Naomi Osaka Roland Garros 2026: i look contestati e l idea che siano più moda che tennis
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Il Roland Garros 2026 ha trasformato l’ingresso in campo in un vero momento di spettacolo, con un impatto visivo che ha spinto il tennis oltre i confini abituali dello sport. Naomi Osaka ha portato sui campi parigini un’estetica da passerella, fatta di materiali scintillanti, trasparenze e volumi scenografici, ridefinendo l’idea di “red carpet” direttamente nelle cornici del torneo. L’evento non si è limitato a un colpo d’occhio: la scelta stilistica è stata accompagnata da spiegazioni sul significato della moda e, allo stesso tempo, da reazioni critiche che hanno toccato regole e priorità del match.
roland garros 2026: naomi osaka tra paillettes, tulle e ingresso scenografico
Un gilet nero senza maniche interamente ricoperto di paillettes e un’ampia gonna in tulle trasparente fluttuante sulla terra rossa parigina hanno cambiato il ritmo dell’entrata al campo, presentandola come una sfilata ad alta moda. L’inquadratura tipica del pre-partita è diventata una coreografia: sul campo Suzanne-Lenglen, martedì 26 maggio, Naomi Osaka ha debuttato al torneo con un walk-in scenografico e, solo dopo, ha rivelato la parte sportiva del look.
Una volta tolti gonna oversize e gilet, è apparso il cuore atletico dell’outfit: un mini dress da tennis color marrone chiaro, impreziosito da dettagli luccicanti, completato da un velo leggerissimo. La costruzione complessiva del look ha puntato su contrasti evidenti tra trasparenze e riflessi, trasformando l’uscita e l’accesso al campo in un momento studiato “nei minimi dettagli”.
nike e kevin germanier: upcycled e design ibrido tra sport e couture
La realizzazione del completo è stata affidata a Nike, marchio di cui Osaka è ambasciatrice dal 2019, insieme allo stilista Kevin Germanier. Germanier è descritto per il suo lavoro con materiali di riciclo, e la struttura dei capi è partita da materiali upcycled del brand sportivo. Il risultato è un outfit che mantiene un legame con lo sportswear, ma lo spinge verso soluzioni più vicine alla haute couture.
Nei match successivi, Osaka ha proseguito su una linea ibrida: set composti da gilet e lunghe gonne plissé, alternati a bomber di paillettes con strascico di tulle. L’attenzione alle superfici riflettenti è stata esplicitata anche in occasione delle discussioni sul comportamento dei tessuti sotto il sole: Osaka ha commentato con una battuta che collega lo scintillio della mise alla Torre Eiffel, per quanto “scintilla”.
naomi osaka e la moda come linguaggio: dichiarazioni e visione personale
Per Naomi Osaka la componente estetica non viene presentata come semplice decorazione, ma come un modo per costruire comunicazione. In conferenza stampa, prima del debutto al torneo parigino, ha spiegato il proprio rapporto con l’abbigliamento, sottolineando l’idea che la moda possa parlare al posto delle parole.
Secondo le dichiarazioni riportate, Osaka ha affermato che la moda è un linguaggio e che, non essendo una persona che parla molto, la scelta dei vestiti permette di esprimersi: colori, tessuti e silhouette diventano elementi narrativi. Ha inoltre indicato che la moda rappresenta per lei un modo per raccontare qualcosa di sé e, nello stesso tempo, un ambito in cui sperimentare con colori, motivi e tessuti. Nel racconto emerge anche il punto sul divertimento: la componente stilistica viene descritta come una parte del tennis che si sarebbe “un po’ persa”.
critiche al pre-partita: laura siegemund contro la sfilata e sulla gestione dei tempi
La spettacolarizzazione del pre-partita ha generato reazioni contrastanti. Laura Siegemund, tedesca sconfitta in due set al primo turno, ha espresso apertamente il proprio dissenso nei confronti dell’approccio di Osaka, collegando la contestazione sia al senso della competizione sia alla priorità del gioco.
“è un torneo di tennis, non una sfilata”: dissenso sulla priorità dello sport
Nelle parole attribuite a Siegemund, il punto centrale è che si tratta di un torneo di tennis e non di una sfilata di moda. L’atleta ha sostenuto che la presenza in campo dovrebbe essere finalizzata a giocare a tennis, con l’idea che chi desidera un contesto da passerella possa farlo altrove. La critica, dunque, si concentra sul significato dell’evento sportivo e sul ruolo dell’abbigliamento nel contesto del match.
regole e secondi contati: la questione del cambio outfit
Siegemund ha anche sollevato un tema operativo legato ai tempi regolamentari. È stato richiamato che nello sport si conta ogni secondo, citando anche la gestione di momenti come tirare fuori la bottiglia d’acqua. Al centro della contestazione viene posta la durata percepita del cambio abiti: il riferimento è a un tempo di un minuto e mezzo per cambiarsi, con l’indicazione che le regole esistono ma che i nomi più conosciuti ricevono un trattamento diverso.
dai precedenti storici al tennis moderno: jannik sinner, gucci e lea pericoli
La commistione tra tennis e fashion system non viene presentata come un fenomeno isolato. Il racconto collega l’idea a un trend più ampio di affermazione della personalità degli atleti, con esempi che includono anche Jannik Sinner, descritto come testimonial tra gli altri di Gucci.
Naomi Osaka, inoltre, ha indicato come fonti d’ispirazione le sorelle Venus e Serena Williams. Il testo mette in evidenza come, storicamente, abbiano utilizzato l’abbigliamento come estensione della propria identità pubblica. In aggiunta, Venus viene indicata tra le co-chairs del Met Gala 2026, mentre Serena è stata proclamata fashion icon dal Council of Fashion Designers of America.
lea pericoli: l’antesignana delle mise fuori dagli schemi
Guardando più indietro nel tempo, viene citata Lea Pericoli come figura pionieristica di questa evoluzione stilistica. Soprannominata “Divina”, ex tennista italiana, viene descritta come la prima a portare sui campi elementi estranei allo sport dell’epoca, con un elenco di dettagli: lamé, tulle, gonnelline in piume di struzzo, inserti in visone, petali di fiori e pantaloncini ricoperti di brillantini.
Lo stile viene ricondotto anche a una frase attribuita alla Pericoli: “La moda non va seguita, ma governata”. Prima dell’esperienza parigina, l’idea di ingresso scenografico di Osaka è stata associata anche ad apparizioni precedenti, che hanno catturato l’attenzione dei media.
precedenti osaka: us open 2024, us open 2025 e australian open
Tra gli appuntamenti richiamati: US Open 2024, con look soffici legati alle radici giapponesi; US Open 2025, con un coordinato ispirato al suo Labubu; e Australian Open di gennaio, con una mise ispirata a una medusa. Questi riferimenti consolidano l’idea di una presenza scenica costante, costruita attraverso temi e riferimenti distintivi.
Personaggi citati:
- Naomi Osaka
- Kevin Germanier
- Laura Siegemund
- Jannik Sinner
- Venus Williams
- Serena Williams
- Lea Pericoli


