibilità realistica. La distanza tra le diverse proposte, però, resta significativa: tra i riferimenti citati compaiono Federico Mollicone per FdI e la maggioranza, Elly Schlein per Pd, Gaetano Amato per M5s e Valeria Grippo per Italia Viva.

ministero della cultura: procedure amministrative lente e criticità sulla legge franceschini

Nel frattempo, la macchina burocratica del Ministero della Cultura continua ad operare con tempi considerati molto lenti, tanto da generare difficoltà operative per molti operatori. Il quadro viene descritto come critico anche alla luce dell’avvicendamento ai vertici: l’ex Direttore Generale Nicola Borrelli è citato come figura rimpianta, con un riferimento alle dimissioni collegate alla vicenda Kaufmann, mentre il neo Dg Giorgio Carlo Brugnoni (in carica dal settembre 2025) viene presentato come incapace, finora, di imprimere un’accelerazione alle procedure amministrative.

legge franceschini e ritardi sulla relazione annuale al parlamento

Tra gli elementi indicati come sintomatici, la Legge Franceschini (vigente dal gennaio 2017) prevede che entro il 30 settembre di ogni anno il ministro della Cultura trasmetta al Parlamento una relazione sull’efficacia dell’intervento nell’anno solare precedente.

In base alle informazioni riportate, l’ultima valutazione di impatto disponibile risulta quella relativa al 2023. La relazione per l’anno 2024, da trasmettere entro fine settembre 2025 a Camera e Senato, sarebbe ancora ignota e priva di pubblica disponibilità.

In questo contesto, viene sottolineata la difficoltà di impostare discussioni sulla riforma normativa senza una piena conoscenza dell’andamento reale della legge nella sua applicazione più recente.

risoluzione in commissione cultura: verifica fiscale, contributi e impignorabilità

Un passaggio positivo viene individuato nell’avanzamento parlamentare: giovedì sera 28 maggio, in Commissione Cultura, risulta incardinata una risoluzione delle opposizioni. Il primo firmatario è Gaetano Amato (M5s), e il testo intitolato “Iniziative per l’esclusione dalla verifica dell’adempimento fiscale ai fini del pagamento dei contributi erogati dal Ministero della Cultura e per la relativa impignorabilità” mira a intervenire su un aspetto ritenuto capace di incidere sulle attività del settore.

il nodo legato alla decisione del 2008 e all’inversione segnalata nel 2025

La vicenda viene collegata a un rallentamento, descritto come capace in alcuni casi di paralizzare le attività: nel marzo 2025 una dirigente dell’Ufficio Centrale di Bilancio della Ragioneria Generale dello Stato, Piera Marzo, avrebbe ritenuto di attuare una inversione ad U rispetto a una decisione del dicembre 2008, attribuita all’allora Ragioniere Generale dello Stato Mario Canzio. Quella scelta avrebbe consentito per quasi vent’anni agli operatori del settore spettacolo, cinema e audiovisivo e cultura di ricevere contributi pubblici anche in presenza di pendenze fiscali ed esattoriali, richiamando un’impostazione definita come una forma di “eccezione culturale”.

Risulta inoltre riferita l’esistenza di una imminente convergente risoluzione della maggioranza.

conflitti di interessi e contestazioni: Amato, Mazzi e precedenti nel settore

Emergono nuove contestazioni collegate a conflitti di interessi e a presunte inopportunità istituzionali. Gaetano Amato accusa l’ex Sottosegretario delegato alla Cultura Gianmarco Mazzi (indicato come esponente di FdI, promosso poche settimane prima al ruolo di ministro del Turismo) di iniziative in cui la linea tra ruolo pubblico e organizzazione culturale privata appare sfumata. Tra gli esempi citati viene riportato il lancio a Verona della candidatura Unesco per la canzone napoletana, collegato al territorio di riferimento del ministro.

La replica di Mazzi viene descritta come dura: richiesta di scuse pubbliche e prospettazione di querela per diffamazione, insieme alla richiesta rituale di risarcimento dei danni.

precedenti citati: Cacciamani, Sbarigia e Nastasi

Le contestazioni vengono inoltre inserite in una sequenza di episodi già noti. Vengono menzionate le contestazioni rivolte a Manuela Cacciamani, Amministratrice delegata di Cinecittà dal luglio 2024, indicata come precedentemente attiva tramite la sua ex società di produzione One More Pictures nella stessa Via Tuscolana. Si richiama poi il caso di Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà per oltre un anno e contemporaneamente Presidente dell’Apa, associazione dei produttori audiovisivi privati. Compare anche Salvo Nastasi, Presidente della Siae, nominato anche Presidente della Festa del Cinema di Roma, e candidato alla guida dei David di Donatello.

Il quadro complessivo viene descritto come un progressivo indebolimento della separazione netta tra ruolo istituzionale e interessi privati, con un confine sempre meno definito tra Stato e interessi di settore.

nomi citati nel contesto delle questioni cinema, audiovisivo e istituzioni

Personaggi, ospiti o membri del cast menzionati:

  • Lucia Borgonzoni
  • Pupi Avati
  • Federico Mollicone
  • Elly Schlein
  • Gaetano Amato
  • Valeria Grippo
  • Nicola Borrelli
  • Giorgio Carlo Brugnoni
  • Piera Marzo
  • Mario Canzio
  • Gianmarco Mazzi
  • Manuela Cacciamani
  • Chiara Sbarigia
  • Salvo Nastasi
Una nuova legge per Cinema e Audiovisivo entro l’estate? I lavori procedono molto lentamente

Per te